Sonic 2 è il miglior film tratto da un videogioco?

Analizziamo assieme perché i due film di Sonic hanno avuto così tanto successo e possono segnare l'inizio di un vero e proprio franchise.

Sonic 2 è il miglior film tratto da un videogioco?
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Nel 2002 arrivava in Italia il primo gioco di Sonic per una console portatile: Sonic Advance, esclusiva per il Game Boy Advance e pronto a polarizzare i polpastrelli di tanti giovanissimi che volevano solo andare veloci. E volevano farlo ovunque: sotto le coperte del letto per non farsi vedere dai genitori, in macchina mentre si andava al mare, o magari anche tra i banchi di scuola, nascosti bene dietro il compagno di fronte. Ora quei ragazzini cresciuti ritrovano il porcospino blu sul grande schermo, pronto a macinare incassi oltre a collezionare anelli, in maniera praticamente inaspettata.

Perché questo sequel (qua la nostra recensione di Sonic 2) sta dimostrando quanto la Paramount abbia studiato bene il prodotto, lanciandolo con testa e cuore sui nostri schermi ampliandolo ancora dopo il primo capitolo e puntando a un vero e proprio franchise. Con una formula da blockbuster classico che sembra davvero intramontabile.

I motivi del successo di Sonic

Sappiamo tutti la triste storia dei film tratti dai videogiochi. Spesso e volentieri nascono prodotti che faticano a rasentare la sufficienza, o che comunque rimangono poco memorabili.

Sonic 2 però (e anche il primo) sono l'emblema di un'operazione che mescola benissimo testa e cuore, avendo chiaro il proprio target di riferimento senza però dimenticare tutto il contorno. Un successo dovuto soprattutto a questo: sapere a quale pubblico il film è rivolto, cioè quello dei giovanissimi, ma tenendo a mente genitori e parenti che quel pubblico lo porteranno in sala. Così come tutta la fascia tra i ventenni e quarantenni fan della saga videoludica, per i quali è pieno di chicche nascoste qua e là, che infatti vi raccontavamo nel nostro articolo sugli easter egg di Sonic 2. Il mix di nostalgia, consapevolezza e innovazione per quanto riguarda la storia funziona, e la risposta del pubblico ne è una dimostrazione. Sonic infatti non riprende pedissequamente ciò che accade nei videogiochi, anzi, rielabora il riccio più veloce del mondo sulla Terra scrivendogli una storia originale attorno, semplice ma non banale. Infatti la comicità e il citazionismo sono ben dosati in entrambe le pellicole, così come i momenti d'azione o le parti più solenni. Persino il risvolto famigliare e di amicizia è scritto con in mente il pubblico di riferimento, che infatti ha spalancato gli occhi in continuazione.

Jim Carrey e leggerezza

Inevitabile non citare la bravura assoluta di Jim Carrey, ma anche del regista Jeff Fowler che nei due film gli ha davvero lasciato carta bianca per esprimersi al massimo del suo potenziale. Sonic funziona anche perché non si prende troppo sul serio, ma quando lo fa ci riesce bene e non stona con tutto il resto. Basta fare l'esempio di Knuckles: la sua potenza è chiarissima, ma anche nei momenti più leggeri non perde la sua aura solenne, smorzata dalla simpatia di Sonic.

Al tempo stesso il Robotnik di Jim Carrey è il perfetto mix di malvagità pura con una comicità irresistibile, quella che fa presa sui giovanissimi senza però risultare stucchevole a un pubblico più smaliziato. Esattamente come il proseguire della trama, che nel secondo vira decisamente sull'action e sull'avventura, tentando una strada diversa per non replicare pedissequamente ciò che aveva funzionato nel primo capitolo, senza però perderne il cuore pulsante.

Un nuovo franchise

Se c'è una cosa su cui tantissimi sono d'accordo è la sorpresa nel vedere il grande successo di Sonic. Soprattutto per il primo capitolo, ma anche bissare non è mai facile.

Paramount ha trovato la formula giusta per proseguire il franchise, sfruttando una trasversalità mediale e anagrafica davvero impressionante. Sonic infatti è dappertutto: videogiochi vecchi e nuovi, fumetti, manga, cartoni animati e giochi da tavolo. Il suo bacino di utenza è virtualmente infinito, e soprattutto di qualsiasi età. Nuova mascotte da amare per i più piccoli e al contempo elemento nostalgico per i grandi, Sonic rappresenta un filo conduttore blu elettrico di un pubblico veramente eterogeneo. Un'operazione cinematografica che sulla carta poteva fallire in maniera roboante, ma che invece ha dimostrato una vitalità emotiva davvero genuina. Un po' come i blockbuster anni '80, che univano gli spettatori e sono rimasti lì, stoici, davanti allo scorrere del tempo. Sonic 2 è un blockbuster contemporaneo, concepito perfettamente in quella maniera, ma con un cuore che batte alla velocità della luce dal 1991.

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