Speciale San Andreas e i Disaster Movie

Da dove arriva il genere del Disaster Movie? Qual è il segreto del suo successo? Ripercorriamone generi e stili, per un 'catastrofico' tuffo nel passato, tra eventi naturali e meno.

Speciale San Andreas e i Disaster Movie
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Il cinema, fin dai suoi albori, ha vissuto di due anime: quella autoriale, di contenuti e arte, e una più spettacolare, di intrattenimento. A volte queste due anime si incontrano, alle volte sono ferocemente agli antipodi. C'è un genere, in particolare, tra i più spettacolari ma anche tra i meno autoriali... a meno che non consideriate la maestria nell'utilizzo degli esplosivi una forma d'arte! Parliamo del Disaster Movie, particolare (e variegato) genere cinematografico dedito alla messa in scena di spettacolari sciagure (per lo più di origine naturale) che possono mettere a rischio un popolo, una nazione, se non l'intero genere umano. Ultimo (ma solo per il momento, sia ben chiaro!) esponente di questa tipologia di pellicole è San Andreas, incredibile racconto per immagini del cosiddetto Big One, il catastrofico terremoto di nono grado che che minaccia la vita di milioni di persone nelle zone statunitensi della California. Protagonista del film è il mitico Dwayne "The Rock" Johnson, qui nei panni di Ray Gaines, elicotterista dei Vigili del Fuoco specializzato in salvataggi e operazioni pericolose alle prese con la più grande (dis)avventura della sua vita mentre cerca di salvare moglie e figlia dal terribile evento sismico.


The Armageddon

Ma da dove arriva il genere del Disaster Movie? Qual è il segreto del suo successo? La narrazione di eventi drammatici ha origini storiografiche ma si è sempre prestata, d'altronde, ad impieghi narrativi di vario genere, e il cinema ha subito, fin dagli albori, colto i germi di questo sentore comune, di questo genere che al contempo ci spaventa e ci diverte, ci ammonisce ed esorcizza le nostre paure. Nel 1901 abbiamo forse il primissimo esempio, Fire! In cui l'incendio di un'abitazione, volendo, può assumere a modello dell'intero genere, le cui proporzioni si espandono a volere e a dismisura, ma il fulcro centrale resta la distruzione e la strenua, spesso impari, lotta dell'uomo contro forze soverchianti. Più che un'evoluzione nel tempo (che è stata, in realtà, molto relativa: quel che è cambiato davvero è stata la resa degli effetti speciali, esponenzialmente migliorati col passare dei decenni) è forse interessante ripercorrere i sotto-generi che ha creato.

In primis, abbiamo l'evento naturale, del quale San Andreas è un fiero rappresentante: i terremoti son ben rappresentati (anche in pellicole che non sono disaster movie tout-court ma che, comunque, rappresentano bene eventi drammatici e distruttivi per l'umanità, come appunto terremoti, incendi e guerra: elementi tutti presenti nel magistrale Si alza il vento di Hayao Miyazaki) ma trovano spazio anche le valanghe (Vertical limit, 2001), gli incendi (che trovano terreno fertile, oltre che nei boschi, nei grattacieli, già prima dell'11 settembre: dal classico L'inferno di cristallo -1974- al recente sud-coreano The tower -2012-), inondazioni (e Flood, naturalmente, è la parola d'ordine, con diversi film con questo titolo), tifoni (indimenticabile Twister, del 1996, e il recente scult Sharknado). E ancora tsunami (i recenti Hereafter e The impossible, così come il Diluvio Universale raccontato in Noah), eruzioni vulcaniche (e qui, naturalmente, non si può non citare Pompeii) ma anche cadute di asteroidi e meteoriti, a partire dai film con i dinosauri fino ad ambientazioni moderne come in Melancholia, Deep Impact o il mitico Armageddon.

Eh, già, Armageddon è uno dei film catastrofici più amati di sempre. Del resto, come fa esplodere bene le cose Michael Bay, nessuno. Neanche il regista con più esperienza nel genere, ovvero Roland Emmerich, con all'attivo tutta una serie di pellicole di genere, ma con ambientazioni e minacce sempre nuove e diverse, che terrestri o extraterrestri che siano.
Il pericolo, del resto, può venire dal centro della Terra (The core) così come dallo spazio, e non solo in forma di pericolose meteore quanto di attacchi alieni: e qui la lista potrebbe farsi incredibilmente lunga, e quindi citeremo, per non far un torto a nessuno, "solo" Indipendence Day. Per poi passare alle catastrofi globali, magari colpa dell'inquinamento (2012, The Day After Tomorrow) o di chissà cosa, come in 4:44 Last Day on Earth, fino alle motivazioni più assurde o esoteriche (Quella casa nel bosco).

Altre volte la "Fine del mondo" diventa bizzarra protagonista più o meno metaforica, come negli spassosi e recenti This is the end e The world's end. Altre volte è causata dall'uomo, più o meno involontariamente, per colpa della corsa al nucleare o alla bioingegneria, fonte di letali virus alla base dei cosiddetti "epidemic movies" come, ad esempio, Contagion o World War Z, che spesso sconfinano in un altro genere ancora: il post-atomico o il post-disastro, con titoli che vanno dal classicone Mad Max al bel Snowpiercer, passando per cose come Resident Evil.
E potremmo continuare a lungo, parlando di disastri su scala ridotta a livello di mezzi di locomozione (uno su tutti: Titanic!) della rivolta delle macchine (e qui c'è solo l'imbarazzo della scelta: citiamo Terminator e non se ne parli più) o, ancora, dell'invasione di mostri giganti, dai Kaiju movies come Godzilla e Pacific Rim ai bestioni di Jurassic Park.

Insomma, il cinema spettacolare non può proliferare senza disastri su schermo, veri o finti che siano: alle volte escono bei prodotti, altre volte titoli da dimenticare (come il parodistico Disaster Movie di Jason Friedberg and Aaron Seltzer) e noi siamo sempre ben lieti di esorcizzare le nostre paure sulla "fine del mondo" con un bel film.

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