Shining Extended Cut: alla scoperta dell'Edizione Estesa da 144 minuti

È finalmente arrivata in Italia l'edizione originale del capolavoro di Stanley Kubrick, rimasterizzata in 4K in occasione del Festival di Cannes 2019.

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In occasione dell'uscita di Doctor Sleep, nuovo lungometraggio dell'acclamato regista Mike Flanagan in arrivo nelle sale italiane dal prossimo 31 ottobre, per la prima volta Shining di Stanley Kubrick sarà proiettato nei cinema nostrani nella sua versione estesa: questa edizione del film, rimasterizzata in 4K a partire da una scansione del negativo originale in 35 mm della Warner Bros., supervisionata da Leon Vitali (assistente personale di Kubrick) e da Steven Spielberg (che proprio Shining e il suo amico Kubrick ha voluto omaggiare nel suo recente Ready Player One), è stata presentata a maggio scorso al Festival del Cinema di Cannes ed è già disponibile per l'edizione home video.

Chi non ha mai potuto godere delle iconiche immagini che costituiscono il capolavoro horror con Jack Nicholson proiettate su un grande schermo farebbe bene a cogliere al volo l'occasione e recuperare in sala una delle più alte vette (forse la più alta: l'unico confronto serio sarebbe con L'Esorcista di Friedkin) del cinema horror del ‘900, anche solo per approfittare del "ripasso" offerto a pochi giorni dall'esordio del sequel di Flanagan (del quale sarà concessa una succosa anteprima), mentre se siete fra coloro che il film di Kubrick lo conoscono già a memoria, 24 minuti aggiuntivi sono sicuramente una scusa più che sufficiente per scoprire altri segreti dell'Overlook Hotel, rimasti sepolti per tutti questi anni.

Analizzando questa "nuova" versione del film, però, non possiamo proprio parlare di stravolgimenti: non siamo di fronte alla Director's Cut di Blade Runner (leggi: Everycult su Blade Runner) o al recente Final Cut di Apocalypse Now presentato al Cinema Ritrovato di Bologna, con questa (quasi) mezz'ora extra l'essenza di Shining non cambia, non diventa qualcosa di nuovo, non offre ulteriore chiavi di lettura né porta a soluzioni alternative; è semplicemente lo stesso film allungato di 24 minuti.
Nel caso di Shining poi, un cerchio di nietzschiana perfezione sulle origini del male che abbiamo analizzato nel dettaglio nel nostro Everycult su Shining, le aggiunte non fanno che diluire l'esperienza, privandola del mordente che i cinefili di tutto il mondo hanno apprezzato, lodato e studiato dal 1980.

Una luccicanza un po' sbiadita

Forse non tutti sanno che questa versione da 144 minuti che oggi definiamo Edizione Estesa in realtà è nata ben prima di quella canonica da 119 minuti: originariamente, addirittura, negli Stati Uniti venne distribuito un montaggio da 146 minuti, con un epilogo (montato però prima della scena della foto, sempre pensata come ultima immagine dell'opera) ambientato in una stanza d'ospedale, dove Wendy e Danny ricevevano la visita di Mr. Ullman.
Nella sequenza il direttore dell'albergo, prima di consegnare a Danny la pallina da tennis che il bambino aveva trovato vicino alla camera 237, spiegava ai due protagonisti che le autorità non erano state in grado di ritrovare il cadavere di Jack Torrance.
Kubrick però si accorse (anche grazie a una critica di Roger Ebert) che la scena non funzionava in quanto poneva fin troppi interrogativi relativi alla fine del personaggio di Nicholson, che in ogni caso veniva mostrato nella foto del 1921 prima dei titoli di coda. Quella scena fu tagliata da tutte le copie esistenti del film, e il minutaggio scese ai 144 minuti della Versione Estesa che stiamo esaminando oggi.

Da questi 144 minuti, però, Kubrick tagliò personalmente alcune sequenze in vista dell'uscita europea del film (negli USA l'opera fu distribuita nell'estate 1980, mentre nel Vecchio Continente arrivò tra l'autunno e l'inverno dello stesso anno, a seconda dei vari mercati), portando Shining ai 119 minuti che potremmo considerare la sua "Director's Cut", più essenziale, diretta, glaciale, perfetta.

Questo Shining: Versione Estesa, al di là dello splendido restauro in 4K, è molto più un oggetto da collezionisti che un'opera cinematografica assoluta e unica come invece è il montaggio da 119 minuti. Pensate a una Divina Commedia con 5 cantiche da 37 canti, a una Cappella Sistina con tre affreschi di corredo sul pavimento, a My Beautiful Dark Twisted Fantasy con 16 brani e avrete la perfezione diluita col superfluo.

Queste cantiche aggiuntive, questi affreschi scartati, queste composizioni inedite possono suscitare curiosità e attrarre (giustamente) gli studiosi, ma reinserite nel corpo dell'opera dopo essere state asportate dalla mano (e dall'occhio) chirurgico di Kubrick, fiaccano e appesantiscono invece che esaltare. Come materiale bonus da consultare in una sezione a sé stante avrebbero avuto il valore di pezzi d'antiquariato inestimabili da recuperare e ammirare, ma rimontati nel film finiscono semplicemente col restituire tutte quelle lungaggini delle quali il regista si era voluto disfare.
Un caso più unico che raro in cui una Director's Cut risulti migliore e più breve del montaggio originale: per gli appassionati rimarrà una chicca - e la confezione della versione home video è un pezzo a dir poco meraviglioso da aggiungere alla vostra collezione - ma il godimento cinefilo restituito dal montaggio di 119 minuti rimane impareggiabile.

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