Il Signore degli Anelli: tutta la storia della trilogia di Peter Jackson

Celebriamo il ritorno in sala de Il Signore degli Anelli ripercorrendo insieme la storia della trilogia tratta dalla leggendaria opera di J.R.R. Tolkien.

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In occasione della nuova uscita de Il Signore degli Anelli nei cinema italiani, impreziosita dalla versione 4K voluta e curata in prima persona da Peter Jackson, celebriamo la saga cinematografica tratta da J.R.R. Tolkien ripercorrendo la storia della trilogia a partire dal suo indimenticabile prologo, narrato dalla morbida e triste voce di Galadriel.

Un'epopea fantasy che ha cambiato completamente la storia del genere, segnando un prima e un dopo la sua uscita. Jackson ha infatti plasmato una realtà rispettando la materia narrata nei libri, dandole nuova vita con un'epica mai vista prima al cinema, capace di imprimersi nell'immaginario collettivo di tutto il mondo.

La Compagnia dell'Anello

Tutto ebbe inizio nella Seconda Era con la forgiatura dei grandi anelli: tre furono dati agli elfi, sette ai re dei nani e nove agli uomini. In questi anelli era sigillata la forza e la volontà di governare tutte la razze, ma tutti loro furono ingannati, perché l'oscuro signore Sauron forgiò in segreto un anello sovrano per esercitare il suo potere su tutti gli altri. "Un anello per domarli tutti".

Dopo la sconfitta di Sauron per mano di Isildur, che non sfruttò la sua occasione di distruggere il male per l'eternità, l'oggetto passò prima nelle mani di Gollum, consumandolo, e infine venne raccolto da Bilbo Baggins, un hobbit della Contea.
Ed è proprio nella Contea che comincia la storia vera e propria de La Compagnia dell'Anello, con il potente stregone Gandalf il Grigio che si presenta alla festa del 111° compleanno di Bilbo, suo grande amico e compagno di avventure.

Bilbo annuncia di voler abbandonare casa propria senza farvi più ritorno, ma prima della sua partenza Gandalf lo convince a lasciare l'anello al suo giovane nipote, Frodo. Dopo qualche tempo, lo stregone torna a Hobbiville per verificare che l'hobbit non abbia per le mani qualcosa di ben più pericoloso di un semplice oggetto magico, scoprendo suo malgrado che si tratta dell'Unico Anello creato da Sauron, il quale ha inviato i nove Spettri originati dai re umani, i Nazgûl, a dargli la caccia. Frodo si mette così in partenza per Brea, accompagnato dal suo giardiniere Sam e altri due hobbit, gli scatenati Merry e Pipino.
Il gruppo viene intercettato dai Cavalieri Neri, ma riesce a sfuggire per un soffio e raggiungere il luogo dell'incontro con Gandalf, la locanda del Puledro Impennato a Brea, dove però non è presente lo stregone.
Qui incontrano Grampasso, un misterioso ramingo che in seguito si rivelerà essere Aragorn, erede di Isildur e del trono di Gondor, il quale si offre di accompagnarli dagli elfi di Gran Burrone. Lungo la strada Frodo viene ferito dal pugnale di Morgul del capo dei Nazgul, ma grazie all'aiuto della principessa Arwen, figlia del signore di Gran Burrone Elrond, il gruppo riesce a raggiungere la destinazione.

Lì si tiene il Consiglio di Elrond, durante il quale viene deciso che l'Anello deve essere distrutto nell'unico modo possibile, ovvero gettandolo tra le fiamme del Monte Fato a Mordor, dove è stato forgiato.
Frodo si offre per compiere la missione, e a lui si uniscono Aragorn, l'elfo Legolas, il nano Gimli, l'umano Boromir di Gondor, Sam, Merry, Pipino e Gandalf, che nel frattempo è riuscito a sfuggire dalle grinfie di Saruman il Bianco, il capo degli Stregoni ora in combutta con Sauron. Insieme, i nove avventurieri formano la Compagnia dell'Anello.

Dopo un lungo ed estenuante viaggio che passa per le cime innevate del passo di Caradhras, le miniere di Moria, dove Gandalf si sacrifica per difendere il gruppo da un pericoloso Balrog di Morgoth, e Lothlorien, regno della dama della luce Galadriel, la Compagnia viene attaccata da un gruppo di Uruk-hai controllati da Saruman che uccidono Boromir e li costringono a dividersi.
Frodo e Sam proseguono la loro missione verso il Monte Fato, mentre Aragorn, Legolas e Gimli si mettono sulle tracce di Merry e Pipino, rapiti dagli orchi.

Le Due Torri

All'inizio del secondo capitolo, LeDue Torri, Frodo e Sam si accorgono di essere seguiti da Gollum, e dopo averlo catturato gli offrono un patto: la libertà in cambio della sua guida verso Mordor. Nel frattempo a Rohan, il viscido consigliere Grima Vermilinguo, subordinato di Saruman, esercita la sua influenza su Re Theoden, che ormai assoggettato al potere dello Stregone Bianco viene convinto a mandare in esilio il sospettoso nipote Éomer.

Aragorn, Legolas e Gimli intanto si recano nel luogo in cui gli Uruk-Hai che hanno rapito Merry e Pipino sono stati brutalmente uccisi dai cavalieri di Éomer, scoprendo che i due hobbit hanno approfittato della confusione per fuggire nella foresta di Fangorn. Addentrandovisi in cerca dei loro amici, i tre si trovano inaspettatamente al cospetto di Gandalf il Bianco, che ha ottenuto il suo nuovo titolo di capo degli stregoni dopo aver sconfitto il Balrog. Questi suggerisce al trio di lasciare perdere Merry e Pipino, ora sotto la protezione di Barbalbero, un antico Ent della foresta, e li mette invece al corrente delle problematiche di Rohan.
Giunto nel regno di Theoden insieme ai tre compagni di viaggio, Gandalf libera finalmente il re dall'incantesimo di Saruman e caccia Grima Vermilinguo dalla città.
Theoden decide così di portare il suo popolo al Fosso di Helm, in modo da sfruttare il punto strategico della fortezza per difendersi dagli attacchi dei nemici, mentre Gandalf si reca a nord in cerca di rinforzi. Venuto a sapere dei suoi piani, Saruman invia una squadra di mannari selvaggi per intercettare gli uomini di Rohan durante il tragitto, dando vita a uno scontro che vede questi ultimi vincitori ma durante il quale Aragorn precipita in un burrone. I sopravvissuti arrivano al Fosso di Helm, dove tra lo stupore di tutti fa ritorno anche Aragorn portando con sé una pessima notizia: Saruman sta per attaccare la fortezza con un impressionante esercito di diecimila Uruk-hai.

Alla disperata difesa del Fosso di Helm si uniscono anche uno squadrone di elfi inviato da Elrond, Galadriel e Celeborn per onorare l'antica alleanza tra il loro popolo e gli uomini, ma quando la difesa sembra tenere, le truppe di Saruman sfruttano una grata di drenaggio dell'acqua per aprire una breccia tra le mura che sembravano impenetrabili.
Dopo un ultimo attacco disperato guidato da Theoden, i difensori sono pronti ad accettare la sconfitta, ma il tempestivo intervento di Gandalf insieme a Éomer e i Rohirrim ribalta la situazione e dona a Rohan la vittoria.
La disfatta di Saruman si conclude poi con la caduta di Isengard, dove grazie a uno stratagemma, Merry e Pipino riescono a convincere Barbalbero e il resto degli Ent a scendere in campo contro lo stregone, che viene sopraffatto da un avversario che aveva evidentemente sottovalutato.

Nel frattempo Frodo, Sam e Gollum, costretti a intraprendere una via secondaria dopo essere rimasti bloccati fuori dal Nero Cancello di Mordor, vengono catturati da Faramir, che si rivela essere il fratello del loro compagno caduto Boromir.
Dopo aver scoperto la verità sull'anello, Faramir decide di donare l'oggetto del potere a suo padre, il sovrintendente di Gondor, nonostante i disperati avvertimenti del suo portatore, portando con sé anche gli hobbit e Gollum.
Lungo la strada Faramir e i suoi uomini si ritrovano costretti a difendere Osgiliath, ultima roccaforte prima di Minas Tirith, da un attacco a sorpresa degli orchi di Sauron.
Durante la battaglia, l'uomo decide di lasciare liberi i suoi prigionieri, che si rimettono in marcia verso Mordor mentre Gollum trama segretamente alle loro spalle per impadronirsi del tanto desiderato Anello.

Il Ritorno del Re

Ne Il Ritorno del Re, dopo il trionfo del Fosso di Helm, Gandalf, Aragorn, Gimli, Legolas e Theoden incontrano Merry e Pipino a Isengard, dove raccolgono il Palantír appartenuto a Saruman per poi fare ritorno a Rohan. Durante la notte, Pipino approfitta del sonno degli altri per prendere in mano il Palantír, attirando su di sé l'occhio di Sauron e convincendo il Signore Oscuro di essere il portatore dell'Anello.

Durante il contatto con l'oggetto però ha una visione: un albero bianco che convince Gandalf a recarsi a Minas Tirith per avvertire Denethor su un imminente attacco del signore oscuro, ma il sovrintendente di Gondor sembra aver ormai perso il lume della ragione a causa della dipartita del figlio Boromir. Dopo aver mandato Faramir a morte certa incolpandolo della caduta di Osgiliath, ormai distrutto dal dolore, decide di suicidarsi insieme al figlio, che però viene salvato all'ultimo dall'intervento di Gandalf.
Gandalf nel frattempo ha organizzato la difesa di Minas Tirith, ma la superiorità numerica dell'esercito di Sauron è impressionante e gli orchi riescono ad abbattere il cancello della città.

Le sorti della battaglia vengono ribaltate momentaneamente dall'arrivo dei cavalieri di Rohan, ma il signore di Mordor riprende rapidamente il controllo del campo schierando degli enormi olifanti.
A questo punto interviene Aragorn, che con l'aiuto di Legolas e Gimli, oltre che della spada donatagli da Elrond, Andúril, conduce in battaglia un inarrestabile esercito di non morti.
Intanto Frodo e Sam arrivano a Minas Morgul accompagnati da Gollum, che li conduce attraverso le ripide scale di roccia che portano al passo di Cirith Ungol. Lungo la strada, Gollum riesce a liberarsi di Sam convincendo Frodo che il suo amico voglia a tutti i costi impadronirsi dell'Anello, per poi lasciarlo cadere nelle grinfie di un gigantesco ragno di nome Shelob.

Sam torna indietro per aiutare l'amico, sconfiggendo l'aracnide, ma credendolo morto lascia il corpo di Frodo in balia di un gruppo di orchi. Dopo l'ennesimo salvataggio da parte di Sam, i due sfruttano la distrazione dell'occhio di Sauron, attirato da un ultimo attacco disperato degli uomini sopravvissuti, per arrivare finalmente alle pendici del Monte Fato.
Lì i due Hobbit si scontrano nuovamente con Gollum, che però cade nella voragine del vulcano insieme all'Anello, la cui distruzione interrompe in maniere definitiva l'ascesa di Sauron. Frodo e Sam vengono tratti in salvo dalle Aquile chiamate da Gandalf, che li riportano a Gondor dove si ricongiungono con i loro amici.

Con il male finalmente sconfitto, a Minas Tirith si celebra l'incoronazione di Aragorn come nuovo Re di Gondor e il suo matrimonio con Arwen. Dopodiché, tornato alla sua adorata Contea insieme agli altri hobbit, Frodo decide di partire insieme a Gandalf e Bilbo verso Valinor, una sorta di paradiso terrestre dell'universo di Arda.

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