Revenge, la morte e la resurrezione su grande schermo

Aspettando l'uscita di Revenge, il prossimo 6 settembre, ricordiamo alcuni casi emblematici di morte e resurrezione nel cinema contemporaneo.

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[Attenzione: questo articolo più contenere importanti spoiler] Nonostante siano passati circa 2,4 milioni di anni dalla comparsa sulla Terra dell'Australopithecus, un tempo che l'uomo ha trascorso progredendo di generazione in generazione, esistono ancora diversi misteri irrisolti. Uno di questi è sicuramente legato alla morte di noi esseri viventi, un evento irreversibile che opera sia a livello fisico che spirituale, che dall'alba dei tempi caratterizza e condiziona l'umanità intera.
Quando le funzioni biologiche cessano di funzionare, il corpo si decompone irrimediabilmente (salvo mummificazione, certo), nessuno però sa per certo se esiste un'anima, se questa ha facoltà di entrare in altri corpi, se viene proiettata verso un paradiso o un inferno, se ha la possibilità di restare su questo pianeta sotto forma di energia o chissà che altro.
L'unica cosa certa è che, come per l'appunto ricordavamo sopra, morire significa non tornare mai più in vita, almeno nel "mondo reale". Nella finzione cinematografica tutto cambia e le regole classiche dell'esistenza possono essere cambiate se non capovolte, questo significa che i personaggi di un determinato film possono resuscitare, morire solo in apparenza, e tornare a respirare come nulla fosse - per magia, miracolo, follia o ironia.

Ce lo ricorda ben bene Revenge, opera prima di Coralie Fargeat che si prepara a debuttare nelle sale italiane il prossimo 6 settembre. Il film è già uscito in Francia nel 2017, cercheremo comunque di fare meno spoiler possibili, anzi ne useremo uno soltanto, che si può intuire già dal trailer: sappiate che la protagonista Jen (non vi diciamo come, perché e a che scopo) torna in vita dopo una morte apparente.
Partendo da questo, vogliamo ricordare altri personaggi che sembravano totalmente spacciati e che poi, grazie alla volontà dei loro sceneggiatori e creatori, sono tornati a camminare sulle loro gambe.

Virtuale e reale

Partiamo da un caso famoso ed emblematico: Neo nel primo Matrix. Il personaggio di Keanu Reeves è, per gran parte del film, sospeso fra la realtà e Matrix, un mondo digitale in cui tutto può essere, tutto può accadere.
Nonostante la natura "fittizia" della simulazione, una morte virtuale può causare anche un decesso reale, destino che sembra appartenere anche all'iconico protagonista, prima che venga riportato in vita - diciamo così - dall'amore e dal bacio di Trinity.
Ancor prima che a lui, qualcosa di simile è capitata alla Selina Kyle di Batman - Il Ritorno, dopo che il personaggio di Michelle Pfeiffer precipita nel vuoto per decine e decine di metri. Impossibile per un normale essere umano continuare a respirare dopo una caduta simile, eppure in quel momento prende vita la leggenda di Catwoman, letteralmente tornata dagli inferi grazie agli amici gatti.
Chi ha detto però che soltanto gli uomini possono "resuscitare" su celluloide? Pensiamo a Transformers - La vendetta del caduto, film di Michael Bay nel quale il potente Megatron viene riportato in funzione dai Constructicons nelle profondità dell'oceano.
Come dimenticare poi il famoso caso di Eric Draven ne Il Corvo, uno dei film più dark di tutti i tempi. Il personaggio di Brandon Lee viene riportato in vita da un misterioso corvo, così che abbia la possibilità di vendicarsi del suo stesso brutale omicidio e della fidanzata.
Il lungometraggio si rifà alla graphic novel omonima di James O'Barr, ispirata a sua volta dalla morte della sua ragazza causata da un guidatore ubriaco. Per lei purtroppo le leggi della finzione non hanno potuto funzionare, come per lo stesso Brandon Lee, ucciso dal colpo di una pistola di scena sul set.

Fantasmi, pirati, maghi e capitani

A sentire il nome Michael J. Fox, si pensa immediatamente alla iconica trilogia di Ritorno al Futuro, l'attore però si è reso protagonista anche di una commedia horror nel lontano 1996, Sospesi nel tempo. Il suo personaggio, Frank Bannister, si ritrova a più riprese faccia a faccia con la morte, viene infatti riportato in vita ben due volte, non una soltanto nel corso della storia - aiutato dagli eccellenti effetti visivi di un (allora) astro nascente del settore, Peter Jackson.
Citando la celebre serie TV Scrubs, nel reparto di Terapia Intensiva ogni tre pazienti, almeno due muoiono proprio in ospedale, quando non va anche peggio...! È ciò che accade a Bertram Pincus, protagonista di Ghost Town, che muore in clinica per sette, lunghi minuti. Una volta tornato nel mondo dei vivi, Pincus capisce di aver guadagnato un dono inestimabile, meraviglioso e dannato: ha la capacità di vedere i fantasmi.
A proposito di spiriti, non è detto che la resurrezione di un personaggio debba avvenire forzatamente all'interno di uno stesso film, Hollywood ha dimostrato - con la saga de I Pirati dei Caraibi - che la cosa funziona anche con due lungometraggi separati.
Se ne La maledizione della prima luna lo spietato Barbossa cade sotto i colpi vendicatori di Jack Sparrow, ne La maledizione del forziere fantasma torna in gran forma per assistere i suoi vecchi compagni. Un'idea capace di sorprendere tanto il pubblico quanto lo stesso cast del film, che non ha saputo nulla del ritorno del villain finché non lo ha visto presentarsi sul set.
Dal lato oscuro passiamo alla luce: nella lunga saga de Il Signore degli Anelli, il potente mago Gandalf fa una visitina all'"aldilà" dopo lo scontro con Balrog per poi tornare più potente che mai con l'appellativo di "Gandalf il Bianco" ne Il Signore degli Anelli - Le due torri.

Dal fantastico alla fantascienza e al mondo di Star Trek: i fan dei film classici ricorderanno benissimo la missione toccata all'ammiraglio Kirk in Star Trek III - Alla ricerca di Spock. Mr. Spock è stato infatti brutalmente ucciso nel film precedente, L'ira di Khan, sacrificandosi davanti agli occhi disperati dell'amico.
Nel terzo film l'obiettivo sarà proprio quello di riunire il corpo di Spock alla sua anima (katra), assorbita dal Dott. McCoy. Siamo nel 1984, non c'è però bisogno di allontanarsi tanto per assistere a una "morte apparente" su grande schermo: pensiamo al 2011 e a Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2. Quanti di voi hanno pianto durante lo scontro fra Harry e Voldemort, credendo il giovane maghetto definitivamente spacciato? In realtà il personaggio creato da J.K. Rowling viene semplicemente spedito in un limbo dal quale riemerge, pronto ad affrontare - una volta per tutte - "voi sapete chi". Nonostante la fantasia del cinema e delle letteratura, la morte continuerà probabilmente a essere un mistero finché esisterà vita nell'universo, chissà però che il progresso tecnologico permetta una sorta di resurrezione, presto o tardi.

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