RaiPlay: 5 film da vedere gratis, da Vendetta finale a Il regno

Andiamo a scoprire alcuni film disponibili gratuitamente sulla piattaforma di RaiPlay, da Che Dio ci perdoni a The Way Back.

speciale RaiPlay: 5 film da vedere gratis, da Vendetta finale a Il regno
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Godibili action-movie, torbidi noir a sfondo erotico, storie vere dal sapore epico e un paio di tesi ed efficaci thriller spagnoli. Nel nostro nuovo appuntamento dedicato ai titoli disponibili nel catalogo di RaiPlay andiamo a parlare di Vendetta finale con Antonio Banderas, dell'incompreso The Canyons di Paul Schrader, dell'avvincente The Way Back di Peter Weir e di una doppietta di film diretti dal regista iberico Rodrigo Sorogoyen, ossia il poliziesco Che Dio ci perdoni e il "politico" Il regno, entrambi con il popolare attore Antonio de la Torre come protagonista.

Vendetta finale

Frank Valera, avvocato di successo, trascura spesso la propria famiglia per impegni lavorativi, mancando anche a un'esibizione scolastica della figlia da tempo attesa. La stessa notte l'uomo scopre dalla polizia che la moglie e la bambina sono state uccise in un sospetto tentativo di furto. Frank si ritiene diretto responsabile della tragedia e affoga il dolore nell'alcool, mentre le indagini delle forze dell'ordine brancolano nel buio.
Inizialmente l'uomo prova a punire se stesso partecipando a incontri clandestini di MMA, ma quando l'omicidio viene archiviato senza aver trovato un colpevole decide di mettersi sulle tracce degli assassini.

Un solido revenge-movie che guarda esplicitamente al cinema di genere anni '80 e '90, virato qui su tonalità più intimiste. Vendetta finale è tanto lineare quanto avvincente, portatore di un intrattenimento sano e mai pretenzioso che recupera tutti gli stereotipi del filone in un compitino rozzo e tosto al punto giusto guidato dal carisma di un Antonio Banderas perfettamente in parte.

The Canyons

Tara, aspirante attrice, si frequenta da un anno con Christian, ricco produttore cinematografico. La loro è una relazione aperta, tanto che entrambi sono liberi di vedersi con altre persone. La situazione cambia quando Tara rivede il suo vecchio fidanzato, che non ha mai smesso di amare, suscitando i sospetti di Christian che, ossessionato dalla gelosia, inizia a manifestare un'indole violenta.

Torbido, sensuale, spietato: il film di Paul Schrader è un thriller drammatico su un inconsapevole menage a trois che vede nella sceneggiatura di Bret Easton Ellis il suo maggior punto di forza, raggiungendo apici di pura tensione emotiva nella parte finale. Accompagnato da una splendida colonna sonora, e interpretato ottimamente sia da una sofferta Lindsay Lohan - in un ruolo dove riflette il suo difficile percorso privato - che dal porno-attore (esordiente nel mondo del cinema) James Deen, The Canyons mostra ancora una volta tutto l'acume registico del suo autore. Meritevole di riscoperta dopo le sbeffeggianti critiche ricevute all'uscita.

The Way Back

Polonia, Seconda guerra mondiale. Mentre il Paese è coinvolto nella contigua occupazione dei nazisti e dei sovietici, il tenente Janusz viene mandato in un gulag nella lontana Siberia con l'accusa di tradimento. Qui il militare organizza uno spericolato tentativo di fuga nelle fredde terre del luogo, con l'obiettivo di raggiungere il Tibet e attendere lì la fine del conflitto per poter in seguito far ritorno a casa. Con sei eterogenei compagni di prigionia tenta quest'ardua impresa, incontrando lungo il cammino la bella e giovane Irina, anch'essa fuggitiva.

Un'avventura epica tratta da una storia vera, che mette in scena il dramma di un gruppo di uomini, costretti alla fuga, che accantonano le proprie differenze e diversità di vedute pur di raggiungere uno scopo comune. Un gran cast (Ed Harris, Colin Farrell, Saoirse Ronan, Jim Sturgess tra gli altri) in ottima forma permette a Peter Weir di dar vita a un'opera maestosa e ricca di avvincenti emozioni. Un film capace di toccare i livelli del cinema epico in più frangenti sia grazie al sontuoso sguardo paesaggistico che tramite una colonna sonora delle grandi occasioni.

Il regno

Spagna, 2007. Manuel Lopez-Vidal, vice segretario regionale del suo partito, è al centro di un giro di corruzione che va avanti ormai da quindici anni all'oscuro di tutti. Ma un giorno i magheggi vengono alla luce e lui e i suoi colleghi Cabrera, Bermejo, Gallardo e Fernando vengono coinvolti in uno scandalo che rischia di portare alla prematura fine del movimento politico.
Quando Gallardo viene arrestato con l'accusa di frode, Manuel avverte i suoi compagni di mantenere il più stretto riserbo e di non parlare con nessuno, ma è ignaro che una registrazione in cui egli stesso si riferisce a giri poco chiari sia già nelle mani della polizia, e viene arrestato.
L'uomo finisce nel mirino dell'opinione pubblica e il partito stesso è pronto a usarlo come capro espiatorio accusandolo di essere stato la mente dietro tutto.

Un estetismo raffinato al servizio di una storia tesa e ramificata che riflette sulla corruzione. Il regista Rodrigo Sorogoyen riesce a imbastire una tensione costante, che esplode in scene madri da vivere col fiato sospeso, tra giochi visivi di inaspettata dinamicità e un'incalzante colonna sonora di matrice elettronica che aumenta in maniera ancor più incisiva la già pressante suspense narrativa.
Il regno, chiosato da un epilogo perfetto che si rivolge direttamente allo spettatore e lascia spazio alla sua immaginazione, sa dove e come colpire, coniugando cinema di genere e impegno sociale in una formula impeccabile.

Che Dio ci perdoni

Madrid, 2011. Mentre la città è in fermento per l'imminente visita di Papa Benedetto XVI e la Giornata della Gioventù, un serial killer sta lasciando una scia di sangue: le vittime sono tutte donne anziane, vittime di violenza prima di essere state uccise. Le forze dell'ordine cercano di nascondere i fatti all'opinione pubblica mentre gli investigatori Luis Velarde e Javier Alfaro, a cui sono affidate le indagini, si trovano alle prese con un caso difficile. L'inedita ed eterogenea coppia di detective si troverà a unire le forze nella ricerca dell'assassino che nel frattempo sta continuando la sua serie di macabri delitti.

Un solido e teso thriller che mette in scena con classe una sceneggiatura certosina, capace di sfumare al meglio il lato personale ed emotivo dei protagonisti. Il regista Rodrigo Sorogoyen guarda a modelli alti senza timori di sorta, imbastendo situazioni più originali della media e affidando al rapporto tra i due detective (magnificamente interpretati da Antonio de la Torre e Roberto Álamo) il mezzo per speziare ulteriormente le logiche narrative.

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