Skyscraper: Dwayne Johnson tra Die Hard e L'Inferno di Cristallo

In questo speciale esaminiamo tutte le opere che hanno ispirato il regista Rawson Marshall Thurber nella realizzazione del suo nuovo film, Skyscraper.

speciale Skyscraper: Dwayne Johnson tra Die Hard e L'Inferno di Cristallo
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"Vieni ad Hong Kong, vedrai che bello, ci divertiremo da matti!". Immaginiamo che debba essere stata questa la frase con la quale il personaggio di Dwayne 'The Rock' Johnson è riuscito a convincere la moglie Sarah - Neve Campbell - a seguirlo in Asia per il suo viaggio di lavoro, in quello che è probabilmente l'unico omaggio a John McTiernan che il regista Rawson Marshall Thurber si è concesso di lasciare off-screen per il suo nuovo film, Skyscraper.
Che, nonostante un paio di sequenze riuscite, fa tenerezza soprattutto per l'energia e la passione spese a raccontare una storia originale che originale non è, rifacendosi a capolavori del genere action-catastrofico del passato nella speranza che il pubblico di oggi (cioè il pubblico di The Rock) quei capolavori non li abbia mai visti.

Il film

Skyscreaper racconta la storia di Will Sawyer, un tempo leader del Team di Recupero Ostaggi dell'FBI che, per un'operazione sul campo andata male, ha perso l'uso della gamba sinistra. Questo lo ha portato a cambiare lavoro e oggi è il capo di una compagnia assicurativa che valuta la sicurezza dei grattacieli. La sua presenza viene richiesta ad Hong Kong, dove sta per essere inaugurato il più alto e sicuro grattacielo della storia dell'uomo, frutto del genio visionario dell'architetto-pioniere Zhao Long Ji (interpretato da Chin Han, che aveva a che fare coi grattacieli di Hong Kong già ne Il Cavaliere Oscuro). La sicurezza non è però così elevata e il palazzo viene preso d'assalto: Will dovrà fare di tutto per fermare i responsabili e salvare la sua famiglia intrappolata nell'edificio in fiamme.
Se sentite puzza di bruciato, vi diciamo immediatamente che non avete lasciato il forno acceso. Semplicemente, la trama del film di Marshall Thurber si ispira in maniera non troppo velata a tanti altri film ben più noti e importanti di quanto Skyscraper possa mai sperare di diventare. Due su tutti: L'Inferno di Cristallo e il primo, leggendario Die Hard.

Trappole di cristallo

Le coincidenze, nel cinema, sono sempre divertenti: pochi giorni fa, Hollywood ha festeggiato il 30esimo anniversario di Die Hard di John McTiernan, vera e propria pietra miliare dell'action moderno per come, negli anni, ha ribadito a più riprese la sua innegabile influenza sul genere di riferimento. In oltre tre decenni sono tanti i film che potremmo descrivere come una sorta di "Die Hard, ma in un altro contesto": il concept semplice e immediato di un uomo intrappolato in un edificio pieno di cattivi, negli anni, è diventato un uomo intrappolato su un aereo presidenziale (Air Force One), in un sottomarino (Trappola in Alto Mare), su un aereo di linea (Terrore ad Alta Quota), su un autobus (Speed), ad Alcatraz (The Rock: nessuna parentela con l'attore), perfino su una montagna (Cliffhanger).
Ma Marshall Thurber, fan del b movie fino al midollo (nel film la sua passione per questo tipo di cinema si nota, per lo meno), non si accontenta di replicare la sinossi del film che lanciò la carriera di Bruce Willis. A quell'idea ci aggiunge pure le fiamme de L'Inferno di Cristallo, catastrofico del 1974 diretto da John Guillermin e Irwin Allen nel quale Paul Newman e Steve McQueen rimanevano intrappolati nell'edificio più alto del mondo - guarda un po' - a causa di un incendio.
Inoltre, i pochi momenti in cui Skyscraper non sembra citare direttamente Die Hard o L'Inferno di Cristallo, sono quelli in cui sembra che stia citando qualcos'altro. Anche volendo tralasciare la sequenza finale, che tira in ballo La Signora di Shangai di Orson Welles con sconcertante (ma simpatica) puerilità, è impossibile non notare che il braccio destro del villain principale Botha (Roland Møller), la letale assassina Xia (Hannah Quinlivan), riprende molto la Ruby Rose di John Wick 2 (altro film che citava La Signora di Shangai, ma con molta più eleganza), così come vedere The Rock scalare la facciata del palazzo con guanti fatti di nastro adesivo non può non rimandare all'incredibile stunt di Tom Cruise sul Burji Khalifa in Mission Impossible: Protocollo Fantasma di Brad Bird.

Meglio senza scarpe che senza pantaloni

Proprio come faceva John McLane, vedere il bicchiere mezzo pieno in questo caso può aiutare: il problema non è specificamente il fatto che Skyscraper non sia un film molto originale - semmai i guai iniziano nel momento in cui dimostra di non essere in grado di spostarsi dall'ombra gettata da quei film - anzi, il pubblico di oggi magari quei film li scoprirà proprio grazie agli sforzi citazionisti del buon Marshall Thurber.
Purtroppo però, essendo così dichiaratamente simile ad altre opere, nemmeno la potenza attrattiva di una star come The Rock sembra aver convinto il pubblico generalista a riempire le sale. Il debutto al botteghino nordamericano, infatti, è stato molto al di sotto delle aspettative (circa $24 milioni, a fronte di un budget produttivo $125) e la semi-bocciatura da parte della critica non aiuterà certo gli incassi.
In questo senso è stata molto intelligente e assolutamente lodevole la mossa strategica di trapiantare il film in Asia, per allontanarsi da un mercato (quello occidentale) che questo tipo di film lo vede ormai da trent'anni, cercando di fare leva su un pubblico meno smaliziato (quello orientale) e soprattutto super-fan di Mr. Johnson. Speriamo che le grida di giubilo che gli abitanti di Hong Kong, nel film, riservano alla scalata di Wayne Sawyer - trasmessa in diretta sui maxi schermi per le vie della città - siano di buon auspicio ai dati d'incasso relativi al mercato internazionale.

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