Priscilla: perché film come questo sono ancora importanti oggi?

Il messaggio di Priscilla risulta avere ancora una certa risonanza nella nostra realtà: perché resta importante il parlarne?

Priscilla: perché film come questo sono ancora importanti oggi?
Articolo a cura di

Priscilla è un film che riassume alla perfezione la visione cinematografica di Sofia Coppola, rielaborando la propria veridicità di fondo in una serie di riflessioni ed elementi impossibili da ignorare, specialmente se si apprezza il lavoro della regista fino ad oggi. Nel corso degli anni abbiamo viso la Coppola raccontare storie dal timbro narrativo sicuramente diverso, anche se fra le pieghe del suo approccio al mezzo cinematografico è impossibile non riconoscere alcuni elementi distintivi caratteristici della sua arte. Pure in questo caso si torna nella dimensione espressiva di una cineasta che ha voluto concentrarsi su una coppia, nello specifico, imprimendo uno studio socio-sentimentale molto interessante a partire da alcune dichiarazioni.

La storia di Priscilla si presta perfettamente alla poetica di Sofia Coppola, incarnandone alcuni degli elementi chiave che nel tempo l'hanno resa riconoscibile agli occhi dei cinefili mondiali. L'incomunicabilità e la noia borghesi, la pochezza di un mondo che illude i suoi stessi protagonisti, e un certo grado di malinconia che, in questo caso, si muove di pari passo con la rappresentazione di un rapporto d'amore estremamente problematico.

Priscilla ed Elvis

Tutti conoscono la storia di Elvis Presley, la leggenda del divo musicale e cinematografico che ha letteralmente fatto impazzire l'America, regalando alle generazioni di allora e alla storia una serie di momenti e canzoni iconiche, istantanee irraggiungibili che oltre a creare hanno anche celato gli aspetti più umani dell'uomo oltre al simbolo. In questo caso, nel caso di Priscilla, il nuovo film di Sofia Coppola tratto da Elvis and me, presentato in concorso all'Ottantesima Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia (qua la nostra recensione di Priscilla), e disponibile nei cinema il 27 marzo 2024, l'attenzione è tutta ovviamente altrove, compartecipando alla percezione di un immaginario privato su cui in molti hanno fantasticato, per poi trarre un punto di vista tutto nuovo e affascinante dalla finzione patinata ricordata e citata ancora oggi.

Il viaggio di Priscilla, pur se lontanissimo a livello temporale dai giorni nostri, risulta attualissimo nel suo incedere, regalandoci prima i germogli e in seguito i frutti di un rapporto sentimentale problematico e tossico, che trova le sue radici nell'ingenuità infantile della sua stessa protagonista e nel potere ammaliante di un'icona americana che cancella e soffoca. Nella favola di un sentimento indefinibile si cela la materia primaria di questa pellicola che racconta il percorso di una bambina, poi donna, e della sua maturazione all'interno di una favola senza alcuno sbocco per lei.

Priscilla incontra Elvis

Nel 1959 Priscilla Beaulieu (interpretata da Cailee Spaeny) era in Germania, a Wiesbaden, con la madre e il padre adottivo, un ufficiale dell'United States Air Force.

Quel trasferimento lontano dalla terra natia non era stato molto semplice, ma nella nostalgia di casa venne fuori l'occasione di incontrare e conoscere il famoso Elvis Presley, anche lui sul posto per ragioni militari. Fin dal loro primo incontro si sviluppa un particolare interesse nei confronti della ragazza, all'epoca quattordicenne, trasformato in seguito in una frequentazione, sotto lo sguardo vigile e le attenzioni dei genitori di lei, fino al successivo innamoramento. Una ragazzina qualsiasi aveva attirato nientemeno che le attenzioni di un vero e proprio mito irraggiungibile, instaurando con lui un interesse sentimentale che andava ben oltre le palesi differenze di età. Al centro di Priscilla troviamo l'incontro, storia e in seguito matrimonio fra la protagonista nel titolo ed Elvis Presley. Sofia Coppola però non si limita a narrare quello che si conosce ma va oltre. Sfruttando il punto di vista della sua protagonista e le sue dichiarazioni in merito, imprime sul racconto per immagini una narrazione disillusa che si nutre dell'illusione ingenua di questa ragazza, ammaliata da qualcuno che non sembra averla troppo a cuore per quello che era realmente, o avrebbe potuto arrivare ad essere.

Il rapporto fra i due, infatti, diventa immediatamente a senso unico, tratteggiando un interesse preoccupato più a soffocare, in perfetta contrapposizione con tutta la bellezza fiabesca degli eventi. Il cantante bellissimo e inarrivabile, Graceland con la sua eleganza sempre curata, gli amici, gli eventi e i viaggi a Las Vegas, in contrasto a una possessione dai tratti coercitivi e ingabbianti.

Gabbia dorata

Priscilla è innanzitutto la storia su un rapporto tossico, un racconto cinematografico che prende in esame una coppia famosa e ne mette a nudo le problematiche così da rifletterci su, in una parabola tutta personale in cui la protagonista deve prendere gradualmente consapevolezza di sé e del proprio valore, reagendo in qualche modo.

Nel film biografico di Sofia Coppola (se siete amanti di film biografici e dall'impatto profondo vi rimandiamo alla nostra recensione di The Warrior), infatti, entriamo in contatto con l'Elvis negativo e possessivo, con l'uomo che s'invaghisce di una ragazzina con il solo obiettivo di trasformarla in una donna che rispetti in tutto i suoi gusti. Nell'atto stesso della scelta, qui, risiede fin da subito la doppia faccia della pellicola. Quando il divo quasi inumano sceglie di relazionarsi con la bambina qualunque, lo fa consapevole del suo ascendente, e del potenziale romantico e oltre di un rapporto presumibilmente a senso unico. Dall'altra parte l'essere scelta dal grande Elvis Presley potrebbe rivelarsi l'inizio di una fiaba principesca, senza conoscerne tutte le potenziali implicazioni negative.

Così la casualità fortuita di un incontro qualsiasi diventa prima ossessione e in seguito compromesso continuo con sé stessi. Priscilla infatti, pur di stare insieme al suo Elvis sceglie di mettersi completamente da parte, di dimenticarsi in funzione di un legame che valorizza solamente la figura maschile in questo caso, riducendo la controparte femminile a qualcosa di accessorio da plasmare a propria immagine e somiglianza.

L'interesse amoroso, quindi, cede ben presto il passo a una mania di controllo che investe per intero la vita della protagonista in ogni ambito. Mentre Elvis viaggia per lavoro, visita i set e incontra donne bellissime, Priscilla è costretta a restarsene a Graceland, quasi in esilio, in attesa del suo ritorno. Non solo, le richieste di questo rapporto prevaricano anche nell'ambito dell'estetica. Lui sceglieva per lei i vestiti e come doveva truccarsi e acconciarsi, manipolandole direttamente la crescita e percezione di sé (sul concetto di indipendenza in Priscilla si è espressa anche Sofia Coppola). L'annullamento totale dell'identità personale quindi, in funzione di una vita dedita in toto a lui, in cui non c'era posto per nient'altro che non provenisse dallo smisurato, ingombrante e soffocante ego maschile.

Le immagini in sintonia col racconto

Oltre agli eventi principali, Priscilla è innanzitutto una storia per immagini. Non a caso, infatti, anche la stessa costruzione formale tratteggiata da Sofia Coppola si muove di pari passo con una protagonista che prende gradualmente coscienza di sé oltre le cose. Da tutto ciò ne deriva una particolare attenzione in termini di fotografia e soprattutto scenografia, lavorando sui geometrismi di una composizione figurativa equilibrata e strettamente connessa con il punto di vista della protagonista e la sua percezione del reale, nonché con il messaggio di fondo.

Cosa significa tutto ciò? Che anche noi spettatori veniamo presi per mano e riusciamo a vivere di riflesso l'illusione di questa bambina/donna, venendo innanzitutto stregati dalla bellezza di un Jacob Elordi che funziona e convince nei panni di un mito immortale come Elvis, e poi colpiti dall'illusione affabulante di questa Graceland coloratissima e ricchissima. È proprio in un'auto-illusione di questo tipo che Priscilla risulta essere più incisivo, tratteggiando un viaggio sul grande schermo che si evolve silenziosamente anche dal punto di vista della resa oltre la storia. Quello che all'inizio sembra essere inarrivabile e magico diventa ben presto qualcos'altro per la protagonista e per tutti noi con lei, plasmando il miraggio iniziale nelle ombre di una realtà che cancella invece di valorizzare.

Da ciò la sensibilità più profonda della pellicola si manifesta in tutta la sua irruenza, rivolgendosi direttamente al pubblico in sala e instaurando un dialogo molto importante nel mondo esterno al cinema. La tossicità di questa coppia prende spazio insieme alle altre tematiche tipiche di una regista che ha ben chiaro quello che vuole dire con la macchina da presa, mettendo in scena il viaggio di una donna a contatto con l'ego maschile. All'incedere incerto di una bambina che trova piano piano se stessa Priscilla contrappone la volontà oscura di un uomo che non permette obiezioni o sbocchi personali di alcun tipo, divenendo immediatamente il manifesto più diretto e fondamentale di quello che l'amore non dovrebbe mai e poi mai essere.

Perché, allora, nel 2024 abbiamo ancora bisogno di film come Priscilla? Di lungometraggi che sensibilizzino su alcune dinamiche sociali e private, e su problematiche sentimentali in questo senso? Perché purtroppo si tratta ancora di un argomento attuale, specialmente fra gli adolescenti. Per fare un esempio, un recente studio realizzato da Save the Children in collaborazione con IPSOS, risalente a febbraio 2024 e dal titolo "Le ragazze stanno bene? Indagine sulla violenza di genere onlife in adolescenza", attualmente reperibile sul web, ha indagato le modalità e le "credenze" in termini di amore e legami sentimentali, mettendo in evidenza che alcuni atteggiamenti tossici legati al possesso, alla gelosia e alla vera e propria violenza (fisica e psicologica) sono ancora presenti in giovane età. Il controllo dell'altro non dovrebbe mai essere scambiato per amore sincero e puro. La costruzione di legami sani, durante l'adolescenza e la crescita, risulta essere un processo fondamentale al fine di sviluppare e trovare se stessi. Che si tratti di una storia lontana come Priscilla, o del nostro presente, questo genere di legami sembra purtroppo permanere nel tempo.

Che voto dai a: Priscilla Presley Biopic

Media Voto Utenti
Voti: 3
7
nd