Pinocchio e Peter Pan, cosa ci dicono le prime immagini live action

Disney ha svelato qualche dettaglio dei prossimi live action, per raccontarci con attori in carne e ossa Pinocchio e Peter Pan.

Pinocchio e Peter Pan, cosa ci dicono le prime immagini live action
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Durante l'assemblea degli azionisti della Walt Disney Company tenutasi nel corso di questa settimana, l'azienda ha mostrato le prime immagini dei due prossimi live-action Disney in uscita nel corso del 2022, nell'attesa di tornare al cinema con La Sirenetta nel 2023. I due film sui quali si concentrerà la distribuzione di Disney+ sono quelli di Peter & Wendy e Pinocchio, con il primo che aveva saputo far perdere le proprie tracce nell'ultimo periodo, ma è pronto adesso a tornare di grande attualità, nell'attesa dell'annuncio della sua uscita ufficiale. Andiamo, insieme, ad analizzare queste prime immagini per meglio comprendere cosa dobbiamo aspettarci dai prossimi titoli della Casa di Topolino.

Una vilissima mosca

Basato sul romanzo di James Matthew Barrie, in originale noto per l'appunto come Peter & Wendy, il live action della Disney si concentrerà proprio su quel segmento narrativo, senza andare a inventare nulla di nuovo: nessun tentativo di raccontare la genesi del personaggio o di scivolare su territori impervi ed errori madornali come fatto da Joe Wright con il suo Viaggio sull'isola che non c'è (recuperate la nostra recensione di Pan). Nessun Barbanera, che non appartiene a nessuno dei momenti raccontati da Barrie se non per contestualizzare il passato di James Hook, nessun ballo al ritmo dei Queen. È il 1700, d'altronde.

Nelle prime immagini che ci sono state mostrate abbiamo la possibilità di entrare in contatto con quelli che saranno due dei tre principali protagonisti della vicenda: da un lato Peter Pan, dall'altro il più temuto pirata di sempre, James Hook. Nei panni del folletto vestito di verde c'è Alexander Molony, che appare già con la spada sguainata in direzione di qualche avversario.

L'ambiente nel quale si trova potrebbe essere tanto la stanza da letto di Wendy, nella Londra dove Peter Pan andava a raccattare i suoi bambini sperduti, quanto un anfratto della sua caverna nell'albero, il nascondiglio irraggiungibile e introvabile, se non per il suo esercito e per Trilli. La credenza e l'aspetto molto rurale suggeriscono proprio la seconda versione dei fatti, mentre il volto di Molony appare corrucciato, preoccupato, come se in quella scena stesse fronteggiando un avversario, l'unico che abbia mai realmente temuto in alcuni momenti della sua vita: James, per l'appunto.

Da Ethon, per servire l'Uncino

A dar vita a quel pirata che lo stesso James Barrie non fu in grado di caratterizzare (o non volle) sarà Jude Law. Nell'immagine che ci viene fornita lo vediamo sguainare la spada con la mano sinistra, mentre l'uncino è collocato sulla destra. Una finezza non da poco, in questo contesto, perché nel classico Disney la mano tagliata da Peter Pan è la sinistra, l'arto del diavolo, costringendo James a brandire la spada con l'altra. In realtà Barrie ci raccontava che il folletto tagliò la mano destra del suo avversario, costringendolo a usare l'arma con quella che era realmente la sua mano, essendo mancino. La volontà di abbracciare la continuità del romanzo piuttosto che quella edulcorata da Walt Disney è un segno di grande rispetto nei confronti di un personaggio che non poteva nascondersi dietro il suo essere mancino, nonostante fosse il 1700.

Ciò che sorprende è il vestiario, la scelta dei costumi: nonostante quella brandita sia la mortuary sword, la spada dall'elsa a cesto, che era tipica del periodo e di utilizzo inglese sotto il comando di Oliver Cromwell, il resto dell'abbigliamento sembra molto distante dal canone. Il mantello indossato, o più in generale le sue vesti, erano di colore cremisi, tendente al vinaccia, un rosso non acceso ma nemmeno sbiadito. In poche occasioni lo abbiamo visto indossare il blu, ma soprattutto il suo cappello è sempre stato piumato, largo, imponente. La mise proposta nel live action ci sembra voler propinare una sorta di soldato dell'esercito napoleonico munito di bicorno, che prova a scimmiottare il Petit chapeau che fu proprio dell'Imperatore. Scelta atipica, nel momento in cui sarebbe stato possibile esaltare le vesti cremisi del Capitano.

A completare il cast, che però non abbiamo ancora avuto modo di incontrare, ci sarà Ever Anderson nel ruolo di Wendy, che sarà il terzo protagonista e personaggio centrale della vicenda. Lei, d'altronde, in Peter & Wendy è il motore dell'intera vicenda: sarà il suo voler cedere alla curiosità e al sogno di volare che scatenerà in James l'ultimo grande, diabolico, piano per poter avere la meglio su Pan. Prima, però, ci proverà rapendo Giglio Tigrato, interpretata da Alyssa Wapanatahk, mentre Jim Gaffigan sarà Spugna, il fedelissimo alleato di Hook. Nei ruoli di Michael e John, i due fratelli di Wendy, ci saranno gli esordienti Joshua Pickering e Jacobi Jupe. Compariranno, ovviamente, anche i genitori Darling, sia Agenore che Mary. Appuntamento su Disney+ entro la fine dell'anno, per un film che, nella sua collocazione da home video, potrebbe già essere partito con un freno a mano tirato.

Una stella cade

Arriviamo, così, a Pinocchio. Robert Zemeckis ci prepara all'ennesima storia del burattino ideato da Collodi - di cui non ne abbiamo mai abbastanza - , tra l'altro la seconda iterazione di sempre proveniente dagli Stati Uniti d'America dopo quella di Walt Disney nel 1940. Il secondo Classico realizzato da Walter Elias resta uno dei suoi maggiori capolavori, arrivato in un periodo in cui adoperare quella tecnica d'animazione era un azzardo, tra un litigio con suo fratello Roy e il sogno di realizzare quella follia chiamata Fantasia, per dare vita alla musica. Nel cuore di tutti resta quel cappello giallo con la piuma rossa, quello sguardo gioviale di un burattino che non decideva di uccidere il Grillo con una scarpata, né di bruciarsi le gambe davanti al camino. La storia di Disney era diversa.

Due anni fa è stato Matteo Garrone a realizzare la più fedele e recente opera cinematografica su Pinocchio, raccontandoci un film quasi del tutto pedissequo al romanzo di Collodi. L'esaltazione dell'unico grande picaro della nostra letteratura passava dalla scelta ponderata di abbracciare il grottesco e anche il sacro, riproponendo quelle analogie che lo stesso scrittore aveva riposto in Pinocchio accostandolo a Gesù Cristo, in particolar modo nella scena dell'impiccagione al campo dei miracoli. Con forte certezza, ci sentiamo di dire che Zemeckis non arriverà a proporci questo Pinocchio, bensì quello derivante dal Classico. Nessun "signor Tonno", nessun pescecane, bensì una balena, quel Monstro che tanto piacque a Disney, dal quale uscire facendole fare uno starnuto.

La rivoluzione di Ben Sharpsteen

D'altronde l'immagine parla chiaro: Pinocchio è proprio quello che Disney commissionò ad Albert Hurter, che si ispirò ad Arlecchino, la maschera del nostro carnevale, nello specifico illustrata da Carlo Chiostri. Il burattino diventava un clown, umanizzato da movimenti che lo stesso Walt volle, per contrastare la legnosità del pezzo di legno donato a Geppetto da Mastro Ciliegia. Fu, lo ripetiamo, una rivoluzione, un capolavoro che portò la firma di Ben Sharpsteen e Hamilton Luske. Proprio sul falegname ritroviamo il feticcio del regista, quel Tom Hanks che gli ha permesso di raccontarci l'epopea di Forrest Gump, stavolta chiamato a vivere l'emozione di un povero squattrinato orologiaio vestito alla tirolese, che si ritrova all'improvviso ad avere un figlio da accudire, oltre a Figaro e Cleo.

Con i suoi guanti bianchi, la piuma rossa sul cappello e i sandali marroni, Pinocchio emerge proprio dall'animazione del 1940, così come lo stesso Geppetto, con i suoi capelli bianchi arruffati e quella sua giacchetta in cuoio, probabilmente circondato da un numero indefinito di orologi a cucù, felice di aver realizzato il suo miglior burattino di sempre. La sua bottega richiama quella vista decenni fa, con un letto di fortuna allestito nelle retrovie. Pronto a uscire in streaming a settembre, su Disney+, il lungometraggio dovrà per forza di cose ricordarci la storia raccontata da Walt Disney, completando il cast con Joseph Gordon-Levitt nei panni de Il Grillo Parlante, Cynthia Erivo come Fata Turchina e Keegan-Michael Key a fare la Volpe. Appare anche un nuovo personaggio, Sofia il Gabbiano, interpretata da Lorraine Bracco.

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