Speciale So cosa eye fatto: Michael Bay

La carriera di Mr Transformers

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Considerato l'approccio trasversale di Everyeye.it nel trattare tutto ciò che riguarda la tecnologia, sia nell'ambito dei videogiochi, che del cinema e di qualsiasi altra forma d'intrattenimento, era inevitabile che questo spazio venisse prima o poi occupato per parlare di colui che di essa ha fatto quasi una ragione di vita su celluloide: Michael Benjamin Bay, meglio conosciuto solo come Michael Bay, nato a Los Angeles il 17 Febbraio del 1965 e cresciuto da genitori adottivi.
Tanto più ora che l'attesissimo Transformers 3, terzo tassello - girato questa volta in tre dimensioni - della saga robotica che lo stesso Bay ha iniziato nel 2007 con l'ottimo Transformers, trasposizione su celluloide dei giocattoli targati Hasbro, cui ha dato due anni dopo il meno riuscito, ma comunque coinvolgente sequel Transformers-La vendetta del caduto, è arrivato nei cinema italiani.
Quindi, mentre ci prepariamo ancora una volta a vedere in azione i malvagi Decepticon contro i buoni Autobot, di nuovo affiancati da Shia"Disturbia"LaBeouf e non più dalla sexy Megan"Jennifer's body"Fox, ripercorriamo la carriera di questo cineasta che, studente presso l'Art Center College of Design di Pasadena, è stato respinto dalla facoltà di cinema dell'Università del South California, per poi conseguire la laurea presso la Wesleyan University.

Bad Bay's

Una carriera iniziata al servizio di Playboy e con videomusicali e spot che lo hanno portato a vincere, nel 1992, un MTV Video Music Awards - ai quali era stato più volte candidato - e tre anni dopo ad essere nominato Directors of Guild of America in qualità di miglior regista pubblicitario.
Nello stesso anno in cui ha anche diretto il suo primo lungometraggio: Bad boys, non troppo convincente action-movie che vede Will Smith e Martin Lawrence nei panni di due poliziotti di Miami impegnati in una corsa contro il tempo per recuperare una partita di eroina del valore di cento milioni di dollari che è stata rubata quando era sotto la responsabilità della polizia.
Lungometraggio prodotto dall'infallibile Jerry"Flashdance"Bruckheimer, insieme al quale ha lavorato fino al 2003, quando ha sfornato Bad boys 2, con una nuova turbolenta caccia a un signore della droga che, grazie a sequenze da antologia come quella dell'inseguimento automobilistico sull'autostrada o all'altra che si svolge tra le favelas, seppur eccessivamente lungo (siamo sui 147 minuti di visione) risulta decisamente più riuscito e spettacolare del suo predecessore.

Bay film...

Infatti, fu nel 2005, quindi due anni prima di cominciare a dedicarsi alla serie Transformers, che passò da Bruckheimer a Steven Spielberg per dirigere quello che possiamo tranquillamente considerare uno dei suoi lavori più riusciti: The Island, non privo di momenti da horror futuristico e con Ewan McGregor nel ruolo di un clone di quinta generazione che, in una società di metà XXI secolo ordinata e irreggimentata, si avventura, affiancato da Scarlett Johansson, nella ricerca di una verità che gli è sempre stata nascosta.
Però, non possiamo certo fare a meno di ricordare che, sotto la produzione del citato Mr Pirati dei Caraibi, Bay ha realizzato le tre pellicole che, in maniera progressiva, hanno provveduto ad imporlo all'attenzione del grande pubblico.
The rock, del 1996, riuscita vicenda - interpretata da Sean Connery e Nicholas Cage - di un generale dei Marines che, al fine di ottenere un risarcimento per le famiglie dei soldati morti, sequestra un folto gruppo di turisti in visita all'ex carcere di Alcatraz e minaccia San Francisco con dei missili al gas nervino.
Armageddon-Giudizio finale, poco esaltante tentativo, datato 1998, di riallacciarsi al filone fanta-catastrofico portato al successo da Independence day di Roland Emmerich; con Bruce Willis e Ben Affleck tra gli esperti alla trivellazione petrolifera inviati nello spazio per distruggere l'enorme asteroide che, anticipato da una pioggia di meteoriti, minaccia di entrare in collisione con la Terra.
Pearl Harbor, risalente al 2001 e vincitore del premio Oscar per gli effetti sonori, maldestro tentativo - con Affleck di nuovo protagonista, stavolta affiancato da Josh Hartnett - di riproporre l'avvincente mix di sentimenti e catastrofe legata a fatti realmente accaduti sfruttata da James Cameron in Titanic; solo che, in questo caso, siamo negli anni Quaranta, in piena guerra tra Stati Uniti e Giappone e con risultati da soap opera dai costi esorbitanti.

...o Bay prodotti?

Parallelamente alla carriera di regista, poi, Bay ha iniziato dal 2001 quella di produttore, finanziando diversi prodotti di genere, spesso tramite la sua compagnia di produzione Platinum Dunes.
E, al di là del drammatico Pissed, firmato nel 2005 da Jaime Gomez, e del cartoon televisivo Phineas and Ferb: Across the second dimension, del 2011, sembrano essere stati soprattutto l'horror ed il thriller, fino ad oggi, le categorie di suo interesse.
Infatti, oltre ai brutti The horsemen di Jonas Åkerlund e Il mai nato di David S. Goyer, entrambi del 2009, ha prodotto nello stesso anno il passabile rifacimento di Venerdì 13 per mano di Marcus Nispel, al quale già finanziò nel 2003 l'ottimo remake di Non aprite quella porta. Come pure l'ancor più riuscito prequel Non aprite quella porta-L'inizio, firmato tre anni dopo da Jonathan Liebesman.
Ma rientrano tra le produzioni bayane anche Sono il numero quattro di D.J. Caruso, del 2011, ed altre tre riletture di classici ad alta tensione realizzate tra il 2005 e il 2010: il non disprezzabile Amityville horror di Andrew Douglas e gli evitabili The hitcher di Dave Meyers e Nightmare di Samuel Bayer.