Speciale Shame

Shame visto dagli occhi dei realizzatori

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Il 13 gennaio uscirà anche nei cinema italiani Shame, dopo essere stato acclamato a Venezia ed essere uscito in Canada e negli Stati Uniti.
Se il primo film di Steve McQueen, Hunger, parlava di un uomo privato della libertà, Shame è la storia di un uomo che ha tutte le libertà del mondo occidentale ma ha fatto del proprio corpo la sua prigione.
Brandon (Michael Fassbender) è un trentenne di successo che vive in un confortevole appartamento di New York. Per evadere dalla monotonia della vita d'ufficio seduce le donne, dividendosi tra una serie di storie senza futuro e incontri di una notte.
Il ritmo metodico e ordinato della vita di Brandon, però, entra in crisi con l'arrivo imprevisto di sua sorella Sissy (Carey Mulligan), ragazza ribelle e problematica. La sua presenza dirompente spingerà Brandon a inoltrarsi nelle pieghe più oscure dei bassifondi di New York, per sfuggire al difficile rapporto con la sorella e ai ricordi che risveglia in lui. 
Shame indaga la natura profonda dei nostri bisogni, il modo in cui affrontiamo la nostra vita e le esperienze che ci segnano.

Shame, girato a New York nei primi mesi del 2011, è la seconda collaborazione del regista Steve McQueen (Hunger) con l'attore Michael Fassbender (Bastardi senza gloria, X-Men - L'inizio). Fassbender interpreta Brandon, un giovane dirigente newyorkese che evade dalla sicurezza della sua vita quotidiana cercando incontri sessuali occasionali. Ma la sua routine viene completamente sconvolta dall'arrivo inaspettato della sorella più giovane, Sissy, una cantante intraprendente interpretata dalla candidata all'Oscar Carey Mulligan (An Education e l'imminente The Great Gatsby).
McQueen riprende la vena intensa e appassionata del suo esordio cinematografico, Hunger (2008), ampliando la prospettiva: questa volta non c'è più un solo personaggio al centro della storia, ma le tante difficoltà che caratterizzano i rapporti interpersonali nella società contemporanea. Dopo il successo di critica di Hunger - Caméra d'or per la migliore opera prima a Cannes - McQueen e Fassbender erano ansiosi di tornare a lavorare insieme. "Michael è veramente un genio", dice McQueen. "Io voglio lavorare col miglior attore in circolazione, e per l'appunto quell'attore è lui".

Anche Fassbender non vedeva l'ora di tornare a lavorare con McQueen, che ammira soprattutto per la sua capacità di tirare fuori il meglio dagli attori. "Steve sa quello che vuole", spiega Fassbender. "Essere diretti da lui è terrorizzante e elettrizzante insieme. E' un po' come lasciarsi cadere nel vuoto senza rete".
"E' come lanciarsi da un dirupo", dice James Badge Dale, che interpreta il ruolo di David, donnaiolo impenitente e capo di Brandon. "Tu non vedi cosa c'è sotto, e quando lui dice ‘Salta!', devi saltare. Ma il rischio lo corre anche lui, saltando con te".
Fin dall'inizio Carey Mulligan ha fatto di tutto per ottenere la parte. "Quando ho letto la sceneggiatura e ho visto che il progetto riguardava Steve e Michael, mi sono subito entusiasmata", racconta la Mulligan, "Ho incontrato Steve per un caffè a Londra, e praticamente lui non vedeva l'ora di andarsene, mentre io cercavo di trattanerlo dicendogli: ‘No! Non puoi andartene! Non mi hai ancora dato la parte!' In poche parole, l'ho costretto con la forza a scritturarmi". Non era facile riuscire a rendere la natura imprevedibile e emotiva di Sissy, ma per la Mulligan è stata una sfida stimolante e avvincente.

Shame è il primo film della See-Saw Films dopo il premio Oscar Il discorso del re. Come ha osservato il produttore Iain Canning, sia Hunger che Shame ruotano intorno al tema del corpo. "Hunger parla di un uomo che ha perso la libertà e usa il suo corpo per conquistare l'unica libertà possibile", spiega Canning. "Shame racconta la storia opposta: quella di un uomo che ha tutte le libertà, ma usa il corpo per farne la sua prigione".
La co-sceneggiatrice Abi Morgan era una grande ammiratrice di Fassbender e della Mulligan, e lavorare con loro è stato "un po' come realizzare un sogno". "Sapevo già che sarebbero stati fantastici", dichiara. Di recente, la Morgan ha scritto The Iron Lady, il film sulla vita di Margaret Thatcher, con Meryl Streep nei panni della protagonista.
"Per noi produttori la prospettiva di girare a New York era entusiasmante", ha dichiarato Emile Sherman. "E' il mio primo film ambientato a New York: io vivo e lavoro a Sydney e Iain Canning a Londra. New York è una delle città più straordinarie del mondo. La comunità dei cineasti locali ci ha riservato un'accoglienza fantastica, e abbiamo avuto un ottimo line producer e co-produttore, Bergen Swanson. Speriamo di poterci tornare a lavorare presto".

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