Spider-Man: The Spider Within: un corto prezioso ed emozionante

Spider-Man: The Spider Within vede Miles Morales tornare in scena, questa volta con un'avventura psicologica e introspettiva: di cosa si tratta?

Spider-Man: The Spider Within: un corto prezioso ed emozionante
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È ormai passato quasi un anno dall'uscita al cinema di Spider-Man: Across the Spider-Verse, il secondo capitolo della trilogia animata dedicata a Miles Morales e al suo Arrampicamuri, che ha fatto registrare risultati incredibili sia tra la critica che al box-office. Mentre le informazioni sul suo sequel, Beyond the Spider-Verse, ancora latitano, Sony ha pubblicato sui suoi canali YouTube il cortometraggio intitolato "The Spider Within": disponibile in inglese e della durata di poco meno di sette minuti, il video è una sorta di prequel di Across the Spider-Verse in cui a prevalere sono le fragilità e l'umanità del giovane Miles. The Spider Within non è una storia di supereroi, non ha combattimenti e non vede l'Uomo Ragno del Queens alle prese con villain e minacce universali. Al contrario, il corto utilizza un personaggio riconoscibile e amato e un setting di richiamo per accendere i riflettori sulla salute mentale dei più giovani e sulle difficoltà psicologiche degli adolescenti. Non a caso, dietro al corto c'è anche il Kevin Love Fund, l'istituzione fondata dal cestista Kevin Wesley Love per la prevenzione e la cura dei disturbi mentali giovanili.

Spider-Man alle prese con la vita di tutti i giorni

Chi si approccia alla visione di The Spider Within aspettandosi una scarica di adrenalina, dunque, resterà sicuramente deluso. Il cortometraggio non mette in scena grandi battaglie, focalizzandosi invece sull'esplorazione dell'inconscio e dei problemi di Miles Morales, ancor prima che del suo Spider-Man.

Con una messinscena che strizza l'occhiolino all'horror - per giunta con una divertente citazioni al franchise di Scary Movie - The Spider Within è un racconto introspettivo nel senso più letterale possibile del termine, proiettandoci nella psiche del giovane Arrampicamuri e mostrando ciò che più lo preoccupa. Incredibilmente, scopriamo che le "grandi responsabilità" che derivano dai poteri di Ragno non sono il suo unico pensiero: ad esse, infatti, si affiancano i voti a scuola, i compiti, i rapporti con gli amici (e con una ragazza, ovviamente la Spider-Gwen del franchise cinematografico) e il desiderio di essere un figlio presente per i genitori. Il video non fa mistero di voler mostrare il lato più umano di Spider-Man. O meglio, di quello Spider-Man che più di tutti rappresenta un modello per un'intera generazione di adolescenti americani, che ormai non considera più la salute mentale come un tabù ma che ancora fa fatica a parlarne in famiglia. Scopo del corto è dunque quello di convincere i giovani che le loro battaglie quotidiane sono quelle di tutti e che la famiglia è un nido sicuro in cui trovare rassicurazione, ascolto e aiuto.

Ciò che più stupisce è come questo messaggio viene convogliato allo spettatore, ovvero con una rappresentazione animata di un attacco di panico vissuto da Miles. Quello che Sony mette in scena con la proverbiale eccellenza tecnica che contraddistingue i prodotti animati di Spider-Man non è infatti un viaggio onirico, né tantomeno un'avventura fantascientifica: al contrario, chi guarda il video viene calato subito nei panni di Miles Morales e fa esperienza delle allucinazioni che il ragazzo vede davanti a sé. I ragni e le mostruosità che gli si parano di fronte sono frutto del suo subconscio, ma non sono delle rappresentazioni metaforiche o degli artifici stilistici: al contrario, essi sono una riproduzione realistica dell'esperienza di un attacco di panico.

È questa consapevolezza a moltiplicare esponenzialmente l'impatto delle immagini che si susseguono sullo schermo, grazie alle quali anche chi non ha mai vissuto un trauma simile può immedesimarsi in chi soffre di attacchi d'ansia e empatizzare con le persone affette da questa condizione. Immedesimazione e empatia sono dunque i due obiettivi fondamentali del cortometraggio, e vengono raggiunti pienamente nel giro di pochissimi minuti, con una narrazione che non si perde in chiacchiere, che mette da parte tutto il superfluo e si concentra su Miles, rendendo il breve video realizzato da Sony forse il prodotto meno "supereroistico" dell'intero Spider-Verse, ma al contempo anche uno di quelli di maggiore impatto.

Dal Multiverso alla cameretta di Miles

Logica conseguenza di quanto detto finora è che The Spider Within non aggiunge nulla di nuovo in termini di narrativa e di lore allo Spider-Verse che conosciamo. E va benissimo così, sia ben chiaro.

Il corto è un antipasto a Beyond the Spider-Verse - che al momento non ha ancora una data d'uscita definita - ma si colloca cronologicamente tra gli eventi di Spider-Man: Un Nuovo Universo e quelli di Spider-Man: Across the Spider-Verse. Lo sappiamo perché Miles fa chiaramente riferimento a Spider-Gwen ma al contempo si trova nel "suo" universo - il che è incompatibile con il finale di Across the Spider-Verse. La trama del corto, che si svolge tutto tra il salotto di casa Morales e la camera da letto di Miles, è un piccolo spaccato di vita quotidiana che ci permette di esplorare il rapporto del protagonista con il padre Jefferson. Un piccolo approfondimento che, ricordando quanto abbiamo imparato sul Multiverso in Spider-Man: Across the Spider-Verse, potrebbe rendere ancora più difficile l'addio - ormai quasi scontato - al personaggio di Jefferson in Beyond the Spider-Verse. Limitandoci al solo cortometraggio, però, anche le brevissime apparizioni del poliziotto di Brooklyn recano un messaggio di enorme importanza: la famiglia è il luogo dell'ascolto e della prevenzione, svolgendo un ruolo fondamentale nella tutela della salute mentale degli adolescenti.

Incredibile è come Sony e il Kevin Love Fund abbiano condensato in Jefferson l'archetipo del padre ideale: paziente e comprensivo, dà al figlio lo spazio che chiede, mettendo al secondo piano sé stesso e i suoi bisogni quando vede che Miles desidera stare da solo, ma al contempo gli offre prontamente un interlocutore con cui confrontarsi e sfogarsi. In una trentina di secondi di screentime al massimo, Jefferson Davis abbatte gli stereotipi sulla figura paterna ancora esistenti nella società americana (e in quella occidentale in generale) proponendosi come un modello costruttivo e positivo sia per gli adolescenti che guardano il corto che - si spera - per i loro genitori.

La cura riposta nel personaggio dimostra - al pari di quanto abbiamo già evidenziato per quanto riguarda la rappresentazione visiva degli attacchi di panico - che Sony non ha voluto lasciare nulla al caso, misurando ogni singolo frame di The Spider Within per renderlo funzionale ad un potente messaggio rivolto ai giovani che soffrono di ansia, attacchi di panico e altri disturbi mentali: non siete soli, la vostra condizione è più diffusa di quanto pensiate e persino i supereroi fanno fatica a confrontarsi con il mondo che li circonda, di tanto in tanto.

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