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Paul Bettany, il talento british protagonista di WandaVision della Marvel

Classe 1971, naturalizzato americano e alto più di 1 metro e 90: chi è l'amatissimo interprete dell'androide Marvel al cinema e in tv?

speciale Paul Bettany, il talento british protagonista di WandaVision della Marvel
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Andrà in onda domani, 22 gennaio 2021, il terzo e attesissimo episodio di WandaVision, prima serie originale live-action targata Marvel Studios e distribuita settimanalmente su Disney+. Come già visto nella premiere in due puntate, il progetto creato da Jac Schaeffer e diretto da Matt Shakman appare avanguardista e ambizioso, interessato non solo a portare avanti continuity e narrazione del Marvel Cinematic Universe ma anche a ragionare in senso stilistico e formale sul linguaggio audio-visivo stesso. Non a caso lo show è già stato etichettato in positivo come uno dei progetti più coraggiosi e interessanti dei Marvel Studios, per altro con un 97% di score su Rotten Tomatoes che lo rende la produzione Marvel con il plauso critico più elevato dell'intero Universo Cinematografico dell'etichetta.

Niente male per una serie appena iniziata e apripista del progetto espanso lato streaming del MCU, anche se bisognerà attendere la conclusione per capire bene e definitivamente come andrà a piazzarsi nella grande classifica dei titoli Marvel migliori di sempre. Una cosa è però certa: merito di questo successo si deve alle interpretazioni di Elizabeth Olsen e Paul Bettany nei rispettivi panni di Wanda Maximoff e Visione, e proprio dell'attore britannico vogliamo parlare oggi in queste righe, ripercorrendone brevemente vita e carriera.

Da supporto a protagonista

Anche se di "articolo di costume" si tratta, all'interno di questo speciale parleremo solo alla fine del costume vero e proprio che ha ridato fama e appetibilità a Paul Bettany. Gran parte del pubblico mainstream internazionale conosce infatti l'interprete proprio per il suo ruolo nei panni di Visione nel MCU, ma i cinefili mediamente interessati fino a quelli più esperti sanno perfettamente che la star è da sempre un attore di supporto spesso formidabile.
Nonostante sia ormai da tempo naturalizzato cittadino americano, Bettany ha i suoi Natali e la sua formazione artistica a Londra. Dopo il divorzio dei suoi genitori e la morte del fratello minore, Matthew (scomparso tragicamente a soli 8 anni a causa di un incidente), Paul Bettany lascia la sua casa e comincia a esibirsi per strada con la chitarra, vivendo con il poco che riusciva a guadagnare in un piccolissimo appartamento al centro della Capitale. Dopo aver lavorato un intero anno in una residenza per anziani, Bettany scegli di seguire finalmente il suo sogno e iscriversi alla Drama Centre of London, questo nonostante delle problematiche di lettura che vennero poi identificate come dislessia, per altro prima che lo stesso disturbo venisse clinicamente catalogato come disordine dell'apprendimento.


I suoi studi si concludono brillantemente e debutta a teatro in una parte importante nell'acclamato An Inspector Calls di Stephen Daldry, passando poi come ogni british actor d'estrazione accademica che si rispetti per le opere di Shakespeare (Riccardo III, Rome e Giulietta, Giulio Cesare). Dopo una serie di apparizioni di successo in televisione, Bettany fece le valigie e si trasferì a Hollywood.

Qui inviò una serie di provini per cominciare a districarsi tre le maglie degli studios, colpendo per il suo talento il regista Brian Helgeland, che lo scelse per un importante ruolo di supporto nel suo Il Destino di un Cavaliere al fianco di Heath Ledger, una parte ironica e anche istrionica, fondamentale come spalla e confidente del protagonista.

Intenzionato a far conoscere il talento sopraffino dell'attore, dopo la fine delle riprese del film e prima ancora dell'uscita nelle sale, Helgeland decide di girare il suo provino a diversi colleghi tra cui Ron Howard, che impressionato dalla bravura drammatica e generalmente recitativa di Bettany lo sceglie nell'immediato per un altro importante ruolo di supporto in A Beautiful Mind.

Qui siamo su tutt'altro livello: c'è emozione, c'è dramma, c'è una metrica cinematografica differente, più elevata. Nei panni di Charles Herman, Bettany dà nuovamente prova delle sue capacità attoriali, guadagnandosi prima il plauso della critica e poi l'affetto e la commozione del pubblico. Queste due felici esperienze riverberano velocemente tra gli autori internazionali, tanto che nel 2002, a un solo anno di distanza dai suoi due primi e importanti lungometraggi, l'attore gira uno dopo l'altro Dogville di Lars Von Trier e il superlativo Master and Commander di Peter Weir, recitando in due ruoli completamente agli antipodi ed entrambi meravigliosamente sfumati, carichi di sentimento e d'umanità, distorti o romantici che siano. Proprio grazie al film di Weir Bettany ottiene la sua prima e unica (purtroppo) candidatura ai BAFTA come Miglior Attore non Protagonista. Nello stesso anno d'uscita di Dogville e Master and Commander, comunque, Paul Bettany sposa anche Jennifer Connelly, collega conosciuta sul set di A Beautifil Mind con cui è ancora tutt'oggi legato e con la quale ha anche due splendidi figli, Stellan e Agnes Lark Bettany.

L'occasione dei casting per Wimbledon, commedia di Richard Loncraine, introduce l'attore a Jon Favreau nel 2004, che resta ammaliato dalla sua voce tanto da sceglierlo come doppiatore di JARVIS nel suo ormai storico e adorato Iron Man. Prima, però, Bettany veste i panni di uno dei personaggi che lo hanno reso finalmente riconoscibile dal grande pubblico: il monaco albino Silas de Il Codice Da Vinci, nuovamente diretto dall'amico Ron Howard.

Da qui in poi le sue scelte si fanno azzardate, cercando di spaziare tra i generi senza un filo qualitativo logico, passando dal fantasy con Inkheart all'action-thriller con Legion e Priest, fino alla fantascienza nel deludente Transcendence del 2014, film costato praticamente la carriera a Wally Pfister. Le cose cominciano a riassestarsi l'anno successivo, quando Joss Whedon ha la brillante intuizione di introdurre nell'ormai rodato Marvel Cinematic Universe il mitico Visione, immaginandolo come l'unione della coscienza virtuale di JARVIS, un corpo androide di ultima generazione e il potere della Gemma della Visione.

Essendo già il doppiatore di JARVIS, avendo le doti recitative adatte alla parte e anche un physique-du-role non indifferente con il suo metro e 91 d'altezza, Whedon sceglie ovviamente Bettany per la parte, rilanciandone sostanzialmente la carriera dopo sette anni di vagabondaggio infruttuoso tra lungometraggi di genere di scarso (se non nullo) successo. La parte rimane stabile e protagonista dei titoli crossover del MCU, da Civil War alla sua commovente dipartita in Avengers: Infinity War dei fratelli Russo, lasciando così che i fan della Marvel e la Visione di Bettany entrino lentamente e sempre più in confidenza, imparando a conoscersi. Questo progressivo avvicinamento ha dato modo agli appassionati di dare fiducia e interessarsi al grande talento drammatico e comico di Bettany, che finalmente può esprimere al massimo delle sue potenzialità in WandaVision, sorprendendo e lasciando infatti esterrefatti tutti, pubblico casuale e hard viewers.

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