Pirati Dei Caribi, Johnny Depp è pronto a riprendersi Jack Sparrow?

Ora che Johnny Depp è stato riabilitato agli occhi del pubblico potrebbe andare a riprendersi il ruolo di Jack Sparrow, a patto che lo voglia davvero

Pirati Dei Caribi, Johnny Depp è pronto a riprendersi Jack Sparrow?
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Da quella che è stata una scazzottata mediatica, Johnny Depp ne è emerso vincitore. L'attore americano, per anni feticcio di Tim Burton, ha visto la propria figura riabilitata agli occhi del pubblico, spogliata di quel mantello di violento e di misogino che gli era stato fornito non appena l'ex moglie Amber Heard aveva deciso di portarlo in tribunale. Alla fine la giuria ha stabilito che Depp dovesse sedersi dal lato della ragione, pur dovendo risarcire l'altra parte di 2 milioni di euro per un'accusa che non sussisteva. Invece, la Heard dovrà dare a Depp 15 milioni di euro. Una svolta epocale in un processo mediatico che aveva spinto l'attore fuori da Hollywood, lontano dal personaggio di Gellert Grindelwald nella saga di Animali Fantastici e che sembrava destinato a ripercorrere le orme di Kevin Spacey, guadagnandosi l'oblio cinematografico. Ora le carte sono pronte a essere rimescolate.

Dalla magia all'oceano

È indubbio che se in Animali Fantastici difficilmente avremo modo di rivedere Jhonny Depp, soprattutto dopo che il personaggio di Grindelwald ha trovato in Mads Mikkelsen un interprete più fedele a quanto J.K. Rowling desiderava (recuperate a tal proposito il nostro speciale sul personaggio di Grindelwald), per Pirati dei Caraibi, franchise Disney che si è legato alla figura di Jack Sparrow, il discorso è ancora molto aperto.

Depp ha dichiarato di non voler più riprendere quei panni, ma la forza dei fan potrebbe spingerlo a cambiare idea e a rivedere i suoi piani. La saga aveva di per sé concesso a Johnny di dare una spinta alla sua carriera, più di quanto gli stesse permettendo di fare Tim Burton, che pur coinvolgendolo in film di prima fascia, non lo aveva ancora consegnato nelle fauci del grande pubblico. Quando nel 2003 Depp si ritrovò a esordire nella serie prodotta da Jerry Bruckheimer e basata sull'omonima attrazione dei parchi Disney, il pirata Jack Sparrow conquistò tutti, facendo diventare iconiche anche alcune delle sue battute più peculiari: non è un caso che l'internet tutto abbia celebrato la vittoria in tribunale dell'attore citando proprio il pirata Jack. Dopo la prima trilogia (La maledizione della prima luna, La maledizione del forziere fantasma, Ai confini del mondo) la saga aveva, però, subito una piccola flessione, soprattutto nel momento in cui sembrava non ci fosse più niente da raccontare e tutti gli antagonisti di Sparrow avessero oramai esaurito la loro verve. Dopo lo scontro con Armando Salazar (Javier Bardem) tutto si era ridotto a un continuo ricorso storico, che però metteva all'opposto di Jack personaggi non altrettanto interessanti, almeno non quanto il vecchio rivale Barbossa o il temibile Davy Jones.

La fuga di Jack Sparrow

Proprio per questo motivo Depp aveva cercato di evadere da quel personaggio e da quella saga, per evitare di ritrovarsi risucchiato in un sesto film che lo avrebbe definitivamente affossato. Questo perché un'ulteriore iterazione di Pirati dei Caraibi è attualmente in produzione, pur essendo orfani al momento di maggiori informazioni sul contenuto.

Tra l'altro Bruckheimer ha dichiarato che sarebbe pronto a riportare la saga al cinema con anche un settimo film e che uno dei due - ancora non è noto quale - potrebbe avere come protagonista Margot Robbie, che presto porterà sul grande schermo il mito di Barbie. Nella stessa intervista lo storico produttore ha anche parlato di Depp, specificando che in quel momento specifico non ci sarebbe stato alcuno spazio per un cameo dell'attore, ma che il futuro sarebbe "tutto da decidere". Un chiaro spiraglio - o almeno così abbiamo voluto interpretarlo - per ammettere che senza un giudizio ufficiale sarebbe stato impossibile condannare anzitempo l'attore. Hollywood, sospinta dalla potenza dell'opinione mediatica e pubblica, ha visto più volte decadere quel principio sul quale si basa il diritto occidentale della presunzione di innocenza: Depp, così come tanti altri prima di lui, anche in Italia, si è ritrovato a essere colpevole ancor prima di essere entrato in tribunale, dove poi è stato dimostrato di essere vittima di un raggiro a opera dell'ex moglie. Senza voler entrare in discussioni riguardanti le problematiche sociologiche che scaturiscono in questo tipo di atteggiamento da stadio, sembra chiaro che in questo momento Johnny meriterebbe una riabilitazione anche legata a quello che è il suo rapporto con il suo mestiere, con la sua carriera.

Parola alla Disney

Con tre nomination agli Oscar come miglior attore protagonista (La maledizione della prima luna, Neverland e Sweeney Todd), la sua vastissima filmografia non è esente da scivoloni e da film che forse anche lui vorrebbe cancellare dalla memoria storica. Nonostante questo, il talento di Depp non è in discussione, il suo trasformismo nemmeno e la capacità di traslare dal drammatico (come nel recente Arrivederci professore) al musical (Sweeney Todd su tutti) fino alla maschera carnevalesca di Jack Sparrow, passando per il viscido Grindelwald, pone Depp in quel novero di interpreti che meritano un riconoscimento dalla storia. Tornare nei panni del pirata più amato dell'universo Disney significherebbe per lui accontentare un'enorme fetta di pubblico che non vedrebbe l'ora e che sarebbe più che pronto a tornare al cinema sulla fiducia, solo per rivedere Sparrow, al di là di quella che potrebbe essere la qualità del film stesso.

Un'operazione di marketing che, tendiamo a essere sicuri, in Disney hanno già fiutato, al di là delle dichiarazioni che gli ex dipendenti sono arrivati a fare (ricordate le parole di un ex dirigente Disney?). Potrebbe essere il punto di ripartenza per un attore che torneremo a vedere sul grande schermo tra qualche anno, in attesa che qualche produzione possa nuovamente coinvolgerlo in un ruolo da protagonista: perché è lì che è giusto che Depp stia, ora che la giustizia ha fatto il suo corso e che nessun processo mediatico potrà più incatenarlo prima del tempo.

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