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Spider-Man: Un nuovo universo, i segreti del film in anteprima

In occasione del Festival di Annecy è stato mostrato materiale legato al prossimo lungometraggio sulle avventure dell'eroe Marvel.

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Tra gli eventi più attesi del Festival di Annecy c'era l'incontro, nella sezione Work in Progress, dedicato a Spider-Man: Un nuovo universo (in originale Spider-Man: Into the Spider-Verse), il lungometraggio animato sulle gesta dell'eroe più famoso della Marvel che uscirà nelle sale nel periodo natalizio. A presentare il loro lavoro e rispondere alle domande del pubblico sono state tre persone legate alla realizzazione del film: il regista Eric Ramsey, il production designer Justin Thompson e il supervisore degli effetti speciali Danny Dimian (veterano delle avventure cinematografiche del Tessiragnatele, avendo già lavorato alla trilogia live-action di Sam Raimi). Tra retroscena e footage esclusivo, ecco cosa ci hanno raccontato.

Un nuovo eroe

Dopo aver proiettato su grande schermo il recente trailer del film, la discussione è iniziata con le motivazioni che hanno spinto Ramsey, inizialmente scettico sulla decisione di fare l'ennesimo film su Spider-Man, ad accettare l'incarico: "Innanzitutto, mi intrigava la partecipazione, in quanto produttori, di Phil Lord e Chris Miller. In secondo luogo, mi piaceva l'idea di fare un lungometraggio animato sul personaggio. Infine, ero entusiasta quando ho scoperto che il protagonista sarebbe stato Miles Morales." Ebbene sì, sebbene Peter Parker sia presente nel film (con la voce di Jake Johnson in originale), al centro del progetto c'è Morales, introdotto nei fumetti nel 2011: un adolescente mezzo afroamericano e mezzo portoricano, che nel mondo cartaceo è diventato Spider-Man dopo l'uscita di scena di Parker (nell'universo Ultimate). Il punto di forza del lungometraggio, sul piano tematico, sarebbe quindi il suo voler esplorare il concetto dei grandi poteri e delle responsabilità mettendo a confronto generazioni diverse, e forse anche mondi diversi: non è ancora ufficiale, ma il titolo originale suggerisce spudoratamente che potremmo avere a che fare con trasferte interdimensionali, il che spiegherebbe perché, al di là di una breve apparizione nel trailer, non siano state divulgate informazioni sul ruolo di Gwen Stacy, alias Spider-Gwen ("Ne saprete di più nei prossimi mesi", ha detto il regista).

L'importanza della fonte

Nel corso della presentazione, principalmente a base di disegni e test d'animazione, è stata ribadita più volte l'importanza della fonte fumettistica, di cui il film cerca di riprodurre l'estetica in vari modi, sia a livello formale (Ramsey ha menzionato il modo in cui vengono tratteggiati i personaggi) che sul piano contenutistico: in una delle clip, dove Miles si rende conto di avere i poteri di Spider-Man e reagisce agitandosi parecchio, i suoi pensieri appaiono sullo schermo, per iscritto, in apposite didascalie. L'apparato grafico è destinato a essere uno dei fattori cruciali dell'esito artistico del film: "Se abbiamo fatto bene il nostro lavoro, il pubblico non dovrebbe fare caso al fatto che sia stata usata la CGI." Dimian si è pronunciato soprattutto sugli effetti visivi e sulle varie tecniche che vanno nella direzione opposta rispetto alla logica convenzionale dei lungometraggi d'animazione negli Stati Uniti: "In America si dice che se una cosa non è rotta, non c'è bisogno di aggiustarla. Il nostro mantra era che se una cosa non è rotta, la rompiamo." Inoltre, per rappresentare al meglio Brooklyn e New York City in generale, gli artisti si sono rifatti a decine di foto delle località che si vedranno sullo schermo.

Le clip


Durante l'incontro sono state mostrate quattro clip, di cui una solo parzialmente completa: la versione estesa di una scena vista nel trailer, quando Miles viene accompagnato a scuola dal padre poliziotto. Dal trailer proviene anche la sequenza, menzionata nel paragrafo precedente, in cui il protagonista reagisce ai propri poteri. Inedita invece la prima apparizione di uno degli antagonisti, il perfido Prowler, che viene introdotto in uno spezzone muto e carico di tensione ("È un cattivo insolitamente terrificante per un film destinato anche ai bambini", hanno commentato i realizzatori). Di lui abbiamo visto anche i design, inizialmente fedeli al fumetto. "Poi l'abbiamo reso viola", precisano gli ospiti. "Una nota per gli studenti: il viola è fico." L'ultima sequenza è anch'essa piuttosto cupa, poiché ambientata in un cimitero, luogo dove Miles inizia a familiarizzare in modo sorprendente con l'esistenza dello Spider-Verse. Come suggerisce quel termine, è abbastanza ovvio che la Sony abbia in mente un potenziale franchise interamente animato con protagonista Spider-Man, in tutte le sue incarnazioni. A Ramsey non dispiacerebbe tornare in quel mondo o portare sullo schermo altri eroi celebri, ma non si pronuncia per ora sulle proprie preferenze perché "dipende da chi ha i diritti di determinati personaggi." Dimian, dal canto suo, è molto aperto all'idea di un sequel: "Adesso che abbiamo imparato come si fa un film del genere, mi piacerebbe riprovarci."

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