Quentin Tarantino dopo Harvey Weinstein: il futuro del regista è nel 1969

Cosa c'è nel futuro di Quentin Tarantino? Diversi studi cinematografici che si contendono il nuovo film e un ritorno al 1969 senza Harvey Weinstein.

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Sono ormai due anni, o poco più, che Quentin Tarantino non si affaccia sul grande schermo, motivo per cui i tempi iniziano a farsi più che maturi per un ritorno in grande stile. Solitamente infatti non passano più di tre anni fra un suo film e l'altro, questa volta però lo sviluppo di un nuovo progetto si è dimostrato più complicato del solito e i tempi d'attesa potrebbero allungarsi. Non solo il nuovo lavoro è ancora oggi avvolto completamente dal mistero, o quasi, nelle ultime settimane l'amico e produttore di lunga data Harvey Weinstein è stato trascinato all'interno di un vortice mai visto prima nel mondo dello spettacolo - americano e mondiale. Il magnate, fondatore della Miramax e della The Weinstein Company, ha sempre prodotto a occhi chiusi i film del buon Quentin, che non ha mai dovuto pregare troppo per ottenere dei finanziamenti. Del resto i suoi film, pur non incassando cifre colossali, hanno sempre guadagnato bene, talvolta il doppio se non il triplo della cifra investita inizialmente. Con Weinstein fuori gioco però, devastato dallo scandalo relativo agli abusi sessuali scoppiato grazie a collaboratrici e giovani attrici, la nuova opera di Tarantino è rimasta senza mecenate e davanti al regista è iniziata un'inedita "danza di corteggiamento" da parte degli studi migliori.

Ne resterà soltanto uno

Come mai era accaduto prima, tutte le più grandi etichette hanno iniziato a flirtare con il regista di Pulp Fiction e Kill Bill creando non poco disordine, tanto che l'autore si è visto costretto a mettere dei paletti. Uno in particolare, il più importante, voleva sul piatto 100 milioni di dollari d'investimento a occhi chiusi, sulla fiducia. Una cifra importante, quasi insolita per la produzione tarantiniana, che in carriera è arrivato a spendere così tanto solo per Django Unchained; per Bastardi Senza Gloria ne sono bastati 70 di milioni, per i due Kill Bill 55 per ogni volume, mentre un capolavoro come Pulp Fiction è costato appena 8 milioni di dollari (ah il buon vecchio artigianato...). Un budget che ha fatto desistere molte case di produzione, tranne tre: la Warner Bros., la Sony e la Paramount. Queste tre grandi case si giocheranno il rush finale, facendo l'offerta più alta oppure lasciando più e meno libertà al regista, che potrebbe dunque scegliere in autonomia al netto dei 100 milioni iniziali. Ma, oltre al marchio di fabbrica "Tarantino", cosa comprerà lo studio vincitore?

Ritorno al futuro

Negli ultimi mesi più volte è serpeggiata sul web la notizia che il nuovo film del regista di Knoxville avrebbe trattato la vita e le macabre gesta di Charles Manson, efferato criminale e assassino americano. Un'idea del tutto affine allo stile tarantiniano, perfettamente verosimile, nonostante nelle ultime ore sia stata smentita categoricamente, almeno in parte. Manson infatti sarà soltanto un tassello della nuova opera, che non sarà dunque un biopic esplicito, bensì un racconto dettagliato e appassionato del 1969. Un anno cruciale per gli Stati Uniti, vissuto fra lo sbarco sulla Luna, la rivoluzione di Woodstock e la guerra del Vietnam. Il regista all'epoca aveva soltanto sei anni, alcuni ricordi potrebbero però essere ancora vividi nella sua memoria, potrebbe trattarsi di un film dalla prospettiva particolare, quella di un bambino che cresce in un mondo apparentemente allo sbando. O di suo padre, chissà. Non sappiamo molto altro, eppure sono già spuntati i primi nomi che potrebbero comporre il cast: parliamo di Tom Cruise, Brad Pitt, Jennifer Lawrence e Margot Robbie, oltre agli amici di una vita Samuel L. Jackson e Leonardo DiCaprio. Un caos al quale solo il tempo saprà dare ordine.