Speciale So cosa eye fatto: Chris Evans

La carriera del nuovo Captain America

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La sua agenda non sembra certo apparire bianca nelle pagine relative ai futuri impegni lavorativi, visto che, al di là della già terminata commedia Prima di te di Mark Mylod, nella quale lo vedremo insieme alla Anna Faris della serie Scary movie e al Martin Freeman di Guida galattica per autostoppisti (2005), già annovera il thriller fantascientifico Luna, per la regia di Doug"Jumper"Liman, e I vendicatori di Joss Whedon, in cui, nel ruolo di Captain America, farà parte della squadra di supereroi dei fumetti comprendente Thor, Black Widow, Iron man, Nick Fury e Hulk.
Del resto, è proprio l'uscita nelle sale cinematografiche italiane di Captain America: Il primo vendicatore diretto da Joe"Wolfman"Johnston, nel quale, appunto, interpreta l'eroe a stelle e strisce del titolo, ad offrirci l'occasione di occupare questo spazio monografico per ripercorrere la carriera di Christopher Robert Evans, meglio conosciuto come Chris Evans, nato a Sudbury, nel Massachusets, il 13 Giugno del 1981, dal padre dentista Bob Evans e la madre ballerina Lisa Capuano.
Una carriera prima di cui vi è l'infanzia trascorsa a Boston, dove si diploma presso la Lincoln-Sudbury Regional High School, scoprendo la passione per la recitazione.

La passione di Chris

Infatti, fratello del modello Scott e di Carly e Shanna, è una volta terminati gli studi che si trasferisce a New York per frequentare la scuola di Lee Strasberg e mantenersi lavorando in un'agenzia di casting, dove ottiene i primi contatti con i diversi agenti degli attori.
E siamo solo nel 2000, anno in cui, al di là di apparizioni nelle serie televisive Il fuggitivo e Opposite sex, ottiene il suo primo ruolo cinematografico in The newcomers di James Allen Bradley, con una giovane Kate"Superman returns"Bosworth inclusa nel cast.
Primo ruolo che precede di un solo anno la partecipazione ad un episodio del telefilm Boston public e quella molto più consistente al volgarissimo Non è un'altra stupida commedia americana di Joel Gallen, pessima parodia dei film adolescenziali americani alla Kiss me e American pie.
Il biennio 2002-2003 - se escludiamo il cortometraggio The paper boy di Eric Ogden - lo vede impegnato soltanto nell'ambito del piccolo schermo, prima nel dramma mystery Eastwick di Michael M. Robin, poi in un episodio di Skin.
Ma qualcosa sembra cominciare decisamente a muoversi nel 2004, quando è protagonista sia della commedia scolastica The perfect score di Brian Robbins, nella quale recita accanto a Scarlett Johansson, che nel serratissimo thriller Cellular di David Richard Ellis, in cui tenta di rintracciare una rapita e segregata Kim Basinger tramite il solo ausilio del telefono cellulare.

Just like Evans

Non a caso, soltanto un anno dopo, quando perde la parte di protagonista in Elizabethtown di Cameron Crowe poi affidata a Orlando Bloom e lo troviamo nel drammatico Gioventù violata di Griffin Dunne, veste per la prima volta i panni del personaggio che gli ha regalato la notorietà a livello mondiale: Johnny Storm alias la Torcia Umana ne I fantastici 4 di Tim Story, reinterpretato anche nel 2007 nel sequel I fantastici 4 e Silver surfer, per mano dello stesso regista.
Ma un'altra fondamentale tappa datata 2005 della sua attività professionale è rappresentata dal romantico London di Hunter Richards, in cui ritrova la Jessica Biel che, già presente nel citato Cellular, finisce per essere la sua fidanzata per qualche anno nella vita reale.
E, tornando al 2007, oltre al già citato cinecomic di Story prende parte a due titoli: la commedia Il diario di una tata di Shari Springer Berman e Robert Pulcini, ancora una volta con la Johansson, e il poco convincente pasticcio fanta-filosofico Sunshine di Danny Boyle, infarcito di rimandi a Solaris di Andreij Tarkovskij, Alien di Ridley Scott e 2010-L'anno del contatto di Peter Hyams.

Anime e corpo

Dal 2007, inoltre, comincia anche l'attività di doppiatore, prestando la voce, tra l'altro, al Casey di TMNT, lungometraggio d'animazione sulle Teenage Mutant Ninja Turtles diretto dal Kevin Munroe poi responsabile di Dylan Dog-Il film, e allo Stewart Stanton del fanta-cartoon Battaglia per la Terra, realizzato da Aristomenis Tsirbas.
Ma rimane quella dell'attore la sua professione principale, tanto che, tra il 2008 e il 2011, lo vediamo coinvolto in non pochi progetti (senza contare quelli già elencati in apertura a questo pezzo): La notte non aspetta di David Ayer, thriller poliziesco con Keanu Reeves e Forest Whitaker; The loss of a teardrop diamond di Jodie Markell, impreziosito da un ricco cast comprendente Bryce Dallas Howard ed Ellen Burstyn; il fanta-spionistico (ma anche fiacco) Push di Paul McGuigan; il raramente coinvolgente The losers di Sylvain White, tratto dalla popolare serie a fumetti della DC/Vertigo; Scott Pilgrim vs the world, assurda avventura nerd a firma di Edgar Wright; Puncture, dramma che, diretto da Adam e Mark Kassen, vede tra gli interpreti il Michael Biehn di Terminator e Planet terror.
Insomma, niente male per un appena trentenne volto hollywoodiano che, classificato dalla rivista britannica Empire come una delle cento star più sexy nella storia cinematografica e da People come uno dei celibi più sexy del pianeta, ha avuto anche modo di diventare un'icona per la comunità gay, riuscendo perfino ad essere eletto, nel 2006, come "corpo più sexy" dal sito gay.com.