Valerian

Rutger Hauer: un androide in Valerian, il nuovo film di Luc Besson

Passiamo in rassegna la carriera dell'attore olandese, volto dei film di Paul Verhoeven, Ridley Scott, Dario Argento ed Ermanno Olmi.

speciale Rutger Hauer: un androide in Valerian, il nuovo film di Luc Besson
Articolo a cura di

Il suo ruolo in Valerian è a dir poco minuscolo, ma ciò non gli ha impedito di essere citato nei credits come se fosse uno degli interpreti principali. Questo è l'effetto di una carriera lunga, variegata e notevole come quella di Rutger Hauer, attore olandese attivo a livello internazionale e protagonista di vari momenti indimenticabili al cinema, spesso in ruoli da cattivo. Dai debutti televisivi nel 1969 a collaborazioni più recenti con registi come Robert Rodriguez e Christopher Nolan, il suo è un percorso all'insegna dell'imprevedibilità, degno di essere riscoperto in occasione dell'uscita del blockbuster più recente a cui ha prestato la sua imponente presenza scenica.

Paul, ti presento Rutger

Dopo alcune prime esperienze teatrali, Hauer ottiene il primo ruolo importante sullo schermo grazie a Paul Verhoeven, che gli affida la parte da protagonista nella serie televisiva Floris: 12 episodi di 27 minuti, andati in onda dal 15 ottobre al 21 dicembre 1969, dove Hauer interpreta un cavaliere olandese coinvolto in varie avventure insieme all'alleato indiano Sindala (Jos Bergman). La serie, oggetto di un remake cinematografico in Germania nel 1975 (sempre con Hauer nei panni di Floris), è la prima collaborazione tra attore e regista, che continuerà sul grande schermo: tra il 1973 e il 1985 i due girano insieme cinque lungometraggi, tra cui Fiore di carne (candidato all'Oscar come miglior film straniero) e il controverso Spetters, il cui contenuto violento e sessuale fa sì che Verhoeven non ottenga l'incarico di girare Il ritorno dello Jedi. La collaborazione si interrompe nel 1985 con l'uscita de L'amore e il sangue, primo lungometraggio americano di Verhoeven. Hauer è la prima scelta per il ruolo principale in RoboCop, ma viene scartato poiché fisicamente incompatibile con il costume, e vent'anni dopo rifiuta una parte in Black Book.

Hollywood, baby!

Già prima della separazione artistica con Verhoeven, Hauer muove i primi passi nel cinema in lingua inglese. L'esordio in territorio hollywoodiano avviene nel 1981 con I falchi della notte, nei panni di un terrorista che deve vedersela con un poliziotto americano interpretato da Sylvester Stallone. L'anno fondamentale è però quello successivo, quando arriva nelle sale Blade Runner e Hauer, nel ruolo del replicante Roy Batty, colpisce al cuore gli spettatori evocando quelle cose che lui ha visto e che noi umani non possiamo neanche immaginare. Esce invece nel 1986 The Hitcher - La lunga strada della paura, consacrazione definitiva dell'attore come grande antagonista o comunque personaggio poco affidabile, ruolo che continuerà ad interpretare al cinema (Sin City, Batman Begins, Dracula III - Il testamento) e in televisione (Smallville, Alias, Salem's Lot). Occasionalmente, soprattutto come protagonista, gli vengono offerte anche parti da antieroe, tra le quali è impossibile non menzionare il suo ruolo in Hobo with a Shotgun, nato da uno dei finti trailer realizzati per Grindhouse.

Viaggio in Italia

Degno di nota è anche il percorso italiano di Hauer, che nel 1988 appare come interprete principale ne La leggenda del santo bevitore, il film di Ermanno Olmi che vince il Leone d'Oro a Venezia e quattro David di Donatello, tra cui quello per la miglior regia. Attore e regista si ritrovano nel 2011 per Il villaggio di cartone, anch'esso selezionato a Venezia (fuori concorso). Nel 2009 recita nel film Barbarossa, nei panni dell'omonimo imperatore del Sacro Romano Impero. La pellicola, diretta da Renzo Martinelli, è oggetto di controversie a causa della sua origine politica, con il sostegno della Lega Nord (il cui leader di allora Umberto Bossi appare in un cameo aggiunto digitalmente). Nel 2012, dopo anni passati a interpretare vampiri di vario genere, Hauer passa dall'altra parte della barricata accettando il ruolo di Abraham Van Helsing in Dracula 3D, per la regia di Dario Argento. Infine, nel 2013 appare nei panni di Maciste ne Il futuro, co-produzione fra Italia, Cile, Germania e Spagna diretta da Alicia Scherson.