Star Trek riparte da Noah Hawley: nuove prospettive per il franchise

Il brillante e geniale autore di Legion e Fargo scriverà e dirigerà il quarto capitolo cinematografico della saga sci-fi, per nuovi orizzonti da esplorare.

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A differenza dello Star Wars di George Lucas, lo Star Trek nato dall'ingegno immaginifico di Gene Roddenberry ha cominciato il suo lungo e prolifico percorso nel mondo dell'entertainment in televisione. Il successo della serie ha poi convinto creatore e produzione a tentare uno sconfinamento in ambito cinematografico, settore conquistato con un certo consenso da parte dei fan e che conta a oggi la bellezza di tredici film totali, uno in più rispetto alla storica nemesi.
Inizialmente si è rimasti molto legati all'ambito seriale, scegliendo di continuare e concludere sul grande schermo le storie iniziate sul piccolo, tanto con la serie originale quanto con Generations, ma dopo lo sterile Star Trek: Nemesi del 2002 le sorti del franchise sono cambiate.

Si è smesso di produrre film per il cinema e l'ultima serie in programma, Star Trek: Enterprise, è stata cancellata nel 2005 alla quarta stagione a causa di ascolti molto deludenti. Questo ha messo in congelatore la saga per quattro anni, prima che la Paramount Pictures e la Bad Robot di J.J. Abrams non arrivassero a pensare a un reboot cinematografico ambientato in sostanza in una dimensione parallela.

Uscito nel 2009, ormai dieci anni fa, lo Star Trek con Chris Pine e Zachary Quinto si rivelò una vittoria più o meno su tutti i fronti, aprendo le strade ad altri due sequel (meno riusciti ma comunque molto buoni) e dando anche il calcio d'inizio a una nuova espansione televisiva sulla CBS con Star Trek: Discovery e l'attesissima serie Star Trek: Picard.

Il problema è nato dopo l'appiattimento degli incassi riscontrato nel 2016 con Star Trek: Beyond di Justin Lin, che ha scoraggiato la Paramount a iniziare subito la produzione di un già annunciato Star Trek 4, che avrebbe dovuto raccontare più nell'intimo il rapporto tra il James T. Kirk di Pine e il padre interpretato invece da Chris Hemsworth.
Niente da fare, invece, anche se tanto la produzione quanto il cast non si sono mai sbilanciati nel dare il film per morto, e infatti proprio in questi ultimi giorni è arrivata la notizia che sarà il brillante e geniale Noah Hawley di Legion e Fargo a prendere in mano le redini del futuro cinematografico di Star Trek.

Psicosi, danze e virtuosismi nello Spazio

Si è fatta molta confusione, ultimamente, circa la natura di questo quarto capitolo della saga, reboot del franchise. L'elemento fuorviante è subentrato quando Quentin Tarantino ha depositato in casa Paramount Pictures una sua idea originale per sviluppare un film di Star Trek rated-r, diverso da quanto visto finora con tutti i progetti dell'epopea sci-fi e vietato ai minori, quindi violento e dai contenuti generalmente espliciti. È importante capire che di questo film, al momento, c'è soltanto "il deposito" e l'embrione di uno script, che potrebbe non essere sviluppato a breve, non è certo che sarà sceneggiato e diretto da Tarantino e non è il quarto capitolo con protagonisti Pine, Quinto e Zoe Saldana. È un lungometraggio a parte di cui conosciamo soltanto l'esistenza e che potrebbe approdare nelle sale tra quattro anni come tra dieci.
Discorso diverso, invece, è per il vero e proprio Star Trek 4, che ha trovato finalmente nuova linfa vitale grazie all'ingegno narrativo di Noah Hawley, che con questo nuovo film segnerà la sua seconda regia cinematografica dopo Lucy in the Sky con Natalie Portman.

Sarà anche uno dei produttori del progetto al fianco di J.J. Abrams, il che dovrebbe garantirgli insieme alla sceneggiatura e alla direzione un controllo creativo decisamente ampio, così da poter rimodellare alcune linee della saga secondo sensibilità personali.
L'autore della splendida Fargo per FX o dell'estrosa e immaginifica Legion non è uno scrittore o cineasta composto, comunque: arricchisce ogni suo lavoro con virtuosismi narrativi e stilistici di grande impatto, tanto da sfiorare a volte una sorta di manierismo illuminato, un futurismo cinematografico a tratti sperimentale, affascinante

Inserire un autore come Hawley in un contesto mai totalmente aggiornato come quello di Star Trek, facendo il paio anche con l'idea di un futuro film di Tarantino, dà credito alla Paramount di un certo coraggio, di una voglia di diversificare ed espandere la saga verso confini inesplorati, miscelando insieme più generi, partendo da un punto di vista qualitativo e non quantitativo. La storia prima di tutto, l'idea al centro dello spazio creativo: si evince questo dal nuovo percorso intrapreso da Star Trek. E ci piace davvero tanto.

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