Spider-Man 2: la sequenza della lotta sulla metropolitana

Riscopriamo insieme una delle scene più iconiche e spettacolari dello Spider-Man 2 di Raimi: lo scontro sulla metropolitana con il Dottor Octopus.

Spider-Man 2: la sequenza della lotta sulla metropolitana
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Seppur siano ormai passati quasi vent'anni dall'uscita del primo Spider-Man diretto da Sam Raimi, l'affetto dei fan per la sua visione del personaggio non è minimamente scemato nel corso dei decenni, tanto da portare la stessa Disney/Marvel a lasciare più di qualche indizio sul possibile ritorno del primo Uomo Ragno cinematografico all'interno del Marvel Cinematic Universe.
Il secondo capitolo della trilogia di Raimi ha poi definitivamente consacrato il supereroe su grande schermo, attraverso un film considerato dalla maggior parte dei fan (così come dalla critica) il migliore della trilogia.
Qui di seguito proveremo ad analizzare uno degli scontri più iconici di Spider-Man 2, cioè quello sulla metropolitana, capace di racchiudere al suo interno il grande spirito di sacrificio insito nel supereroe Marvel più famoso.

La sfida più grande di tutte

Riprendendo una delle storie classiche legate alla vita editoriale dell'Uomo Ragno, il secondo film di Raimi pone l'accento sulla perdita di fiducia del protagonista verso se stesso e il ruolo che in realtà dovrebbe ricoprire.
Lo scontro con il Dottor Octopus (interpretato da un grande Alfred Molina) sulla metropolitana non rappresenta solo uno tra i punti più spettacolari dell'intero film, ma anche uno dei più importanti a livello di trama, per via dell'epifania vissuta da Peter Parker/Spider-Man in funzione del suo status supereroistico.
Conscio quindi di dover fronteggiare la nuova minaccia rappresentata dal Dottor Octopus per il bene della collettività e per salvare la sua amata Mary-Jane, l'Uomo Ragno ritrova fiducia in se stesso riuscendo così nuovamente ad affrontare il suo temibile avversario.
La prima parte della lotta vede così il protagonista puntare su attacchi particolarmente fisici, ritrovandosi a più riprese a stretto contatto con il folle dottore.
Lo scontro sulla torre dell'orologio presenta già di per sé un ottimo grado di spettacolarità, in cui vedremo Spider-Man far sfoggio non solo della sua superforza ma anche della sua straordinaria agilità per cercare di avere la meglio su Octopus.

Allo stesso modo, già in questa prima battuta è possibile vedere l'intenzione dell'Uomo Ragno di sfruttare anche la tattica cercando di invertire il rapporto di forza dello scontro, strappando il suo avversario dalla propria posizione sopraelevata per portarlo così su un differente campo di battaglia.
Dopo una manciata di secondi in cui i due personaggi si ritrovano sospesi nel vuoto (un momento di stasi incentivato anche dalla scomparsa momentanea dell'incalzante musica di sottofondo), la lotta si sposta sopra al vagone della metropolitana di New York.
In questa fase del combattimento viene dato ulteriore risalto all'agilità dell'Uomo Ragno, attraverso tutta una serie di soluzioni visive capaci di racchiudere l'iperdinamicità dei suoi movimenti.
Il personaggio infatti, oltre a lottare senza tregua contro Octopus, si prodiga in tutta una serie di schivate capaci di donare all'intera sequenza un taglio profondamente spettacolare e talvolta imprevedibile.
L'Uomo Ragno dovrà così fare attenzione a tutta una serie di elementi esterni, tra cui gallerie e treni in corsa provenienti dalla direzione opposta, nel tentativo di rimanere saldamente ancorato alla metropolitana per non permettere al villain di agire indisturbato.

Ottima l'intuizione di Raimi di puntare molto anche sulla verticalità dell'azione, con Spider-Man talvolta costretto a sfruttare le proprie abilità in maniera diversa dal solito (come strisciare con la schiena sull'asfalto per poi catapultarsi di nuovo sul treno) dando vita a uno scontro dinamico e coinvolgente.

Essere un eroe

Oltre a questo, il combattimento ci permette anche di comprendere l'indole profondamente altruista dell'Uomo Ragno, fin dall'inizio intenzionato a salvare tutti i civili all'interno dei vagoni.
Nella seconda fase della sequenza, in cui il nemico principale distrugge i comandi della metropolitana per farla deragliare, il protagonista si ritrova ancora una volta a dover compiere in fretta delle scelte difficilissime per evitare la catastrofe.
Obbligato a levarsi la maschera per vedere chiaramente la situazione (una piccola esplosione che intacca una delle lenti costringe infatti Peter a rimanere a volto scoperto), il supereroe prova così a fermare la corsa della metropolitana ponendosi alla sua testa.
I suoi tentativi risultano però infruttuosi, per via della folle velocità a cui il treno sta ormai viaggiando senza controllo.
In un ultimo, a tratti disperato, tentativo, l'Uomo Ragno inizia così a sparare le sue ragnatele (dapprima con esito negativo ma poi in maniera funzionale) nei palazzi ai lati così da avere una base solida su cui puntare per salvare tutti gli innocenti passeggeri.

La sua vera identità, da sempre uno dei segreti più importanti per Peter, di colpo perde d'importanza di fronte al salvataggio delle persone, perfettamente capace di farci comprendere l'indole al servizio della comunità del protagonista.
L'enorme sforzo a cui l'Uomo Ragno è sottoposto diviene così metafora della sua stessa essenza, con l'uomo capace di superare i propri limiti prendendo anche in considerazione l'idea di sacrificarsi, semplicemente, in nome di ciò che è giusto fare.
La faccia di Peter, contratta dallo sforzo e dal dolore, riesce a farci capire il dispendio disumano di energie richieste per fermare la metropolitana, gesto oltretutto rimarcato dalla breve sequenza in cui vediamo lo stesso costume sfaldarsi nella parte superiore a testimonianza dell'immane prova fisica sostenuta dall'Uomo Ragno.

La collettività difesa così strenuamente dal supereroe si rivela comunque capace di comprenderne il suo valore intrinseco, così da trattenerlo dalla caduta e promettendogli (dopo il suo risveglio) di non rivelare a nessuno la sua identità.
La stessa volontà dei civili di fare scudo al loro beniamino, ponendosi a sua difesa nonostante la disparità di forza che intercorrere tra loro e il Dottor Octopus, è ancora una volta in grado di farci comprendere quanto lo stesso Spider-Man, attraverso le sue buone azioni, sia riuscito infine a creare un forte legame empatico con i più deboli e gli indifesi, prerogativa di tutti i grandi (super)eroi.

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