Shazam, il supereroe infantile di casa DC Comics

Approfondiamo la decostruzione puerile e ironica della figura dell'eroe tutto patria e virtù nata proprio dalla Detective Comics.

Shazam, il supereroe infantile di casa DC Comics
Articolo a cura di

Patriottico, valoroso, bello e imbattibile: era questa la figura del supereroe pensato da Jerry Siegel e Joe Shuster negli anni '30, a ridosso dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Non un personaggio ma più un ideale di libertà e coraggio, di spirito di sacrificio e virtù nel quale ogni lettore poteva ritrovare il senso più profondo e cortese dell'essere eroi, paladini della giustizia senza macchia e senza paura.
Il capostipite di questa grande famiglia di esseri moralmente e fisicamente superiori è stato ovviamente Superman, ma già negli anni '40, pochi anni dopo l'imposizione nell'immaginario collettivo dell'Uomo d'Acciaio come possente e meraviglioso emblema di supereroismo, la DC lanciava il fu Capitan Meraviglia, ideato da Bill Parker e con tratti tematici ed estetici molto vicini a quelli di Clark Kent. Era la Golden Age, e la pietra grezza che era il supereroe fumettistico post-bellico doveva ancora essere lavorata e smussata a dovere, cosa poi accaduta nella Silver Age, dove autori quali Jack Kirby o Stan Lee riscrissero nel profondo il DNA di questa figura, rendendola più umana e sfaccettata.

Dopo una bega legale con la Marvel, Capitan Meraviglia diventò allora Shazam!, prendendo il nome dalla parola magica pronunciata dal protagonista, Billy Batson, mentre nelle sue avventure cominciò a farsi spazio la parte più infantile e ironica legata all'elemento bambinesco della testata. Lo stesso che nel tempo ha reso poi Shazam! molto amato e tra i fumetti più curiosi di sempre, anche nella sua trasposizione cinematografica con protagonista Zachary Levi.

L'anti-Watchmen

Prendiamo per un secondo una delle pietre miliari del fumetto mondiale, Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons. Nell'opera, l'autore britannico avvertiva l'esigenza di destrutturare la figura del paladino mascherato, macchiando le sue azioni di violenza e scorrettezze tanto etiche quanto comportamentali. Nel Comico c'è il paradosso più profondo, quello che rende un nichilista cinico e spietato un protettore mascherato, dedito al vizio, privo di umanità, mentre nel Dottor Manhattan i super poteri non diventano responsabilità ma disinteresse, utilizzati anzi dalla patria come deterrente nucleare. I personaggi più umani come Spettro di Seta o Gufo Notturno risultano comunque spezzati dentro, quasi vittime della loro stessa posizione, mentre Rorschach è il vero trionfo della cieca giustizia, guidato da ideali giusti ma messi in pratica nel mondo più esasperato. Anti-eroi umanizzati realmente nei vizi e nelle virtù, distruzione concettuale della figura super-umana che si fa estremamente seriosa, austera, anche cattiva e persino brutta.
Ecco, Shazam! è l'altra faccia della medaglia, una decostruzione invece puerile e molto ironica del supereroe che non cerca quasi mai di sorprendere per profondità tematica o narrativa, perché il senso è quello di divertirsi. Si esasperano i toni al contrario, insomma, senza mai sfociare nel cinismo alla Deadpool o in un maturo sarcasmo (anche non-sense) alla Guardiani della Galassia, ma guardando invece a quel modo di fare di un'adolescente che si sente spiritoso e immortale.

È un modo di fare generalmente tipico di chi affronta un periodo di crescita importante, un percorso di maturazione dove si dovrà lasciare alle spalle la spensieratezza dell'infanzia per entrare marginalmente nel mondo degli adulti.
Nella continua evoluzione di Shazam! si è data molta più attenzione a un discorso di coscienza: come dovrebbe comportarsi un bambino nel corpo di un adulto? Perché è di questo che stiamo parlando: di un quindicenne che si ritrova improvvisamente imbattibile e con abilità da sperimentare senza restrizioni. È in crescita e in confronto attivo con diverse problematiche, e l'essere supereroe diventa più un passatempo che una missione, un modo per spettacolarizzare la sua vita, dare senso a giornate noiose, avvicinarsi con i fratelli adottivi.

Il mondo viene dopo il piacere personale e la gioia bambinesca della scoperta, così come le responsabilità che derivano da una posizione tanto importante, lasciano spazio a un'apatia d'altruismo atipica per un paladino della giustizia. L'inizio dell'avventura di Billy come Shazam! è infatti tutto uno scherzo, il gioco più bello del mondo: essere supereroi.
Un corpo bello, potente, in salute e indistruttibile però vuoto - o meglio da riempire. È anche interessante notare l'assenza di un vero mentore per Batson se non Freddy, che comunque basa le sue lezioni sulla personale passione per Batman e Superman, tanto da convincere l'amico a imitarli. I poteri sono in fondo molto simili a quelli dell'Uomo d'Acciaio, ma essere come Superman è ben altra cosa: l'atteggiamento, l'intelligenza, il valore e il cuore. Shazam! al principio è solo una bella parola da gridare al vento per godersi appieno le gioie e la libertà dell'adolescenza, senza pensare alle conseguenze.

È questo che destruttura ed esaspera la rilettura in chiave fanciullesca del personaggio interpretato da Asher Angel e Zachary Levi: la palese volontà di mostrare come la maturità non sia radicata nel solo sviluppo fisico, così come l'essere supereroi non è radicato nelle sole abilità incredibili. Agire per un interesse o un ideale più grande, conoscere se stessi per aiutare il prossimo: questo rende migliori i paladini mascherati, che anche se bambini dentro devono imparare a essere grandi fuori, nelle azioni e nel coraggio.

Che voto dai a: Shazam!

Media Voto Utenti
Voti: 37
7.4
nd