Marvel

Spider-Man: No Way Home potrebbe diventare il nuovo Endgame del boxoffice?

La campagna marketing e alcune decisioni produttive messe in piedi da Sony Pictures e Marvel Studios potrebbero portare a incassi stratosferici.

Spider-Man: No Way Home potrebbe diventare il nuovo Endgame del boxoffice?
Articolo a cura di

Tutto è comunicazione nel mondo dell'intrattenimento, come tutto è retorica nel mondo della narrazione. Ciò che sposta l'ago della bilancia su un progetto di successo o su uno di bassa lega è, in termini generali e meramente commerciali, il modo in cui questi vengono promossi e dunque comunicati alle masse nel primo caso; la qualità con cui è strutturato il racconto nel secondo. Nel merito, la riuscita di un film al botteghino è strettamente correlata alle scelte di marketing e promozione che vengono intraprese da uno studio, all'hype che si è stati in grado di generare nel tempo, mentre il risultato del racconto viene ovviamente misurato sulla bontà della scrittura, strutturata e suddivisa in molteplici parti.

Al momento, non possiamo discutere concretamente dell'attesissimo Spider-Man: No Way Home di Jon Watts, non avendo ancora avuto modo di vederlo e potendo appena commentare il sorprendente trailer di No Way Home diffuso qualche giorno fa, ma dell'aspetto comunicativo del cinecomic con Tom Holland sì, ed è infatti quello che oggi più ci interessa. Questo perché non solo il film con Green Goblin, Doc Ock, Electro e Lizard è il titolo più anticipato e richiesto dell'anno, ma anche per una sua interessante dualità promozionale, una doppia anima che risponde a esigenze differenti e a modi diversi di valorizzare il marketing.

La percezione di Spider-Man

Per comprendere al meglio la portata del fenomeno No Way Home, è prima di tutto importante provare a capire se la percezione del film da parte del grande pubblico prima, dei cinefili poi e della critica ancora dopo sia una bolla ormai ingranditasi all'inverosimile e pronta a esplodere, oppure un "edificio" ben cementato sulle fondamenta di un franchise solido.

Il pubblico viene prima di tutti essendo il destinatario finale, quello che paga queste produzioni e retribuisce coloro che ci hanno lavorato, dando continuità e sicurezza al duro sforzo di ogni persona coinvolta. In questo caso, in effetti, Sony Pictures e Marvel Studios sono riusciti a compiere un buon lavoro di fidelizzazione della massa, termine che utilizziamo solo per distinguere i casul viewers dagli hardcore fan, lo zoccolo duro di appassionati del personaggio che seguirebbe l'Arrampica-Muri di New York in ogni sua avventura, anche quella meno riuscita. Certo, il personaggio gode di un ottimo seguito e di una notevole fama da ormai sessant'anni, incrementatasi poi grazie ai primi e amatissimi film di Sam Raimi e ai due rilanci cinematografici, ma è altrettanto vero che Kevin Feige e la sua compagnia sono riusciti a donare a Spidey una nuova efficace ed entusiasmante dimensione cinematografica all'interno del MCU, condividendo con Sony le proprie risorse (soprattutto creative e artistiche) e dando nuova linfa al supereroe.

Dopo l'arrivo in Civil War, il reboot in solitaria in Homecoming e l'evoluzione ad Avengers a tutto tondo vista in Far From Home (il film di maggiore incasso nella storia delle trasposizioni del personaggio, che vi consigliamo di approfondire nella nostra recensione di Spider-Man Far From Home), adesso l'Uomo-Ragno gode di una stima e di un affetto totali da parte dell'audience, che non resta intrappolata all'interno di una mera bolla social ma è effettivamente sostenuta da un amore e da una fiducia davvero impressionanti.

In secondo luogo ci sono i cinefili, pubblico più difficile da convincere e decisamente più critico, sia nei confronti dei cinecomic in generale che dei progetti dedicati a Spider-Man. In questo senso, però, la linea cinematografica tratteggiata da Jon Watts e dal personaggio interpretato da Tom Holland ha racimolato anche in questo parterre di spettatori un deciso e caloroso consenso, generando in contemporanea un interesse spasmodico in quanto titoli a tutti gli effetti parte della continuity del MCU.

Infine la critica, che soprattutto per quanto riguarda il cinema di puro intrattenimento e i cinecomic lascia tendenzialmente il tempo che trova, pure se nei riguardi del nuovo Spider-Man ha sempre dimostrato un significativo trasporto per una questione meramente venale (visualizzazioni, permanenza, interazioni, click), ma anche perché si tratta di un personaggio effettivamente in grado di arrivare a tutti e appassionare per la sua scrittura, le scene d'azione e i segreti che ha da rivelare.

In buona sostanza, riteniamo che l'attesa di Spider-Man: No Way Home non sia essa stessa il piacere, destinato invece a esplodere proprio in sala al momento della visione. Non c'è nessuna bolla, dunque, ma un (in)sano coinvolgimento globale in un progetto che è stato ideato, girato e ora promosso per essere un fenomeno imprescindibile, qualcosa di mai visto prima, un game changer a tutti gli effetti.

Spider-Man: Endgame

Tornando al merito e all'aspetto prettamente comunicativo, No Way Home non dovrebbe rappresentare solo la fine dello Spider-Verso cinematografico per come lo abbiamo finora conosciuto, per Jon Watts No Way Home è Spider-Man Endgame, ma a quanto pare condividerebbe con il cinecomic dei fratelli Russo anche le stesse ambizioni in termini di scopo, portata e segretezza, tanto da averne persino imitato la campagna promozionale.

In realtà sono state le menti illuminate dei Marvel Studios a suggerire apparentemente a Sony Pictures di nascondere quanto più possibile del corpo e delle sorprese del progetto, convincendoli a una promozione ridotta davvero all'osso e cominciata già dal solo annuncio del sottotitolo ufficiale del film (esattamente come accaduto per Endgame). Successivamente, nel corso di un intero anno, abbiamo potuto ammirare appena due poster ufficiali, un teaser trailer e un full trailer completo, tutto materiale per altro revisionato e montato ad hoc per non rivelare nulla del cinecomic. In effetti, delle 2 ore e 50 del film abbiamo ammirato appena 2 minuti e 30 di girato, molto del quale pure ripetuto tra un footage e l'altro. Nell'ultimo trailer di Spider-Man: No Way Home risulta inoltre evidente come la manipolazione digitale delle immagini abbia cancellato la chiacchieratissima presenza degli Spider-Man di Tobey Maguire e Andrew Garfield, alimentando in questo modo la spasmodica curiosità non solo del fandom ma anche del pubblico generalista nella ricerca del dettaglio essenziale alla conferma del ritorno dei vecchi Peter Parker sul grande schermo.

Di base, una strategia comunicativa votata al minimale e interamente sostenuta sul non mostrare e non confermare né smentire, permettendo così al pubblico di interagire con la stessa e renderlo sempre più partecipe, un piccolo tassello alla volta, un gradino dopo l'altro. Va da sé che la presenza di altri nemici come Venom o la partecipazione di Maguire e Garfield non saranno mai rivelate fino al giorno dell'uscita, costringendo tutti a correre in sala nei primi giorni di programmazione per scoprire le verità celate dalla promozione.

Che sia o meno il segreto di pulcinella, poi, poco importa, perché sono soprattutto l'ingaggio che sta generando e l'hype che sta coltivando che porteranno Spider-Man: No Way Home a raggiungere soglie d'incasso molto importanti in un periodo ancora incerto come questo. La sola uscita cinematografica del film e l'impossibilità di vederlo dopo appena 45 giorni su Disney+ (appartenendo al parterre Sony) è già di per sé un valido generatore d'introiti, ma possiamo includere anche la storia del Trittico di Spider-Man e la paura degli spoiler, paura di essere esclusi che proprio nel periodo dicembrino, prima dell'arrivo dei titoli natalizi più importanti, spingerà molti (se non tutti) a correre in sala e vedere il nuovo film di Jon Watts.

Non Dune, non Venom e nemmeno No Time To Die o Eternals: l'effettivo game changer di questo periodo cinematografico in Pandemia dovrebbe essere proprio Spider-Man: No Way Home, il film che potrebbe rompere la maledizione del miliardo di dollari (in questi ultimi due anni nessun film ha più raggiunto quella cifra al boxoffice) e raggiungere vette davvero elevate, forse le più alte mai calpestate da un Ragno.

Quanto attendi: Spider-Man: No Way Home

Hype
Hype totali: 218
82%
nd