Scott Pilgrim vs. the World: quando fumetti e videogame prendono vita

Scott Pilgrim vs. the World è una grandissima lettera d'amore alla cultura pop: eccolo quindi in tutte le sue influenze, citazioni ed easter egg.

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Nato dalla mente geniale di Bryan Lee O'Malley, Scott Pilgrim vs. the World esordisce nelle sale di tutto il mondo nel 2010, conquistando il cuore di milioni di fan grazie ai numerosi omaggi al mondo dei fumetti e alla cultura pop. La genesi della sceneggiatura è stata lunga e travagliata, poiché furono necessari sei anni (dal 2004 al 2010) per terminare gli altrettanti capitoli del fumetto e già nel 2005, intuendo l'enorme potenzialità dell'opera, la Universal Pictures assoldò il regista Edgar Wright per un adattamento cinematografico. Facciamo quindi un viaggio nella cultura nerd del XX secolo, tra cameo, influenze e gli over 9000 (ma forse anche più) easter egg del più improbabile degli eroi.

Un film che sa di carta stampata

Scott "[rating: awesome]" è il bassista di una band di quartiere messa su con gli amici di sempre, che alla "veneranda" età di 22 anni inizia a uscire con Knives Chau, una liceale appena diciassettenne. Peccato che dopo solo qualche giorno conosca Ramona Flowers, con la quale scatta il colpo di fulmine. Nelle quasi due ore della pellicola li vedremo fare i conti con il loro passato sentimentale, che da bagaglio emotivo diventa tridimensionale realtà con la Lega dei Malvagi Ex: sette saranno i villain da battere per conquistare il vero amore, ma molte di più le prove da sostenere. Fin dalle prime scene è evidente che Wright si è ispirato ai classici delle tradizioni illustrate occidentali e orientali, così come O'Malley prima di lui.
Le inquadrature, i cambi di scena, persino le espressioni e i movimenti dei personaggi danno respiro alla carta stampata: tutti questi elementi, insieme alle apnee verbali, agli effetti sonori (che diventano onomatopea letta, percepita e solo dopo udita) e alla sprezzante ironia danno il ritmo all'intera narrazione.

Il Giappone a stelle e strisce

La vera forza di Scott Pilgrim è l'aver unito gli shonen giapponesi con lo stile dei comics americani. La spettacolarità delle arti marziali è elemento fondamentale della narrazione e tutti, soprattutto i malvagi ex, posseggono poteri mistici derivanti da improbabili abilità. Matthew Patel che può lanciare palle di fuoco e ballare gli sfrenati ritmi bollywoodiani. Lucas Lee (Chris Evans) che raggiunge velocità incredibili con il suo skateboard, Todd Ingram (Brandon Routh) la cui dieta vegana gli ha conferito poteri a metà strada tra Superman e Darth Vader. Roxy Rithcer, abile ninja; i gemelli Katayanagi, DJ in stile Daft Punk in grado di controllare esseri di pura energia, e infine Gideon, spietato leader supremo della Lega dei Malvagi Ex.
Se le influenze della tradizione nipponica sono evidenti nella costruzione dei personaggi, quelle della cultura occidentale danno il via a una vera e propria caccia all'easter egg: solo l'occhio più veloce riuscirà a scovarli tutti.

Tra i tanti, i più evidenti sono il combattimento tra Ramona e Roxy a colpi di martello gigante e frusta, che ricorda molto gli scontri tra Harley Quinn e Batwoman, grazie anche allo stile di combattimento da strada tipico di Gotham City.
Ci sono poi rimandi al Corpo delle Lanterne, con l'anello verde smeraldo al dito di Ramona, l'evocazione (tramite sigilli simili a quelli di Naruto) di spade luminose e lo scontro finale con Gideon, la cui costruzione è un vero omaggio all'universo di George Lucas.

Lo stesso personaggio di Gideon sembrerebbe un richiamo all'Enigmista e al The Mask di Jim Carrey, come suggerirebbero il bastone (su cui campeggia una maschera verde) e lo spigoloso completo che indossa in ogni scena: persino il suo trono è molto simile a quello su cui sedeva Edward Nigma in Batman Forever.
E ovviamente non dimentichiamo Nega-Scott: quale eroe non ha un suo alter-ego malvagio?

Thank you Scott! But our Princess is in another Castle!

Nell'immenso tributo che è Scott Pilgrim non può mancare il citazionismo videoludico: l'intera storia si sviluppa infatti come un classico RPG, in cui level-up, vite extra, bonus e abilità sbloccate la fanno da padrone. Ovviamente senza dimenticare le side quest e i mini-giochi. Ognuno degli ex, che sono a tutti gli effetti dei boss, affronta Scott in una duplice sfida: prima in uno scontro in modalità pvp e poi nel mondo dei videogame. Gli easter egg toccano titoli recenti come Final Fantasy e Guitar Hero fino a Dance Dance Revolution (cult americano anni '80), Tony Hawk, Super Mario e persino i picchiaduro, che portano sul set le barre HP e delle abilità insieme all'iconico K.O. alla fine dei match.
Essendo un grande appassionato della saga di The Legend of Zelda, Wright contattò personalmente Koji Kondo, compositore principale della Nintendo e di gran parte delle avventure di Link, e ottenne il permesso di usare (previa modifica) alcune sue creazioni.
Inoltre, il simbolo della Triforza è un elemento ricorrente nella pellicola e persino i capelli di Ramona (rosa, viola e verde), sembrerebbero essere un omaggio a Ocarina of Time, in cui il manufatto viene indicato proprio con questi colori. Se l'amate già, se ancora dovete scoprirlo, correte a guardarlo, perché da oggi, 22 maggio, Scott Pilgim vs. the World è disponibile su Netflix!

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