Solo: A Star Wars Story in caduta libera al box office, -65% negli USA

A leggere i dati del box office, sembra che il mondo voglia più supereroi che eroi: cos'è andato storto con Solo: A Star Wars Story?

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Nell'ultima settimana si è discusso tantissimo a proposito dei risultati ottenuti al box office da Solo: A Star Wars Story, che purtroppo ha disatteso molte delle aspettative della Disney, candidandosi come il peggior incasso del nuovo corso della saga. Il weekend appena trascorso purtroppo non ha aiutato il titolo a risollevarsi, al contrario lo ha spinto a perdere quota, facendogli guadagnare appena 29.3 milioni di dollari in Nord America. Rispetto all'apertura da 84.7 milioni, registriamo dunque un calo del 65%, con un totale che tocca i 148.9 milioni negli USA. Nulla a che vedere con Rogue One, primo spin-off dell'era Disney, che al secondo weekend di programmazione era già arrivato a 286 milioni di dollari. Perso il confronto anche con Deadpool 2, attualmente ancora nelle sale, che al suo secondo turno di programmazione aveva toccato quota 231 milioni. La situazione non migliora, purtroppo, neppure sommando gli incassi esteri: worldwide, fuori dai confini statunitensi, Solo ha incassato 30.3 milioni di dollari, portando così il secondo weekend a 60 milioni totali.

Problemi e cambi al vertice

È ormai chiaro, dunque, che qualcosa non abbia funzionato a dovere. Come ben sappiamo, Solo: A Star Wars Story ha avuto una storia produttiva alquanto travagliata, con un primo script totalmente rinnovato in corso d'opera e un traumatico cambio alla regia, che ha visto passare il testimone dai fuori di testa Lord e Miller a un più pacato Ron Howard. Il regista de Il Codice Da Vinci e A Beautiful Mind ha cambiato molto della sceneggiatura, dai toni ad alcune ambientazioni, probabilmente senza riuscire a trovare una direzione precisa in grado di conquistare il pubblico. Sotto i riflettori anche la performance di Alden Ehrenreich, secondo molti non all'altezza di raccogliere l'eredità di Harrison Ford. La sfida di interpretare il celebre contrabbandiere spaziale effettivamente era tanto succosa quanto rischiosa, poiché si andava a toccare un personaggio chiave della saga ideata da George Lucas - per molti appassionati "di ferro" una blasfemia a priori. Questi elementi, uniti probabilmente a un periodo affollato di grandi fenomeni da botteghino, hanno determinato per ora un insuccesso - almeno in termini di guadagni.

Vendicatori inarrestabili

A proposito di fenomeni da box office, alla sua sesta settimana di programmazione c'è chi non riesce proprio a staccarsi dalla Top 5 americana, Avengers: Infinity War. Il cinecomic Marvel è il quarto incasso del weekend negli States, continua insomma a mietere dollari ed è ormai a un soffio dall'incredibile cifra 2 miliardi. Negli USA il film dei fratelli Russo è arrivato a 642.869.932 dollari, nel resto del mondo a 1.322.000.000, per un totale netto di 1.964.869.932 dollari. A leggere questi dati, riflesso materiale dei gusti del pubblico, sembrerebbe proprio che l'universo espanso della Casa delle Idee abbia sostituito nell'epica popolare il mito di Star Wars, così come avevamo provato a spiegare tempo fa chiamando in causa le nuove generazioni. I supereroi hanno davvero surclassato gli eroi?

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