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Spider-Man: Homecoming, il rapporto tra Peter Parker e Tony Stark

Analizziamo brevemente la relazione collaborativa e affettiva tra Spidey e Iron-Man, da Civil War all'evoluzione nel cinecomic di Jon Watts

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Sembra ieri che la Sony annunciava lo storico accordo con i Marvel Studios per portare finalmente all'interno dell'Universo Condiviso l'amatissimo Spider-Man, e invece sono già passati tre anni, dall'introduzione del Peter Parker interpretato dal giovane e bravo Tom Holland in Captain America: Civil War e l'imminente arrivo (6 luglio) dell'attesissimo e largamente anticipato Spider-Man: Homecoming. Proprio il cinecomic di Jon Watts (Cop Car) sarà esclusivamente dedicato al simpatico e scapestrato Arrampica-Muri di New York, anche se non racconterà come già fatto da Sam Raimi o Marc Webb l'origin story del personaggio ma affronterà la vita liceale di Parker in contrapposizione alle sue responsabilità da supereroe, coadiuvate dalle conoscenze e dalle tecnologie del genio, miliardario, playboy, filantropo Tony "Iron Man" Stark, sempre interpretato dal beneamato Robert Downey Jr. Ora, già da quanto visto in Civil War e successivamente nei trailer del film in uscita, sembra proprio che il rapporto tra Tony e Peter trascenda la semplice collaborazione lavorativa, visto anche il gap generazionale e il feeling caratteriale dei due, entrambi ben disposti a battute pungenti, sarcastici e amanti dei riflettori -o almeno, per Spidey vale quando indossa la maschera. Non un mero rapporto di mutuo soccorso supereroistico, quindi, ma qualcosa che va oltre, fino a toccare anche corde emotive profonde.

Zio Tony: mentore e amico

Partendo innanzitutto delle conosciutissime origini di Spider-Man, sappiamo che nell'adolescenza Peter è vissuto con gli zii paterni, i sempiterni Mey e Ben. Quando ci viene presentato in Civil War, Peter vive in casa con la zia, decisamente più giovane rispetto alle versioni cinematografiche precedenti e interpretata da Marisa Tomei, con la quale un marpionissimo Tony flirta senza pudore. Il fatto è che zio Ben è già scomparso da circa un anno, dato che Peter veste il costume di Spidey a livello amatoriale più o meno dallo stesso tempo prima di incontrare Stark, che gli propone di aiutarlo contro Cap e compagni. L'idea degli sceneggiatori, quindi, sembra proprio quella di far calare nei panni di una figura paterna mancata proprio Tony in sostituzione di Ben, introducendolo però come una sorta di mentore pieno di ottimi consigli, attenzioni e gadget sensazionali. Un rapporto quindi in divenire e stratificato, fatto di particolari attenzioni per un adolescente pupillo in piena esplosione ormonale che ha deciso di mettere i suoi poteri al servizio del bene e dell'umanità. Da notare, infatti, come nelle scene della limousine dei trailer Stark cerchi sempre di ridimensionare l'entusiasmo di Peter, lasciandogli intuire come sia ancora solo all'inizio del suo percorso. Tony vuole spronarlo a migliorarsi, a non peccare di una dannosa superbia dettata dall'inesperienza e dalla voglia di strafare... in sostanza, non vuole che commetta i suoi errori e lo spinge a essere concentrato e migliore. Anche in Civil War, quando gli impedisce di scendere in campo è sì, una promessa fatta a Mey, ma nella scelta pratica è un monito per tenerlo al sicuro perché non ancora pronto.

L'Uomo di Ferro dal cuore di burro

In fondo lo sappiamo: Tony vuole fare il duro, coprire ogni sentimento profondo dietro a una battuta ironica, ma alla fine mostra sempre il suo grande cuore, l'ingranaggio centrale di una vita letteralmente donata alla tecnologia e coperta da chili di metallo (o vibranio che sia!). Ed è per questo forse che Stark vede in Peter anche una vita diversa, fatta di giornate comuni e lontana dai pericoli di quella da Iron Man. E dopo tutte le situazioni impervie, i super-nemici, le testate atomiche, lo spazio, gli attacchi di panico, le visioni di morte e le ribellioni interne con amici e colleghi, è giusto ricercare un pizzico di normalità in un mondo che ha ormai spezzato ogni canone di regolarità. Non a caso il rapporto tra Stark e Peter sarà di importanza cruciale nell'economia della storia di Spider-Man: Homecoming, perché il loro legame influenzerà non poco lo sviluppo degli eventi, come affermato in diverse interviste anche dallo stesso Watts e da Tom Rothman, Presidente della Sony Pictures. C'è complicità tra i due, una sensazione di completamento palpabile che non sappiamo fino a che punto potrà spingersi sia in Homecoming che in Avengers: Infinity War e Avengers 4, dopo il quale molte cose cambieranno all'interno dell'Universo Cinematografico Marvel, e chissà che non sia necessario qualche sacrificio; dopotutto, l'impatto di possibili tragici avvenimenti è edificato proprio su solide basi di amicizia, affetto e comprensione reciproca.

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