Pirati dei Caraibi, uno sguardo all'immortale franchise piratesco della Disney

Sta per torna al cinema il celeberrimo pirata Jack Sparrow con una nuova ed incredibile avventura fra i sette mari. Ripercorriamo la saga cinematografica.

Pirati dei Caraibi, uno sguardo all'immortale franchise piratesco della Disney
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Nessuno credeva al fatto che il franchise dei Pirati dei Caraibi potesse avere un tale impatto fra il pubblico. Il primo film risale al 2003 e fino ad oggi sono stati prodotti ben 4 lungometraggi mentre il quinto arriverà nei cinema dal 24 Maggio. Certo, non tutti i capitoli sono riusciti nella loro interezza, alcuni sono delle vere gemme altri un po' meno, eppure i Pirati dei Caraibi, capitanati da un affabile Johnny Depp al timone della Perla Nera, ancora oggi vengono etichettati come una fra le saghe a tema più riuscite degli ultimi anni e, soprattutto, uno fra i film più redditizi della Disney. Prodotto dal celeberrimo Jerry Bruckheimer, il film era in fase di progettazione fin dagli anni '90, quando c'era l'intenzione di realizzare un pirate movie che coniugasse il tema del fantasy e del mistero, ma la strada è stata in salita. Alcuni insuccessi come Corsari con Geena Davis e Waterworld con Kevin Costner, hanno fatto titubare le major. Solo nel 2002 quando Gore Verbinski viene ingaggiato come regista, la produzione parte ufficialmente. La Maledizione della prima luna, quando arrivò nelle sale nel 2003, fu baciato sia da un buon consenso di pubblico che di critica, il primo di una serie di film che hanno iconizzato il mito dei pirati, fra duelli cappa e spada, battute graffianti e personaggi dal grande appeal. Con una trilogia di successo alle spalle, un quarto film che cerca di rebottare il franchise (ma funziona a stento) e con un capitolo numero 5 che si appresta a debuttare sul grande schermo, ripercorriamo la saga de i Pirati dei Caraibi fra maledizioni, patti scellerati e forzieri fantasma.

La Maledizione della prima luna: dove tutto ebbe inizio

Era il 2003 quando il pirata Jack Sparrow ha fatto capolino, per la prima volta, sul grande schermo e da quel momento in poi niente è stato più lo stesso. Con l'intenzione di riprendere possesso della sua amata Perla Nera e con la convinzione di poter sfuggire ad un'assurda maledizione, il pirata coinvolge la dolce e tenera Elisabeth Swan e Will Turner in un'avventura fra i sette mari. E mentre fra i due giovani scoppia la passione, Jack Sparrow dovrà difendersi dalle insidie di Capitan Barbossa. In un mix ben congeniato di action e risate il primo film dedicato ai leggendari Pirati dei Caraibi si trasforma in poco tempo non solo in uno fra i più grandi incassi della storia del cinema ma, soprattutto, finalmente rende giustizia ad un gruppo di personaggi (i pirati) da sempre raffigurati come dei predatori violenti e senza nessun rimpianto. Un esperimento molto riuscito, che ha arricchito il background della Disney e, di conseguenza, ha fatto nascere un merchandising a dir poco sconfinato. Nel cast c'erano un indomito Orlando Bloom ed una bellissima Keira Knightley.

I pirati dei Caraibi 2, la Maledizione del forziere fantasma: un epico sequel

Il grande successo ottenuto dal primo film ha scatenato la febbre da sequel che, in questo caso, ha visto il frachise dei Pirati dei Carabi concretizzarsi in una trilogia. Il secondo è arrivato nelle sale solo nel 2006 ed, a conti fatti, non solo ha continuato a mietere consensi da parte del pubblico, ma ha continuato ad allargare l'universo narrativo che è diventato quasi senza controllo. Fatti realmente accaduti, come la Compagnia della Indie Occidentali, ed una forte componente fantasy, hanno permesso ai sequel di esplorare orizzonti del tutto inediti. Trovare quindi un forziere fantasma, uccidere il diabolico Davy Jones e la flotta dell'Olandese Volante, e salvare Jack da un destino atroce, è il leitmotiv del film. Attorno a questo plot, c'e modo di spaziare ed alzare il velo sul passato di Will Turner. Oggettivamente, potendo contare su una narrazione più corposa, La Maledizione del Forziere Fantasma risulta essere un sequel perfetto, ancora più avventuroso, ancora più divertente rispetto al precedente, avendo il pregio di aver estremizzato alcune situazioni e, soprattutto, tratteggiato un contesto storico ben più coeso. Da capogiro è stato il finale che ha visto il pirata Jack e la Perla Nera finire fra le fauci del Kraken.

I pirati dei Caraibi 3, ai confini del mondo: un finale indimenticabile

Dell'anno successivo è il terzo film, quello che apparentemente avrebbe dovuto concludere la trilogia iniziata qualche anno prima, ma come sappiamo il fenomeno non ha smesso di esistere. Questo è un film diverso dai precedenti, che conserva l'intrattenimento puro e semplice solo negli ultimi 40 minuti (indimenticabile è lo scontro finale con il diabolico Davy Jones mentre Will ed Elizabeth si scambiano le promesse). Ai confini del mondo infatti è un lavoro più didascalico, introspettivo, che scava profondo nell'indole dei personaggi (soprattutto in quello di Jack Sparrow) è costellato di citazioni, di alleanze, di patti scellerati, sogni e desideri. Una scelta opinabile, questo è pur vero, ma se contestualizzata con la natura stessa del film, il capitolo finale della trilogia non poteva essere chiuso diversamente. Tutto ha funzionato in maniera perfetta, dalla ricerca forsennata di Jack Sparrow, caduto in un limbo senza fine, alla resa di Davy Jones fino ad un risvolto inaspettato che legava il pirata ad un'antica divinità degli oceani. Il finale quindi convince nella sua interezza, ma purtroppo le major cominciano seguire il bieco denaro, ed anche il franchise dei Pirati dei Caraibi cade nella morsa della mercificazione.

I pirati dei Caribi 4, oltre i confini del mare: un re-start che non emoziona

Con un cast totalmente rinnovato, via la Knightely e Bloom e dentro Penelope Cruz ed Ian McShane, il capitolo numero 4 delude nettamente le aspettative. Il franchise infatti perde il suo inconfondibile appeal, la comicità graffiante, spensierata e l'azione più frenetica a discapito di un plot lento, discontinuo e fin troppo arzigogolato. La ricerca dell'Elisir di lunga vita mette in scena una serie di eventi che portano Jack Sparrow a scontrarsi con una piratessa tutto pepe, ora in combutta con il celeberrimo Barbanera. Fra lacrime di sirena, complotti e corse forsennate in mare aperto, il re-start de i Pirati dei Caraibi non trasmette più quelle forte emozioni a cui eravamo abituati, è un film piatto che annoia e non diverte, snaturando le intenzioni iniziali. Neanche un flebile 3D regala la verve giusta ad un lungometraggio che era già di per se molto deludente. Con un budget triplicato, ai botteghini è sopravvissuto appena, incassando solo la metà dei soldi che sono stati messi in cantiere, ma ‘La Vendetta di Salazar' (nei cinema dal 24 maggio) apre uno spiraglio su un franchise che - pare - essere finito nel dimenticatoio.

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