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Riuscirà James Gunn a differenziare i Guardiani Vol. 3 e Suicide Squad?

Ora che James Gunn è stato reintegrato alla regia del cinecomic, cosa dobbiamo aspettarci dal franchise guardando anche a Suicide Squad?

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James Gunn è tornato, lunga vita a James Gunn! Nessun cambio di regia preventivato, nessun dialogo con filmmaker altrettanto esperti e competenti: Kevin Feige ha sempre puntato a un suo reintegro alla regia di Guardiani della Galassia Vol. 3, come sappiamo avvenuto già nell'autunno 2018 ma tenuto segreto. Questioni di fusione con la Fox e team building con la Warner, ma alla fine la notizia è stata diffusa, lasciando felici i fan di mezzo mondo. Un passo indietro importante di Alan Horn e soprattutto, guardando al cuore, un gesto che lascia divenire il cinecomic un genere d'unione e non di divisione, al di sopra di ogni etichetta o compagnia.

Scelto prima per scrivere e poi anche dirigere l'attesissimo The Suicide Squad (reboot totale) dalla DC Films, James Gunn è adesso super impegnato con i lavori di pre-produzione del progetto, che dopo le prime informazioni trapelate sembra già promettere meraviglie. La lavorazione effettiva dovrebbe cominciare nei primi mesi del 2020, al massimo alla fine del 2019, il che significa una tabella di marcia serrata fino all'uscita nel 2021, guardando anche alle nuove direttive marketing e promozionali dell'era Walter Hamada in DC Films.
Per il filmmaker tutto questo dovrebbe tradursi in un impegno profuso e costante per tirare fuori il meglio da un franchise bisognoso di rinascere e sbocciare in tutto il suo potenziale, cosa della quale è convinta anche la Marvel, che infatti ha scelto di posticipare Guardiani della Galassia Vol. 3 a data da destinarsi.
Dopo The Suicide Squad, comunque, il terzo capitolo del brand Marvel Studios risucchierà in un vortice di amore e di lavoro il buon Gunn, che però dovrà riuscire nell'impossibile: confezionare un film corale e supereroistico senza ripetersi dopo i primi due capitoli e l'adattamento della Task Force X.

Repetita non iuvant

James Gunn potrà tornare a lavorare a Guardiani della Galassia Vol. 3 soltanto nel 2021, ed esattamente a metà anno. The Suicide Squad è infatti atteso nelle sale americane per il 6 agosto 2021, il che significa che al momento il regista è occupato con le primissime fasi pre-produttive del progetto. È interessante notare come lo stesso reboot del franchise DC rappresenti di per sé un pericolo per molti appassionati. Per due motivi: la volontà della Warner di avere finalmente il loro Guardiani della Galassia e il trattarsi di un film post-Vol. 2 e pre-Vol. 3. Non crediamo che l'estro creativo di Gunn e il suo stile così pop, divertito e artisticamente ricercato si sia esaurito dopo due cinecomic, ma è anche vero come sia spesso fisiologica la necessità di ripetersi almeno in alcuni passaggi. E statisticamente, più si lavora in un certo modo, con certi stilemi, più c'è il rischio di copiare se stessi.
Si tratta di un appunto concreto a un film che riteniamo possa in realtà rivelarsi una vera hit, soprattutto perché tratta argomenti e personaggi differenti da quelli dei Guardiani, che tendono al lato "cattivo" del supereroismo, a quello corrotto. Quelli di Suicide Squad sono personaggi che vengono messi insieme a forza per concludere una missione: un gruppo di nemesi costrette a fare "del bene" in cattività.
I Guardiani della Galassia sono invece un gruppo di scapestrati che però hanno a cuore il destino della Galassia e lottano per ideali concreti, con il cuore aperto al bene nonostante qualche occhiatina al lato più seducente delle loro capacità, poi quello più facile. C'è una differenza sostanziale di contenuto e - ovviamente - di palcoscenico.

Quello della Task Force X potrebbe al limite essere il Mondo, ma quello dei Guardiani della Galassia è l'Universo: vasto, molto più eterogeneo, più pericoloso. Da una parte James Gunn può quindi finalmente tirare in ballo molti più elementi terrestri, citazionisti o moderni di quanto abbia finora provato a fare con il franchise Marvel, mentre dall'altra lo attende un proseguire sempre più in grande un lavoro già amatissimo e imitato. C'è poi da tenere conto del fatto che lo script di Guardiani della Galassia Vol. 3 è già completato da un anno, mentre quello di The Suicide Squad è stato scritto negli ultimi mesi autunnali e invernali.

Elemento estremamente curioso, perché in qualche modo i due film potrebbero arrivare a una compenetrazione stilistica senza soluzione di continuità, nonostante poi le differenze sopra elencate e tutto un lavoro di non-imitazione che siamo certi l'autore terrà bene a mente.
Importante infine capire nella sostanza quanto la DC Films abbia scelto di abbandonare qualsiasi via di condivisione cinematografica tra i suoi progetti, a partire da Aquaman. Questo significa prima di tutto un modus operandi finalmente lontano da quello dei Marvel Studios, ma anche totale libertà per Gunn, che potrebbe - a dire il vero - aver ideato una storia dalle dinamiche totalmente differenti da quello che ci aspettiamo. Sì, solita ironia, stesso tono leggero, ma chi ci dice che il film non possa ricevere un rated-r ed essere violento? Questo renderebbe ancora più marcato lo scisma artistico tra i due progetti, rendendo The Suicide Squad la vera novità, ma facendo di Guardiani della Galassia Vol. 3 l'atteso ritorno a un Universo che fino a pochi mesi fa credevamo spacciato. Alla fine è tutta questione di fiducia. Vi domandiamo allora: quanto credete in James Gunn?

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