Spencer, Kristen Stewart sarà all'altezza di interpretare Lady Diana?

Nel film di Pablo Larrain, Spencer, presentato a Venezia 78, Lady Diana matura la scelta di divorziare. Kristen Stewart sarà all'altezza del compito?

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Abbattuta, sconfitta, anzi, detronizzata, come si usa dire coi re e con le regine, eppure più raggiante e regale di un'opera teatrale al Covent Garden Theatre di Londra. Così Pablo Larrain ci mostra la "sua" Lady Diana, a cui toglie ogni titolo reale e la lascia per ciò che era sin dall'inizio, Diana Spencer appunto. Il titolo del suo ultimo film, Spencer, è il cognome da nubile della principessa, la sua identità prima di sposare Carlo e, probabilmente, la sua identità anche dopo.

La storia che ci apprestiamo a guardare, in anteprima al Festival di Venezia 2021, potrebbe non essere un racconto bensì un viaggio, psicologico e complesso. Ma cerchiamo di capire assieme se Kristen Stewart sarà all'altezza del ruolo e come Larrain è arrivato a questo film, perché Lady D è sicuramente un personaggio molto difficile da riportare sul grande schermo.

Diana Spencer, la principessa triste

Ventiquattro anni sono passati da quando Diana Frances Spencer, principessa del Galles, ci ha lasciati. Il 31 agosto 1997, a seguito di un terribile incidente stradale, ha perso la vita a Parigi.

È stato raccontato tanto su di lei, sia quando Lady D era ancora in vita, sia dopo la sua tragica scomparsa: dalle miniserie televisive, come La vera storia di Lady D del 1993, sino al docufilm Gli ultimi giorni di una principessa del 2007, si è dimostrato inestinguibile il desiderio di voler continuare a sentire (e forse scoprire) la "favola" di questa principessa.
Tra i film più iconici mai realizzati sulla sua figura spicca senz'altro La principessa triste del 1996, tratto dal libro che ripercorre uno dei temi più "brucianti" di quei tempi, ovvero la relazione della principessa con James Hewitt, storia scandalosa tanto quanto la relazione extraconiugale del principe Carlo con Camilla.
Tutte le pellicole, le serie tv e i documentari sulla storia di Lady D hanno questo in comune: che lei sia stata vittima o no, una cosa è certa, ci ha mostrato ciò che non avrebbe mai dovuto, ovvero "l'umanità" della Corona e quindi le sue debolezze.
Quei sentimenti che hanno mosso Diana e il Principe Carlo sono decisamente comuni a tanti "popolani". Quindi dietro i regali abiti battevano impulsi, voglie e brame simili a tutti gli altri e, come tali, né più né meno importanti?

Una domanda sfrontata a cui Lady Diana ha dato una risposta. Ha mostrato che anche le principesse possono sentirsi tristi e con questa complessa fragilità, con un'innata eleganza e la forza di non inginocchiarsi davanti a nessuno, è riuscita lì dove molte altre non sono riuscite ad arrivare: nel cuore di tutti.

Cos'altro si può ancora raccontare su Lady D?

Pablo Larrain, di fronte a tutto ciò, che cos'altro potrà aggiungere con la "sua" Lady Diana? Abbiamo analizzato le immagini, andiamo ancora più a fondo.

Proprio al Festival di Venezia 2016, il regista ha ottenuto il premio per la migliore sceneggiatura grazie a Jackie (per approfondire: la recensione di Jackie), che parla della moglie di John Kennedy, Jacqueline Bouvier, interpretata da Natalie Portman.
La pellicola ripercorre i giorni in cui la First Lady "Jackie" reagisce alla sconcertante notizia dell'assassinio del marito, mostrando le molteplici, spigolose e frammentate sfaccettature della personalità di questo personaggio, in grado di essere aggraziato anche a pezzi.
Ma, va detto, Larrain non era propenso a girare questo film: tutte le sue pellicole si erano incentrate su protagonisti maschili, da Augusto Pinochet a Pablo Neruda e avevano un respiro ben più ampio (principalmente politico) rispetto a un film biografico.
Cos'è stato, dunque, a fargli cambiare idea e per di più ad approcciarsi, per la prima volta, alla figura di una grande donna?
Secondo quanto ha dichiarato lui stesso, è stata proprio Jackie a dargli la motivazione giusta, grazie alla sua personalità, la sua storia, con cui, sempre da quanto dichiarato dal regista, si è riuscito a "connettere".

Ed ecco, dunque, che la cinepresa si focalizza sulla coniugazione della politica "al femminile": le ribellioni e le resistenze non fanno parte soltanto del mondo maschile, c'è tutto un universo, talvolta anche nascosto dietro occhiali da sole in tartaruga, che sa lottare, piangere, amare con la stessa e medesima forza di un Presidente degli Stati Uniti.
E a quanto pare Jackie ha potuto aprire le porte a un cosmo di possibilità per Larrain, dato il grande capolavoro che ne è seguito, ovvero Ema, presentato anch'esso al Festival di Venezia nel 2019.
Mentre Ema non ha paura di mostrare ed enfatizzare fino all'estremo le complessità di un personaggio femminile, Jackie ne presenta le possibilità dietro un'aggraziata vulnerabilità. Proprio come una principessa.

E quindi che principessa sarà Kristen Stewart?

Come ben sappiamo, la protagonista di Twilight è stata scelta per interpretare Lady Diana. Non bastava il peso di essere voluta da un regista che ha lavorato con Natalie Portman, già Premio Oscar e che con Jackie ha ottenuto anche un'altra candidatura per la Miglior attrice protagonista, si aggiunge la grande responsabilità di un ruolo tanto difficile.

Per questo la ex Bella Swan ha studiato moltissimo la parte, al punto da non entrare soltanto nei panni (regali) di Lady D, ma da non riuscire a smettere di pensare a lei, così come ha rivelato quando sono state pubblicate le prime foto del film con Kristen Stewart. Foto posate, potenti, proprio come quella copertina dipinta quasi olio su tela.

Poi è arrivato il trailer di Spencer, tramite cui è stata annunciata anche la data di uscita nei cinema americani, il 5 Novembre.
Ed è ancora più chiaro che la trama di Spencer punterà i riflettori sul periodo storico in cui Lady Diana sta per divorziare dal Principe Carlo, indagando ogni sfumatura azzurra di quel turbinio di scandalo ed emozioni, senza risparmiare nessuno, compresa la Corona.
È troppo presto per dire se Kristen Stewart sarà stata all'altezza o meno. Ripercorrendo il suo background cinematografico è innegabile dover fare i conti con la serie cinematografica basata sui libri di Stephenie Meyer, in cui né lei, né Robert Pattinson hanno convinto il mondo dei critici.
Ma, proprio come è successo all'attore che ora è il nuovo, oscuro volto di The Batman di Matt Reeves, anche la Stewart ha cercato di allontanare il suo nome dall'eredità della saga sui vampiri.
Oltre a prestare il suo volto a diversi marchi celebri, come Chanel e Balenciaga, l'attrice ha provato a dare nuove espressioni al suo viso, interpretando ruoli più complessi, come in Sils Maria. È riuscita nell'intento?
Secondo l'Accademia delle Arti e delle tecniche del Cinema di Parigi e il New York Film Critics Circle sì, infatti grazie al suo ruolo in Sils Maria la Stewart ha vinto il premio César e il New York Film Critics Circle Awards come miglior attrice non protagonista nel 2015.

Ma forse proprio Kristen potrebbe essere adatta per interpretare una Lady Diana dal sorriso difficile da decifrare. D'altronde era pur questa la vera grandezza della principessa, il suo essere impalpabile, misteriosa, ma anche dolce, amabile, con due grandi occhi chiari che sembravano spesso sul punto di piangere.
Forse per questo film non serviranno le reazioni smodate e i grandi effetti pirotecnici di Ema, oppure i colpi di scena dietro sguardi dalle ricche sfumature come in Jackie. Basterà una Spencer.

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