Il Signore degli Anelli: Le Due Torri, la Battaglia del Fosso di Helm

In occasione dell'arrivo de Le due torri al cinema, ripercorriamo uno dei conflitti più iconici e importanti della trilogia filmica di Peter Jackson.

Il Signore degli Anelli: Le Due Torri, la Battaglia del Fosso di Helm
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Il Signore degli Anelli è una di quelle opere cardine del mondo della cultura che, nel corso degli anni, è riuscita a svilupparsi in modo tentacolare e viscerale, resa famosa dall'arcinota tripletta filmica di Peter Jackson. Il romanzo fantasy scritto dal filologo inglese J. R. R. Tolkien tra il 1937 e il 1949 e pubblicato in tre volumi tra il 1954 e il 1955, infatti, ha ricevuto uno degli adattamenti cinematografici più importanti della storia del cinema, vincitore di ben 17 Oscar nella totalità dei tre lungometraggi. Tale trilogia è stata capace di rileggere completamente il medium in termini estetici e tecnici, portando nuovi linguaggi e stilemi che continuano a influenzare la Settima Arte per come la concepiamo oggi.

Quest'estate il pubblico ha la possibilità di vivere una delle esperienze cinematografiche più incredibili e suggestive di sempre: Il Signore degli Anelli è infatti tornato nelle sale italiane nella versione cinematografica in 4K. La Compagnia dell'Anello dal 22 al 26 luglio, Le due torri dal 27 al 30 luglio mentre Il ritorno del re dal 31 luglio al 4 agosto. In occasione di questo particolare evento, abbiamo preparato alcuni speciali per accompagnare la visione di queste leggendarie pellicole e per Le due torri vi parliamo dell'iconica Battaglia del Fosso di Helm, momento cardine del film capace di rimanere scolpito negli annali del cinema.

Le due torri: letteratura contro cinema, Tolkien e Jackson

Prima di entrare nel vivo dell'analisi e spiegare per filo e per segno come mai questo scontro abbia effettivamente avuto una portata poderosa e ingente, dal punto di vista tecnico ma non solo, è opportuno soffermarsi su alcune differenze tra la versione cinematografica e la controparte letteraria.

Lo scopo ovviamente non è quello di sminuire l'una o l'altra ma di cercare di comprendere alcune scelte attuate sul grande schermo che differiscono dalle parole di Tolkien. Il grande elemento discriminante tra le due edizioni è il numero delle truppe dei buoni, che nel caso del libro superano le 2000 unità (più i 300 arcieri elfici) mentre nel lungometraggio viene specificato che ci troviamo di fronte a solo 300 combattenti in totale. Tale disuguaglianza numerica è stata applicata probabilmente, all'interno della realizzazione, per rendere l'impresa ancora più ardua e impegnativa per i nostri eroi.

Sempre per necessità, inoltre, Peter Jackson ha scelto volutamente di mostrare solo Uruk-hai tra le fila di Sauron senza inserire gli Uomini di Dunland che nel romanzo sono presenti.
In questo frangente, tale via è stata intrapresa con lo scopo di risparmiare sul fronte attoriale: così tante comparse umane potevano non essere gestite in maniera fluida e si è optato per caricare la CGI tradizionale con tanti orchi raddoppiati che, se ci fate caso, hanno tutti un casco che cela il fatto che siano modelli ripetuti.
Detto questo, le soluzioni alternative rispetto alla versione letteraria sono state seguite per scopi pratici o per esigenze filmiche specifiche, anche perché cinema e letteratura sono due mondi con linguaggi totalmente differenti.

Il valore della Battaglia del Fosso di Helm

Il Signore degli Anelli - Le due torri è forse il più importante (e anche delicato) lungometraggio della trilogia di Jackson perché è esattamente in mezzo tra l'introduzione (La Compagnia dell'Anello) e l'epilogo (Il ritorno del re), una transitorietà che deve fare da perfetto collante per l'intero progetto.

Ecco che quindi, nonostante ci siano moltissimi avvenimenti nell'opera, è proprio la Battaglia del Fosso di Helm quel picco necessario e maturo che segna il passaggio verso le battute finali della saga, riuscendo a toccare, in maniera indelebile, tutti gli elementi giusti per caratterizzare gran parte dell'intero film.
Basti pensare al fatto che, nonostante lo scontro avvenga circa nell'ultima ora di girato, il momento è richiamato a più riprese nei dialoghi precedenti, quasi a preparare il pubblico allo spettacolo vero e proprio.

Tra elfi, Uruk-hai e mura sgretolate: cosa accade nel conflitto

La guerra per la Terra di Mezzo inizia ufficialmente con il secondo film e il conflitto che avviene nel Fosso di Helm, dimora degli abitanti di Rohan, ha proprio lo scopo di rappresentare l'inasprimento degli scontri tra bene e male prima dell'esplosivo epilogo.

Da un lato i protagonisti, ovvero Gimli e Legolas, Aragorn, Re Theoden e i guerrieri di Rohan accompagnati da una parte degli elfi di Gran Burrone, dall'altro una moltitudine informe di Uruk-hai che seguono ciecamente il volere dell'Oscuro Signore di Mordor, Sauron.
Durante la prima parte della battaglia, i buoni sembrano riuscire a contenere l'avanzata degli orchi, difendendo le mura a suon di frecce e spadate, ma un evento cambia tragicamente le sorti del conflitto: con un'esplosione, le creature fanno breccia nelle mura passando da un canale di scolo.
Piano piano le forze del male riescono a penetrare nella Fortezza nonostante i tentativi della Compagnia di fermarli. Braccati all'interno, Aragorn e Theoden partono con un assalto disperato di cavalleria per farsi strada tra le fila nemiche e vengono aiutati dal saggio e potente Gandalf che porta i rinforzi di Eomer, utili a sconfiggere (per ora) gli avversari.

La CGI artigianale e l'eredità lasciata dallo scontro finale

È chiaro che un evento con così tante forze in campo, cambiamenti strategici militari, dinamismo, coreografie e azione è molto complesso da coordinare specialmente sul piano del minutaggio.

Il miracolo produttivo sta proprio nella gestione perfetta sia dell'estetica che del contenuto in modo raffinato ed elegante, capace non solo di mostrare le unghie sul piano tecnico ma di soffermarsi in maniera delicata e commovente anche sul fronte tematico, concentrandosi sulle difficoltà e l'insensatezza della guerra, sui morti, il dolore e l'effimero ma catartico senso di onnipotenza dato dalla vittoria.
Luci e ombre sono gestite divinamente dalla macchina da presa, la costruzione materiale della fazione nemica durante lo scontro è alquanto eccezionale, plastica e realistica nonostante l'utilizzo della CGI.

Proprio la computer grafica, che all'epoca de Le due torri non aveva ancora raggiunto il livello tecnologico attuale e che si appoggiava ancora fortemente all'artigianalità degli effetti speciali, è tuttora uno dei lavori più impressionanti che sia stato mai realizzato in campo cinematografico.
Il connubio perfetto attuato nella Battaglia del Fosso di Helm, tra tecnica, estetica, contenuto e musica (la colonna sonora ha un ruolo portante) risuona ancora in modo mastodontico e colossale, tanto che spesso tale conflitto viene usato come metro di paragone per battaglie di altre opere.
Questo confronto è stato tirato in ballo recentemente con Il Trono di Spade, nello specifico con il terzo episodio dell'ottava stagione, La lunga notte, quando lo scontro tra vivi e morti a Grande Inverno è stato comparato con la leggendaria battaglia filmica de Il Signore degli Anelli.
È bello vedere come, dopo ben 19 anni, un evento di finzione abbia trasformato così tanto il mondo del cinema da risuonare ancora. Quale momento migliore, quindi, per rivedere tale scontro approfittando del ritorno de Il Signore degli Anelli sul grande schermo, così da assaporare, con tutti i sensi, la vibrante e monumentale spettacolarità di una battaglia che ha cambiato la percezione del pubblico nei confronti del medium cinematografico e viceversa. Provare per credere, anche senza essere armati di tutto punto, s'intende.

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