Revenant - Redivivo: la vera storia dietro il film con Leonardo DiCaprio

La vera storia di Hugh Glass, l'uomo che con le sue terribili disavventure ha ispirato il protagonista di Revenant.

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Revenant è sicuramente uno dei film più intensi e crudi dell'ultimo decennio. Ambientato attorno al 1823, nel Missouri, il film di Iñárritu si rifà a una terribile avventura nell'ovest selvaggio.
La trama ruota attorno alla vendetta dello scout Hugh Glass che, sopravvissuto con pochi altri a un attacco degli indiani Arikara, viene quasi ucciso da un'orsa Grizzly. Sicuri che non gli resti molto da vivere, i compagni ne affidano gli ultimi istanti al figlio adolescente Hawk, al giovane Jim Bridger, e al losco John Fitzgerald. Questi, prima cerca di uccidere Glass, dopodiché assassina a tradimento Hawk, per poi ingannare Bridger e convincerlo a seguirlo. Glass però non è morto. Ferito, quasi in fin di vita, si troverà a lottare per sopravvivere, incessantemente perseguitato dal suo passato e dal desiderio di vendetta, dentro a un territorio inospitale e selvaggio. Ma quanta verità c'è nelle vicende narrate in Revenant?

Il granitico Hugh Glass

Partiamo dal protagonista. Hugh Glass è esistito veramente ed è stato un esploratore e cacciatore. Un passato di Capitano di marina e poi di pirata, ha abbandonato la famiglia in Pennsylvania e ne ha passate di tutti i colori prima degli eventi visti nel film. Ha vissuto a lungo con i Pawnee, dopo esserne stato catturato, ma non vi è alcuna traccia che avesse un figlio o che si fosse anche solo sposato. Inoltre non era la guida del gruppo, anzi non conosceva molto il territorio, per quanto fosse uno dei più esperti cacciatori e uno dei migliori tiratori della spedizione della Rocky Mountain Fur Company.
Hugh Glass fu attaccato dall'orso grizzly sul Grand River in quello che oggi è il Sud Dakota, diversi mesi dopo l'assalto dei nativi con cui il film di Iñárritu comincia. Si tratta quindi di due eventi separati e al contrario di quanto mostrato in The Revenant Glass non uccise l'orsa, ma fu soccorso dopo pochi minuti dai compagni, che abbatterono la belva a fucilate.
La brigata temeva un altro assalto degli indiani Arikara e un uomo nelle condizioni in cui si trovava Glass era un pericolo per tutti, rischiava di renderli vulnerabili. Sicuro che sarebbe morto entro poche ore per le gravissime ferite, il Capitano Henry chiese a John Fitzgerald e al giovane Jim Bridger di restare con lui finché non fosse spirato.
Sorprendentemente, Glass non morì. Dopo una settimana, Fitzgerald convinse il giovanissimo Bridger che se fossero rimasti lì sarebbero morti per niente. I due abbandonarono così Glass totalmente indifeso vicino al fiume.

Un uomo solo e disperato

Glass aveva una gamba fratturata, diverse costole rotte e profondissime ferite in tutto il corpo. Quando si riebbe, resosi conto della disperata situazione in cui si trovava, non si perse d'animo. Non poteva camminare, quindi i primi giorni rimase vicino al fiume, cibandosi di ciò che trovava. Si curò la gamba come meglio poté, e si cosparse le ferite di larve, che mangiarono la carne infetta. Così facendo, prevenne la cancrena.
Glass, al contrario di quanto mostrato, non ebbe alcuno scontro con gli Arikara, né incontrò un outcast. Fort Kiowa, la loro base, era a 250 miglia. Si cibò di carogne, lottò contro i lupi su una carcassa di bufalo (in questo il film è fedele). Era mosso solo dal desiderio di vendetta verso chi l'aveva abbandonato. Dopo sei settimane, raggiunse Fort Kiowa, non fu ritrovato quindi dal Maggiore Henry come nel film.
Trovò subito il giovanissimo Jim Bridger. Tuttavia il ragazzo manifestò profondo rimorso per ciò che aveva fatto, e data la sua giovanissima età (aveva solo 17 anni) Glass lo risparmiò. Fu una scelta intelligente, perché Jim Bridger sarebbe diventato uno dei più grandi esploratori, montanari e trapper della storia, una vera leggenda dell'Ovest selvaggio, nonché uno dei bianchi più stimati e rispettati dai nativi.

La sorte di John Fitzgerald

E John Fitzgerald? Al contrario di quanto il personaggio interpretato da un bravissimo Tom Hardy abbia mostrato nel film, non vi fu alcuna fuga precipitosa e tantomeno uccise il Capitano Andrew Henry.
Poco dopo essere arrivato a Fort Kiowa infatti, il vile trapper si era infatti arruolato nell'esercito. Glass partì con quattro compagni verso Fort Artkinson, nel Nebraska, dove Fitzgerald era stato inviato. Durante il viaggio, effettuato con canoe lungo il fiume Platt, si imbatté in una tribù di Arikara, il cui capo conosceva Glass. Apparentemente pacifici, gli indiani invece attaccarono a tradimento i cinque trapper, uccidendone due.
Glass si salvò nascondendosi e poté ritornare a Fort Kiowa. Vi ripartì in fretta, raggiungendo Fitzgerald nel Nebraska. Non poteva vendicarsi su un uomo dell'esercito degli Stati Uniti, pena l'impiccagione. Ma gli fece capire che se mai avesse lasciato la divisa, lo avrebbe ucciso.
Nessuna vendetta finale quindi per Hugh Glass, che non riuscì a mantenere la promessa fatta a Fitzgerald. Gli scontri con gli Arikara e gli altri nativi (la cosiddetta Arikara War) proseguirono per anni e nel 1833, Glass cadde con altri compagni in un agguato presso lo Yellowstone e finì ucciso.

La guerra tra Arikara e uomini bianchi

Tanta fantasia quindi in Revenant. Ma una cosa invece è perfettamente vera: la battaglia sul fiume Missouri. In quel 1823 gli indiani Arikara, spesso chiamati Ree dagli uomini di montagna, avevano dei villaggi sulle rive del fiume Missouri. Gli Arikara combatterono contro diverse compagnie di trapper, comprese quelle rivali al gruppo di cui faceva parte Glass e non facevano distinzione tra gli uomini bianchi.
Il Generale Ashley (capo della Rocky Mountain Fur Company) cercò di intavolare trattative commerciali con gli Arikara, ma la mattina seguente i guerrieri attaccarono gli uomini di Ashley. Pare per il tentativo di stupro verso una donna da uno dei trapper durante la notte. 15 uomini furono uccisi, 11 feriti e Glass fu colpito a una gamba.
Nel film si vedono i sopravvissuti abbandonare la barca, ma nella realtà il robusto battello era inespugnabile per gli indiani e infatti Glass e gli altri riuscirono a ritornare a Fort Kiowa.
Tuttavia, al netto di diverse libertà dai fatti, Revenant rimane un grandissimo film e una delle migliori interpretazioni di Leonardo DiCaprio.

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