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Spider-Man: Far From Home, il tour europeo Marvel

Torniamo a parlare dell'atteso sequel Spider-Man: Far From Home, che metterà in scena uno dei primi superhero tour della storia del cinecomic.

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Il primo trailer ufficiale dell'atteso Spider-Man: Far From Home ha diviso gran parte dei fan del Marvel Cinematic Universe. Già con Spider-Man: Homecoming era successo qualcosa di simile, per quanto riguarda questo sequel diretto nuovamente da Jon Watts a non convincere o a lasciare un po' interdetti gli appassionati sono diversi elementi.
In primis lo spingere sempre più forte sul lato adolescenziale di Peter Parker, letto dai più scettici come un eccessivo appoggio alla politica family friendly della Disney, con una decisa virata allo young adult.
In secondo piano, poi, l'utilizzo del Mysterio interpretato da Jake Gyllenhaal, su cui più o meno tutti hanno la stessa idea: che sarà il buono per finta e poi si rivelerà il grande villain del film. È un escamotage narrativo già ampiamente utilizzato dalla Disney nelle sue diverse forme, a partire dal Mandarino fino anche a Ego, ma il ribaltamento di Mysterio - addirittura presentato come un eroe - lascia per il momento un sapore amaro nelle bocche dei fan più navigati.
Se questi due fattori sono il pomo della discordia di Far From Home - almeno per il momento -, a presentarsi come una scelta intelligente e funzionale è l'idea del tour europeo, che a quanto pare si concretizza in un effettivo superhero school trip per il nostro Spider-Man.

Le responsabilità cucite addosso

Pensiamoci: fin dalla nascita del Marvel Cinematic Universe e addirittura prima, con gli Spider-Man di Sam Raimi o con Hulk di Ang Lee, nessuno aveva mai pensato di costruire una storia totalmente incentrata su di un viaggio con al centro un supereroe. Non stiamo parlando di girare semplicemente diverse città, combattendo qua e là con compagni o altro, ma proprio di affrontare un viaggio, del partire in totale libertà, staccando la spina dalla doppia vita di supereroe.
Di base, Spider-Man: Far From Home sembra voler fare proprio questo, prendere Peter Parker (Tom Holland) e sviscerarne il suo lato più umano, fatto di studio, primi amori e tutto l'entusiasmo nel partire con i propri amici per una gita estiva oltreoceano. Abbiamo avuto modo di ammirare sul grande schermo tante letture e riletture di Peter Parker - più o meno simili, alcune valide e altre meno -, ma quello che Jon Watts e gli sceneggiatori vogliono fare con il Peter di Holland è una totale e valida immersione nel mondo dei giovani di oggi, avvicinandosi con intelligenza e curiosità all'essenza prima del pensiero di Stan Lee. Ovvero che un supereroe, oltre la maschera, è un umano con super problemi.
E i super problemi comuni di un ragazzo alle superiori sono alquanto classici: difficoltà a rapportarsi, bullismo, sentimenti e ormoni implacabili. Almeno, questi sono i super problemi che una società come la Disney improntata al politically correct può analizzare, perché altrimenti potremmo citare anche l'abuso di droghe o di alcol, specie parlando poi di una gita scolastica, dove il libertinismo morale e la necessità di sentirsi parte di un gruppo scadono spesso in un tour di vizi pericoloso.
Nessun perbenismo però: è così che va il mondo e ci siamo passati tutti, chi più chi meno. Non vedremo di certo una cosa del genere in un film di Spider-Man, questo è ovvio, ma non sarebbe stato per nulla male approfondire anche il lato più scanzonato e malizioso di un Peter teenager moderno. Lo vedremo comunque viaggiare insieme ai suoi compagni tra Londra, Praga e Venezia, con l'accesa speranza di fare colpo su MJ (Zendaya) e di divertirsi, visitando e vivendo alcune delle città più belle del Vecchio Continente.

La volontà di Peter è quella di lasciare costume e doppia identità ben rinchiusi nell'armadio del suo appartamento a New York, ma Watts e soci non possono costruire uno school trip movie dedicato esclusivamente agli studenti di una scuola o al solo Parker-ragazzo, perché Spider-Man è essenziale. Ecco così nascere il superhero school trip, durante il quale il nostro eroe, una città dopo l'altra, dovrà vedersela con la minaccia degli Elementali - di cui abbiamo già discusso nella nostra analisi del trailer.
Far From Home sembra differire da tutti gli altri film su Spider-Man e risultare dunque interessante proprio per questa idea del viaggio, sia umano di Peter che "lavorativo" di Spidey. Da un parte la spensieratezza insistita dell'adolescenza, dall'altra le responsabilità cucite addosso di un supereroe, che rimane tale anche senza costume e lontano dal suo nido.
Queste sono poi le basi portanti di tutto il rilancio Marvel Studios del personaggio, sembra inoltre che il discorso voglia evolversi particolarmente, andando ben oltre la superficie, affrontando un discorso paterno con la figura di Mysterio, che dovrebbe rappresentare per Peter il "sostituto" di Zio Ben o di un fratello maggiore. La gita inizia il 4 luglio.

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