Pitch Black e The Chronicles of Riddick: quando il buio diventa un'arma

La saga di The Chronicles of Riddick è riuscita a guadagnarsi una nutrita schiera di fan, grazie soprattutto a Pitch Black, diventato nel tempo un cult.

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A volte, determinati progetti indipendenti si trasformano in qualcosa di più, arrivando addirittura a mutare totalmente nel corso del tempo, senza però perdere i propri elementi distintivi.
La saga di The Chronicles of Riddick, opera sci-fi con protagonista Vin Diesel e diretta da David Twohy, rappresenta se vogliamo una sorta di punto d'incontro tra l'indie e il mainstream, dato che le pellicole finora uscite (con una quarta in arrivo) contengono al loro interno due anime differenti che andremo ad analizzare di seguito.

Dove li prendo occhi come i tuoi?

Pitch Black, il primo film della trilogia, può essere considerato senza problemi un cult della fantascienza recente, per merito soprattutto di Richard B. Riddick, l'iconico antieroe protagonista interpretato da Vin Diesel.
La pellicola vede un gruppo di superstiti (miracolosamente scampati alla distruzione dell'astronave su cui si trovavano) costretti a collaborare tra loro nel tentativo di lasciare l'ostile pianeta su cui sono finiti.
Riddick, da subito, riesce a catalizzare l'attenzione su di sé per via del suo atteggiamento sprezzante e a tratti misterioso; il personaggio, infatti, presenta numerose caratteristiche comportamentali in grado di farlo apparire come un antieroe in piena regola da cui tutti vogliono (e devono) stare alla larga. Nonostante il protagonista sia un pericoloso assassino, la pellicola non punta a demonizzarlo, quanto invece a renderlo un male necessario con cui tutti, prima o poi, devono fare i conti.
Il concetto stesso di moralità viene messo continuamente in discussione all'interno del film, dato che fin dall'inizio le pedine coinvolte attuano delle scelte discutibili atte al conseguimento di un unico obiettivo: sopravvivere.

Ed è proprio il naturale istinto di conservazione a diventare il trait d'union dell'opera, dato che da un certo punto in poi, quando i sopravvissuti capiscono di non trovarsi su un pianeta disabitato, tutto cambia.
Pitch Black riesce così a risultare accattivante pur senza contare su budget esosi, sfruttando ogni limite non come un freno ma, anzi, come un punto di forza, arrivando in alcuni casi ad avvalersi di alcuni stilemi tipici del genere horror, riuscendo, in più di una scena, a creare anche una buona dose di suspense giocando semplicemente con le ombre e il non visto.
Lo stesso look del protagonista, su cui svettano sicuramente gli iconici occhiali speciali utili a proteggergli la vista, risulta minimale ma al tempo stesso d'impatto, capace di rimanere impresso nella memoria dello spettatore anche a distanza di anni proprio per via della sua semplicità.
Tra i vari macrotemi presenti, uno dei più importanti è sicuramente quello legato al concetto stesso di moralità; Riddick infatti, pur sfoggiando a più riprese la sua indole spietata e a tratti insensibile, nasconde dentro di sé ancora un briciolo di umanità.
Allo stesso modo i comprimari, nel proseguire della trama, fanno venire alla luce tutti i loro segreti in un continuo ribaltamento di ruoli tra buoni e cattivi, regalando anche diversi colpi di scena ben congegnati in grado di tenere sempre alta l'attenzione dello spettatore.
L'oscurità dell'anima, della mente (e anche del cuore) diventa quindi una tematica ricorrente in grado di presentare numerose chiavi di lettura sia dal punto di vista stilistico che concettuale, capace di far riflettere chiunque sul significato stesso di sopravvivenza e di fiducia reciproca.

Riddick, presentato fin dal primo momento come il problema più grande all'interno della comunità di sopravvissuti, assume via via il ruolo della guida a cui tutti affidano la propria vita. La sua capacità di vedere nell'oscurità (che però ha reso i suoi occhi ipersensibili alla luce) diventa quindi la metafora perfetta del dualismo di fondo che contraddistingue la pellicola e i suoi personaggi.

Ciò che uccidi rimane a te

Nel secondo capitolo della saga, The Chronicles of Riddick, il regista David Twohy, grazie anche a un budget molto più imponente rispetto al passato, decide di ampliare l'universo narrativo di Pitch Black gettando le basi per una space opera articolata e ricca di spunti interessanti.
I Necromonger, un agguerrito esercito di conquistatori interstellari guidati dallo spietato Lord Marshall, diventano così la nuova minaccia da affrontare, perché capaci di distruggere interi pianeti senza particolari sforzi e determinati più che mai ad assoggettare chiunque al loro credo.
Seppur il secondo film non sia stato apprezzato particolarmente né dalla critica né dal pubblico (almeno durante la sua uscita), risulta comunque solido e in linea generale privo di sbavature.
Il ritmo della narrazione è sostenuto, grazie anche a un incipit d'effetto capace di presentare i nuovi nemici come una minaccia insormontabile che nessuno sembra in grado di fermare, caricando l'intero film di una dimensione a tratti solenne e vicina, in alcuni casi, anche all'epica fantasy.
Nel momento in cui l'azione si sposta su Crematoria, un pianeta prigione dove le temperature arrivano a picchi di 700 gradi, la pellicola riesce poi a dare il meglio di sé, integrando molto bene le vicende personali di Riddick alla minaccia interplanetaria rappresentata dai Necromonger.

Il protagonista interpretato da Vin Diesel, pur mantenendo più o meno tutte le caratteristiche viste in precedenza, risulta però addolcito rispetto al passato.
Il cambiamento di Riddick è quindi conseguente (e se vogliamo funzionale) all'ampliamento della trama; se infatti in Pitch Black il protagonista rappresentava un'incognita soprattutto per la sua innegabile pericolosità, nel nuovo film viene invece messo al centro di una profezia che lo innalza a salvatore universale.
Riddick è così portato a combattere una guerra che non è la sua tentando al contempo di risolvere questioni lasciate in sospeso dopo gli eventi del primo film, perdendo sicuramente un po' della sua cattiveria in favore di una maggiore umanità. Se è vero che la sua abilità caratteristica, cioè quella di vedere al buio, durante tutto l'arco del secondo film non appare fondamentale come in passato, in linea generale l'antieroe risulta comunque ben caratterizzato.
La sua indole da predatore ferale, presente fin dalle origini, viene infatti ribadita esplicitamente da lui stesso proprio durante la nuova avventura, durante la scena in cui riesce ad ammansire una feroce creatura presente nel carcere di Crematoria, sostenendo, semplicemente, che è una cosa tra animali.

Ho fatto l'errore più grande di tutti... mi sono civilizzato

Dopo uno stallo produttivo durato quasi dieci anni, David Twohy e Vin Diesel sono infine riusciti a rivitalizzare la saga, tornando se vogliamo alle origini con il film Riddick.
Il terzo capitolo, uscito nel 2013, può essere considerato a tutti gli effetti come un remake del primo (mascherato però da seguito).
La pellicola riesce comunque a risultare interessante per tutta la prima metà, con un Riddick intento a sopravvivere su un pianeta ostile dopo essere stato tradito dagli stessi Necromonger di cui era al comando.

L'espansione dell'intera saga, e quindi della trama generale, viene messa in pausa anche per via di un budget molto inferiore rispetto al secondo capitolo, che ha portato lo stesso Twohy a giocare nuovamente per sottrazione, seppur in qualche punto si avverta un utilizzo eccessivo della computer grafica.
Riddick risulta come al solito ben caratterizzato, capace di decimare senza problemi i propri avversari trovando anche il tempo di fare lo spaccone con le sue caratteristiche minacce ammantate da un velo di macabra ironia. Peccato che il regista non abbia puntato su un qualcosa di realmente innovativo, ricalcando invece la struttura narrativa vista nell'episodio originario della saga, che dona a tutta la seconda parte una marcata sensazione di già visto.
Nonostante un finale buonista e sicuramente non in linea con il personaggio, nella sequenza conclusiva uncut è invece possibile vedere Riddick intenzionato più che mai a vendicarsi di Lord Vaako (personaggio presente fin dal secondo film) nell'Oltreverso.
Per scoprire i nuovi risvolti della trama non resta quindi che attendere il nuovo capitolo già annunciato, Furia, che si focalizzerà sulle origini del personaggio e la nuova serie TV dedicata, che invece proverà a espandere la lore della saga in varie direzioni.

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