Pixar Theory: verità shock o fantasia?

La teoria del giornalista Jon Negroni da anni alimenta dubbi e curiosità dei fan della Pixar: cosa c'è di vero?

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Da sempre siamo attratti dall'ignoto, dall'incertezza, dal mistero. Ci poniamo continuamente domande dalla risposta impossibile per alimentare la coltre di nebbia che avvolge la nostra conoscenza. Quei dubbi si caricano di fascino e ne subiamo un magnetismo. Teorie complottiste, post-truth: quando la verità ha i contorni sfocati e si mescola all'immaginazione, creando un alone quasi fantascientifico intorno alla realtà. Aumentandone esponenzialmente il fascino.
Anche le teorie più bizzarre creano dibattiti, supposizioni e danno il via a un domino, il cui ultimo tassello scompagina anche le più solide convinzioni e, anche per un secondo, lascia il dubbio. Poi ci si ridesta da quel torpore conoscitivo e si torna sulla Terra, rigorosamente sferica.
Anche il mondo cinematografico è costellato da fan theory: finali criptici a cui fanno seguito spiegazioni ancor più enigmatiche, trame destrutturate e riproposte con un ordine narrativo stravolto, personaggi la cui reale identità viene rivelata con colpi di scena che prendono vita al di fuori della visione della pellicola.
Accanto a tutto ciò negli ultimi anni sono nate teorie che uniscono, come tasselli di un puzzle, vari lungometraggi, riconducendoli allo stesso grande Universo. La ricomposizione di una saga mai palesata è all'ordine del giorno nei salotti degli internauti, quei forum in cui si discute e si riformula il concetto di verità. Basta una scintilla e subito la miccia si accende, ed è così che nel 2012 è nata la più grande e conosciuta teoria su uno dei colossi dell'intrattenimento mondiale.
Piccole perplessità e spunti sono apparsi timidamente sui forum, poi ecco comparire un video shock sul sito cracked.com. Dopo averlo visto il blogger e giornalista Jon Negroni ha un'illuminazione e, risistemando tutti i tasselli, scrive ed elabora un testo. La sua tesi si intitola "Pixar Theory" e si basa su una scioccante rivelazione.

Le basi della teoria

Secondo Jon Negroni tutte le pellicole griffate Pixar sono correlate tra loro e hanno luogo nello stesso grande universo. Le storie dei film della casa di produzione californiana si svolgono in diverse fasi temporali, in cui però prende vita la stessa realtà narrativa. L'Universo Pixar è dipinto come una versione alternativa al nostro mondo: una realtà in cui la magia ha reso intelligenti tutti gli animali e in cui alcuni umani sono dotati di superpoteri. Da sempre tra animali e umani c'è un conflitto e a rendere ancor più complesso il rapporto tra i due subentrano macchine e oggetti animati, che, tramite l'autocoscienza, diventano dotati di intelletto e spostano gli equilibri di potere. In un futuro saranno proprio le macchine a dominare sulla Terra alternativa, dopo aver sconfitto l'unica reale minaccia contraddistinta dai supereroi e dopo aver relegato gli umani a una mesta vita nello Spazio, controllati e dominati da quelli che un tempo erano solamente oggetti privi di vita. Ed è lì che il nostro pianeta si popola di strane macchine e bizzarre creature. Animali dall'intelligenza superiore, Esseri umani, Intelligenze artificiali: tre voci che fanno parte dello stesso coro e popolano un universo che ingloba ogni personaggio apparso nei film Pixar. Dalla preistoria al futuro: tutto è collegato, basta seguire un ragionamento, che spiega ogni stranezza e giustifica quelli che soltanto apparentemente sono simpatici easter egg.

Tutto iniziò così

La teoria di Negroni è stata formulata in concomitanza con la distribuzione di Ribelle-The Brave nel 2012, tuttavia ha ricevuto diversi aggiornamenti, elaborati in seguito all'uscita in sala dei nuovi film Pixar. La nuova revisione prevede che l'inizio della teoria sia rintracciabile ne Il viaggio di Arlo. Secondo il giornalista, già durante la Preistoria sono individuabili le premesse per lo sviluppo dell'intelligenza da parte degli animali e i dinosauri iniziano a maturare quell'intelletto che poi porterà gli animali a (ri)dominare il mondo. Il fulcro della Pixar Theory è in ogni caso Brave, ambientato durante il Medioevo e bivio storico fondamentale per dar vita alla dicotomia uomo/animale senziente. La protagonista dai capelli ramati, con l'ausilio di una strega e della magia, trasforma la madre in un orso grazie a un sortilegio. Questo è l'esatto momento che ha dato la possibilità ad animali e oggetti di comportarsi e atteggiarsi come esseri umani. La magia ormai scorre in modo vibrante sulla Terra e alcuni animali iniziano ad avere coscienza di sé. Nulla sarà più lo stesso e il percorso evolutivo inizia a prendere un percorso alternativo rispetto al pianeta su cui abitiamo. Con un balzo temporale si arriva, grazie a Gli Incredibili, agli anni '50, momento in cui anche il mondo delle macchine, in particolar modo delle intelligenze artificiali, inizia la sua ribellione contro gli umani. Il villain Syndrome cerca di uccidere i supereroi con l'aiuto dell'Omnidroide 10.000, alimentato dall'Energia di punto zero.

La vittoria dei supereroi e l'esplosione della macchina infernale sembrano aver messo la parola fine ai piani apocalittici, ma è solo l'inizio di una fine inesorabile. L'esplosione dell'Omnidroid rilascia nell'aria potenti radiazioni energetiche. Le particelle provenienti dalla distruzione della macchina si perdono nell'aria e vengono assorbite da milioni di macchine. Lampade, computer, automobili e giocattoli iniziano ad animarsi, ricoperti dai pulviscoli carichi di energia. In una delle scene del film si intravede, ancora inanimato, quello che sarà Doc Hudson in Cars. I robot dunque iniziano a imparare, studiano gli umani, assimilano e covano la loro vendetta.

Un passo indietro per l'uomo, un grande passo per le macchine

Una delle prime forme di vita senzienti sono, come anticipato, i giocattoli e in Toy Story si vedono gli effetti delle scorie dell'Omnidroide. I personaggi del film vivono già con regole e assetti comportamentali ben precisi e nel film si scopre ben presto il ruolo fondamentale dell'amore umano, che genera un'energia incredibile, capace di dar vita a oggetti inanimati, proprio come l'energia di punto zero. Nel film compare per la prima volta il logo della benzina Dinoco, che si scoprirà essere un sottoprodotto della megacorporazione della Buy n Large, da sempre nemica del pianeta Terra, con il costante obiettivo di comprometterne le sue risorse naturali.

Come si chiama la corporation che vuole comprare la casa del protagonista di Up? Proprio Buy'n'large. Nel film, grazie all'antagonista Charles Muntz e il suo esercito di cani, si scopre ancora una volta che gli animali stanno diventando sempre più intelligenti. Si intravede anche per la prima volta Lotso, antagonista di Toy Story 3 e emblema del lato oscuro dei giocattoli senzienti. Proprio Lotso scopre che dietro all'amore umano si cela unicamente un interesse personale e inizia quindi a covare rancore verso il genere umano, che invece stava vivendo un momento di pace e armonia con le altre "specie". Nel frattempo la Buy'n'Large continua ad assimilare nuove aziende e nuovi settori, inquinando sempre di più la terra e i mari. Ed è proprio sott'acqua che si vedono i primi risultati negativi della devastazione umana nei confronti del proprio pianeta. I pesci di Alla ricerca di Nemo sono vittime dell'inquinamento e manifestano sempre più insofferenza nei confronti dell'uomo.
A spargere la voce della travolgente e sempre più invasiva intelligenza animale, secondo Negroni, sarebbe stato Chef Skinner in Ratatouille, che alla fine della pellicola avrebbe chiamato Charles Muntz (!) di Up per metterlo al corrente dei poteri degli animali e dei possibili risvolti.

Colpo di scena dal futuro

Il futuro secondo Jon Negroni ha connotati del tutto apocalittici per il genere umano. La Buy'n'Large, ormai padrona di qualsiasi terra e oggetto, costringe i pochi uomini superstiti a emigrare nello Spazio. Il pianeta Terra è talmente inquinato da essere inabitabile, l'uomo è totalmente assoggettato dalle macchine e ha dimenticato completamente il proprio passato. È il 2805 e questi eventi sono narrati in Wall-E. Una speranza arriva nel finale, in cui sul nostro pianeta ricompare una piantina che, dopo essere cresciuta, ritroveremo in A Bug's Life sotto forma di un grande albero, che ospita la colonia delle formiche protagoniste del film. Nel franchise di Cars si denota ancora una volta l'assenza del genere umano sulla terra e si fa riferimento a una crisi petrolifera, a cui fa seguito la scoperta di una nuova energia da parte della Allinol, sussidiaria dell'onnipresente BNL.
L'ingegnosa e bizzarra teoria di Negroni trova il suo punto finale e la sua apoteosi con Monsters e co, ambientato tra il 4500 e il 5000. In questo futuro remoto gli animali, colpiti dalle radiazioni e dagli infernali gas di scarico, si sono evoluti e trasformati in mostri dalle assurde sembianze. Come gli uomini migliaia di anni prima, i protagonisti del film vivono le conseguenze negative di una crisi energetica e sono costretti a sfruttare le urla degli umani per generare nuova energia.

Umani che vengono raggiunti tramite... macchine del tempo. Le porte usate dai mostri sono infatti un punto di collegamento con il passato, in un'era in cui gli uomini vivono ancora sulla Terra. È in Monsters e Co. che si verifica il punto di raccordo di tutto. Boo, la bambina protagonista del film, va alla ricerca di Sulley attraverso le porte/macchine del tempo. Non essendo in grado di settare il punto di approdo, Boo ne prova diverse, e in una di queste giunge fino al Medioevo. Catapultata in Scozia, passa molto tempo in una casa di legno in cui realizza una scultura con le sembianze di Sulley. Ed è lì che incontra una ragazza dai capelli rossi chiamata Merida, perché la strega di Brave è in realtà Boo di Monsters e Co.!
L'autocitazionismo Pixar nasconde quindi la totale interconnessione delle sue pellicole? O sono semplici easter egg? In ogni caso il potere dell'immaginazione mostra ancora una volta le sue potenzialità. E finché c'è fantasia, tutto è possibile.