Quando il titolo di un film inganna #2: nuove traduzioni da dimenticare

Spesso dall'inglese all'italiano i titoli dei film perdono completamente il loro significato originario, analizziamo cinque nuove casi emblematici.

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Pur vivendo in un mondo sempre più interconnesso, dove le barriere temporali sono praticamente azzerate grazie ad internet, resta ancora un grande, enorme scoglio comune a tutte le popolazioni: la lingua. Ogni nazione del mondo possiede una lingua madre e non sempre è facile comunicare, a meno che non si conosca l'inglese a menadito - e talvolta è difficile pur conoscendo l'idioma di Sua Maestà. Per questo motivo noi italiani, non proprio famosi per essere poliglotti, continuiamo a doppiare i film internazionali e a tradurre i titoli, spesso con risultati tragicomici. Lo abbiamo visto nel nostro articolo Quando il titolo di un film inganna, che ha riscosso così tanto successo che abbiamo deciso di tornare con una nuova puntata, probabilmente la seconda di una serie. Anche questa volta andremo ad analizzare cinque traduzioni che, alla fine dei conti, hanno poco a che vedere con i titoli originali e le intenzioni degli autori dei diversi film. Traduzioni strampalate nate sicuramente per colpire l'attenzione di una fetta di pubblico più ampia possibile, a discapito di qualsiasi intenzione iniziale. Operazioni tanto furbe quanto rischiose, perché spesso si spinge un determinato tipo di pubblico a vedere film che poi si rivelano tutt'altro rispetto alle premesse (abbiamo già visto il caso più clamoroso, Se Mi Lasci Ti Cancello, un titolo tradotto per rappresentare una commedia esilarante poi dimostratasi un cult immortale). Andiamo dunque ad affrontare nuovi cinque casi emblematici, ovviamente non risparmiatevi nei commenti se avete altre traduzioni folli da segnalare.

Interceptor - Mad Max

Con l'uscita di Mad Max: Fury Road nel 2015, George Miller ha definitivamente consegnato il suo "antieroe di strada" alla storia del cinema, rendendolo un personaggio immortale e senza tempo. Tutti noi però sappiamo che il debutto di Mad Max in Italia non è stato subito memorabile, anche a causa della fantasiosa traduzione del titolo: via il nome del protagonista, spazio a Interceptor. Perché mai preferire il nome dell'auto del film al posto del protagonista? Un mistero ancora oggi irrisolto, anche se probabilmente è stato scelto perché più accattivante, magari in linea con altri blockbuster dell'epoca come Terminator, Scarface, Rocky, Rambo. Insomma, una parola dal respiro internazionale e via. Un titolo inoltre che si è prestato a svariati equivoci, in molti hanno pensato inizialmente che Interceptor potesse essere il nome del personaggio interpretato da Mel Gibson; ancora peggio ha fatto il secondo capitolo della saga, tradotto in Italia Interceptor - Il Guerriero Della Strada, confondere le acque più di così insomma era alquanto impossibile.

Per favore, non toccate le vecchiette - The Producers

Cosa dire del povero Mel Brooks, che si è visto tradurre il suo The Producers in Per favore, non toccate le vecchiette? Per quanto si possa essere scettici, bisogna riconoscere che i nostri traduttori sono stati "dall'alba dei tempi" pieni di fantasia ed estro. Questa volta di coraggio ce ne voleva davvero tanto per trasformare il debutto del mitico Mel Brooks in una specie di commediola italiana anni '60, almeno nel titolo. Per fortuna l'Academy americana non tiene certo conto dei titoli italiani, motivo per cui il film ha comunque portato a casa la statuetta per la migliore sceneggiatura originale nel 1969. Vecchiette o meno.

Amami se hai coraggio - Jeux d'Enfants

Finora abbiamo praticamente trattato soltanto film con titoli originali in inglese, per una volta però vogliamo dare giustizia alla vicina Francia. Forse non tutti conoscono questo piccolo gioiellino firmato Yann Samuell, una commedia romantica che vede protagonisti Guillaume Canet e Marion Cotillard. I due attori francesi si sono immedesimati talmente tanto nei loro personaggi che sono finiti per innamorarsi sul serio, nella vita reale, motivo per cui da allora fanno coppia fissa e hanno persino dato vita a due splendidi bambini. Al di là di queste curiosità, il titolo francese significa chiaramente Giochi per Bambini, pensato appositamente per indicare l'amore puerile e innocente dei protagonisti, intenti a rincorrersi dall'inizio alla fine. I giovani amanti giocano costantemente a "Cap ou pas cap?", che in italiano potremmo tradurre con molta fantasia con "Hai il coraggio di raggiungere il bordo o no?". Da questo i traduttori italiani hanno ben pensato di affibbiare il titolo Amami se hai coraggio, meno evocativo e pronto a strizzare l'occhio alle classiche commedie americane senza troppe ambizioni. Pff, la coerenza.


L'Attimo Fuggente - Deads Poet Society

Lo scorso agosto abbiamo purtroppo celebrato una triste ricorrenza: i tre anni dalla tragica scomparsa di Robin Williams. Nel corso della sua carriera, l'attore ha collezionato svariati film diventati degli Instant Classics, uno di questi è proprio L'Attimo Fuggente, che in originale ha un nome decisamente più solenne: Deads Poet Society. Letteralmente potremmo tradurlo come La Setta dei Poeti Estinti, ovvero il gruppo clandestino che i ragazzi protagonisti del film creano per condividere il loro bisogno di declamare poesie, in una società invece sempre più arida e materialista. I traduttori italiani hanno cancellato ogni velo malinconico per appendersi al più "banale" Carpe Diem, il classico "cogli l'attimo" tanto decantato dal professore John Keating nel corso della pellicola. L'ennesima operazione di semplificazione estrema ma funzionale, poiché per una volta il titolo italiano è rimasto piacevolmente impresso nella memoria collettiva. Un peccato d'intenti, in ogni caso.

La donna che visse due volte - Vertigo

A proposito di semplificazione... come non nominare il radicale cambiamento di Vertigo in La donna che visse due volte? Alfred Hitchcock sognava di raccontare, sin dal titolo, la sensazione di vertigine che più volte prova il protagonista John "Scottie" Ferguson nel corso del film. Con lui anche gli ignari spettatori, divorati letteralmente da un senso di disagio a causa dei numerosi sotterfugi, pedinamenti, segreti e cambi di scena che avvengono minuto dopo minuto a causa delle tenebrose Madeleine Elster/Judy Barton, entrambe interpretate da una Kim Novak senza tempo. Tutto questo si perde nel titolo italiano del film, a causa di una traduzione troppo riduttiva e meno immaginifica. Inoltre "La donna che visse due volte" rappresenta di per se una chiave di lettura possibile del film, cosa che ha sicuramente rovinato la visione a molti spettatori - inoltre a livello formale è un'inesattezza bella e buona, ma tant'è. Forse uno dei migliori film dell'intera cinematografia mondiale avrebbe meritato un trattamento più rispettoso, ma era pur sempre il 1958, vogliamo pensare che oggi sarebbe andata meglio (o no?).