Quale futuro per Alien, il franchise sci-fi di Ridley Scott?

Analizziamo brevemente la situazione relativa al franchise di Alien in mano alla Fox per capire cosa potrebbe riservarci il futuro.

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Due anni fa, Alien: Covenant usciva per continuare la storia iniziata in Prometheus e approfondire ancora di più le origini degli Xenomorphi. I difetti del precedessore venivano in parte mitigati dall'effettiva presenza di un antenato della razza aliena artificiale, rendendo Covenant un film che trovava un suo imperfetto equilibrio proprio tra l'elemento esistenzialista e filosofeggiante introdotto in Prometheus e le venatura horror sci-fi e d'azione della saga originale. Non riusciva a imprimersi e soprattutto a risultare avvincente a causa di molte problematiche sia in termini di sceneggiatura che di regia, ma il fascino del franchise rimaneva intatto, dimostrandosi eterno al netto di un più che dubbio contenuto.
Il film si è purtroppo rivelato un flop, costringendo sia Ridley Scott che la 20th Century Fox a un passo indietro nella produzione di un ulteriore sequel che sembrava praticamente certo, lasciando così in pausa il franchise. L'arrivo della fusione con Disney ha ulteriormente complicato le cose, visto che la ratifica dell'accordo il prossimo giugno lascerà passare - tra gli altri - anche Alien nella mani della Casa di Topolino, senza che quest'ultima abbia inoltre dichiarato nulla in merito a un continuo della saga al cinema. Quale futuro, allora, per gli alieni di Ridley Scott?

Dopo il flop, nessuno vorrà sentirti urlare

Incerto, di sicuro. A fronte di un budget di 97 milioni di dollari (non così altro, dunque), Alien: Covenant ne ha incassati appena 240 in tutto il mondo, di cui soltanto 74 in patria. La Fox è rientrata nell'investimento produttivo ma non in quello di marketing, il che non ha permesso all'azienda di incassare profitti reali.
In termini di ricezione del pubblico, questo si traduce in un interesse decisamente scarso, anche pensando al fatto che Prometheus, cinque anni prima, si portava a casa 403 milioni con un'investimento di 130 - non un risultato enorme, ma molto buono. Forse proprio per questo si è deciso di bloccare tutto e studiare meglio e più a fondo le esigenze del mercato, passando in realtà il problema in mano alla Disney, che non è detto voglia dedicare tempo e fondi nel proseguimento di un franchise in realtà poco redditizio e che sembra ormai non avere più nulla da dire, almeno in ambito cinematografico.
Da dove ripartire, allora? In realtà non è semplice, perché l'esperimento prequel - come si è visto - non ha funzionato a dovere, mentre quello sequel pensato dal buon Neil Blomkamp è naufragato proprio a causa dell'imposizione (sbagliata) di Ridley Scott sul franchise. Proprio il regista sud africano aveva pensato a un'idea che, di questi tempi, avrebbe potuto attirare molto più interesse e risultare intrigante: un sequel diretto di Alien 2 che andava a cancellare i successivi due film, i meno amati della saga e sicuramente meno riusciti. Sarebbe persino tornata Sigourney Weaver nei panni di Ellen Ripley, ma niente: bloccato sul nascere e ormai defunto.
Eppure, cinematograficamente parlando, sembra essere proprio questa la strada che la Disney, in futuro, dovrebbe pensare di percorrere, cioè riprendere da dove Alien si era fermato e non da dove Prometheus era partito. La lore e tutto il background degli Xenomorphi potrebbero invece continuare nella serie televisiva di Hulu di cui si sta parlando ultimamente, anche se in realtà i rumor parlano di un progetto animato e trasposizione diretta del videogioco Alien: Isolation; operazione di cui, onestamente, ci sfugge il senso, visto il limbo in cui versa la saga dopo Covenant.

Da quanto trapelato, comunque, il franchise sembra oggi muoversi su di un territorio molto più multimediatico che esclusivamente cinematografico, piattaforma dove i problemi relativi alla messa in produzione di un titolo dedicato alla serie sono molti di più, anche e soprattutto di stampo creativo e narrativo.
Cosa dire ancora? Come rinnovare una saga horror tanto difficile e con precedessori tanto importanti? Domande scontate ma con risposte tutt'altro che semplici, anche se di soluzioni se ne possono sempre trovare. A nostro avviso, l'idea di un sequel con la Weaver che continui la storia della Ripley, portandola magari a termine definitivamente, resta la via migliore da percorrere, specie poi se c'è ancora gente interessata a vedere un progetto di questo tipo. Non di facile produzione, è vero, ma lasciar morire una saga tanto illustre con un capitolo tanto mediocre come Covenant è forse l'orrore più grande, persino più di un gigantesco Xenomorpho con l'acido alla bocca.

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