Perché lo Spider-Verse live action di Sony è un fallimento totale?

Dopo quattro film possiamo fare un'analisi del Sony's Spider-Man Universe e del suo disastro a livello di costruzione narrativa.

Perché lo Spider-Verse live action di Sony è un fallimento totale?
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"Ma nel Sony's Spider-Man Universe c'è fisicamente Spider-Man o no?" direbbe il caro vecchio Mariano Giusti di Boris. Perché siamo ormai arrivati al quarto film di questa costola dell'universo Marvel, se così vogliamo chiamarla, e se avete letto la nostra recensione di Madame Web sapete che Sony ha fatto un altro passo verso il nulla cosmico degli universi condivisi. Cosa stanno facendo esattamente con questo micromondo legato a Spidey senza Spidey? C'è un'idea di fondo oppure è un navigare a vista continuo basato su freddi calcoli economici?

Perché poteva passare la nebulosità del primo Venom, ma ora dopo il secondo capitolo, quella post-credit di Morbius al limite del legale (assieme al trailer con immagini poi non presenti nel film) e tutto Madame Web non possiamo che chiederci: Sony lo sta facendo apposta oppure no? E sappiate che ci saranno spoiler su tutti i film del Sony Universe, compreso Madame Web.

Spider-Man, dove sei?

C'è un elemento alla base di tutto che agli appassionati del genere fa ancora strano, ma che per qualche motivo sorregge il Sony Universe: i film sui personaggi legati a Spider-Man senza Spider-Man.

Il primo Venom aveva incassato 856 milioni di dollari in tutto il mondo, a fronte di un budget di circa 100 milioni, come a dimostrare che se qualitativamente il risultato era malriuscito almeno il box office ripagava. Sembra quasi che questo elemento abbia caratterizzato tutto il resto della produzione Sony in live action, che continua a fondarsi sullo Spider-Verse senza Spider-Man ma scendendo verso il gorgo del nulla cinematografico film dopo film. Non solo, iniziando a fare una specie di gioco al massacro con lo spettatore, sia con quello appassionato di MCU, cinecomic e quant'altro sia con quello meno dentro ai meccanismi degli universi condivisi. Perché se prima Venom sembrava sfiorare tangenzialmente il Marvel Cinematic Universe, poi Morbius ci finisce con la macchina dentro la carreggiata, creando un incidente stradale del quale ancora non si capiscono bene i danni, per poi tornare a Madame Web che sembra fare tutt'altro, ancora meno di Venom. Portandoci di nuovo alla domanda: Spider-Man, dove sei?

La scorrettezza verso lo spettatore di Morbius e Madame Web

Diciamo che ci siamo fatti andare bene l'esistenza di Venom in un universo parallelo, ci siamo divertiti con il giochino della post-credit di No Way Home (e il simbionte che rimane nel MCU) ma poi ognuno a casa sua. Morbius però ha iniziato a scherzare con il fuoco, inserendo richiami diretti a Spider-Man nel trailer (poi tolti dal film uscito in sala), sottolineando la sua presenza nello stesso universo di Venom e soprattutto proponendo una post-credit assurda.

L'Avvoltoio di Michael Keaton che finisce nell'universo di Morbius dopo i fatti di No Way Home (senza alcun motivo logico, fra l'altro) e lui che cita direttamente Spider-Man come "nemico" da sconfiggere per dare l'idea di una sorta di genesi dei Sinistri Sei. Peccato che Morbius ormai sia un antieroe buono e che Adrian Toomes non sappia nulla di quell'universo: Spider-Man evidentemente esiste ma finché non arriva lui nessuno l'aveva nominato, e soprattutto di quella post-credit non si è più saputo nulla e per ora non ha avuto alcuna conseguenza, se non quella di privare il Marvel Cinematic Universe di un gran bel villain. Morbius dava l'idea che ci fosse una visione condivisa di questo Sony Universe, raffazzonata, malgestita e pronta a portarsi via pezzi pregiati dei Marvel Studios, ma che almeno ci fosse. Madame Web ha invece sovvertito di nuovo le già basse aspettative. Il film non ha alcun riferimento ai precedenti lungometraggi del franchise, ed è pure stato confermato che si trovi in un universo ancora alternativo (come se ne servisse un secondo dopo quello di Venom e Morbius).

Ma la cosa peggiore è che non si inserisce in nessuna timeline relativa a Spider-Man, a un qualsivoglia Spider-Man, come se volessero ritentare il colpo gobbo al box office del primo Venom: budget contenuto e poche idee realizzate malissimo. Le tre Spider-Woman sono solo uno specchietto per le allodole, talmente tanto che nel film si vedono un minuto scarso in scene oniriche. Madame Web è il rovescio della medaglia della post-credit di Morbius: talmente irrilevante da non rischiare nemmeno di spostare una briciola del multiverso.

Sony e MCU

È innegabile notare un calo della qualità del Marvel Cinematic Universe dopo Endgame, e non staremo qui a elencarne ancora una volta i motivi, ma nei problemi oggettivi e un po' fisiologici che sta avendo la grande macchina di Kevin Feige rimane una visione, un'idea di fondo, un tentativo di tenere tutto assieme e dargli coerenza. Il Sony's Spider-Man Universe non ha nessuno di questi elementi, vive di rendita e di un probabile arrivo dell'Arrampicamuri, messo lì più come una spada di Damocle che gli spettatori vorrebbero colpisse tutti sulla testa che un motore di trama.

Un universo condiviso nato zoppo che nei suoi ultimi due lungometraggi utilizza mezzucci per convincere il pubblico a proseguirne la visione, ma l'audience già dopo il primo Venom ha dimostrato di avere poca pazienza per progetti raffazzonati di questo tipo. Non si sa quindi dove Sony voglia andare a parare, perché c'è la seria possibilità che Kraven faccia lo stesso giochino (qua il nostro commento al trailer di Kraven) e nient'altro, nuovo film copia-carbone degli altri. La situazione è talmente tanto sfilacciata e gestita male che c'è il rischio che nemmeno l'arrivo di uno Spider-Man possa salvare la bagnarola che affonda.

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