Speciale Ouija: orrori a tavoletta!

L'horror d'esordio dell'effettista Stiles White arriva finalmente anche in Home Video: per l'occasione ripercorriamo le tappe fondamentali della tavoletta spiritica nella cinematografia di genere!

speciale Ouija: orrori a tavoletta!
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Prodotto, tra gli altri, dalla Platinum Dunes di Michael Bay, cui si devono i remake di Non aprite quella porta e Venerdì 13, in collaborazione con la Blumhouse Productions di Jason Blum, finanziatrice di saghe di successo quali Paranormal Activity, Insidious e The purge, Ouija, visto nelle nostre sale cinematografiche a inizio 2015, rappresenta l’esordio dietro la macchina da presa per lo sceneggiatore ed effettista Stiles White.
Finalmente disponibile in home video grazie a Universal, offre a coloro che lo hanno perso al cinema l’occasione di assistere alla raccapricciante vicenda dei cinque giovani amici che, interpretati da Olivia Cooke, Ana Coto, Douglas Smith, Daren Kagasoff e Bianca A. Santos, nel tentativo di mettersi in contatto con l’amica Shelley Hennig, a quanto pare morta suicida, decidono di ricorrere al diabolico strumento del titolo: una tavoletta che, corredata di un indicatore mobile chiamato planchette, riportante i numeri da zero a nove e tutte le lettere dell’alfabeto, viene tirata in ballo per le sedute spiritiche.
Decisione destinata a rivelarsi non poco fatale, in quanto finiscono per risvegliare gli oscuri poteri dell’oggetto, segnando soltanto l’inizio di un massacro orchestrato tra labbra cucite, tragiche cadute ed improvvisi spaventi garantiti dal consueto utilizzo del sonoro.

Non solo Spiritika...

Ma il film di White rappresenta soltanto l’ultimo esempio di celluloide ouijano, reso celebre da uno dei film che ha segnato la storia del cinema horror e non solo ovvero L’Esorcista, il cult datato 1973 e diretto da William Friedkin. Nel 2007, nella pellicola che rese celebre la casa di produzione di Jason Blum Paranormal Activity, vediamo ancora una volta apparire la tavoletta che deve il suo nome all’unione delle parole Oui e Ja, ovvero “si” nelle lingue francese e tedesca. Ma la tavoletta, apparsa in numerosi film del genere, entra a far parte del mondo cinematografico nel 1919 nel film muto Douglas Superstizioso, conosciuto anche come Quando le nuvole volano via.
Se gli spettatori più giovani potranno ricordare quel Long time dead che, diretto nel 2002 da Marcus Adams, si svolse in Inghilterra per raccontare la mattanza ai danni di un gruppo di ragazzi che evocarono per errore un jinn, spirito arabo di fuoco, già sedici anni prima Kevin S. Tenney fece della tavoletta l’elemento portante di Spiritika, incentrato su una pericolosa presenza richiamata dalla protagonista Linda alias Tawny Kitaen.
Lo Spiritika cui lo stesso Tenney ha dato nel 1993 il sequel Spiritika 2 - Il gioco del diavolo, riguardante una pittrice impegnata a scoprire l’assassino della precedente inquilina della casa in cui si era appena trasferita e con la quale era entrata in contatto, appunto, tramite una ouija; prima ancora che Peter Svatek, nel 1995, si dedicasse al terzo e ultimo capitolo della serie: A letto con il demonio, in cui ad entrare in possesso del temibile aggeggio fu un agente di borsa da poco licenziato ed andato a vivere con la moglie in un edificio gotico.
Aggeggio che, regalato per il suo diciassettesimo compleanno a Michael, ovvero Jon Michael Bischof, segnò l’inizio di una catena di omicidi nel messicano Don’t panic, firmato nel 1988 da Ruben Galindo Jr.
E, tra parodie, cortometraggi e altri esempi assortiti (la maggior parte dei quali mai distribuiti in Italia, come lo stesso lungometraggio di galindo Jr.), si potrebbe continuare ancora per molto, ma ci limitiamo a citare lo svedese Vem är du? di Jonas Skelterwijk, datato 2005 e con tre uomini e tre donne in una fabbrica di liquori abbandonata teatro anni addietro di un brutale omicidio, e lo spagnolo Nasciturus: El que va a nacer, concepito a sei mani, nel 2015, da Miguel Barreto, Sofía Guillén e Alberto Luengo.
Consueta storia di studenti universitari ed evocazioni di spiriti, quest’ultimo chiude la carrellata insieme a The ouija experiment e The ouija experiment 2: Theatre of death, entrambi concepiti da Isralel Luna e che, rispettivamente del 2011 e del 2015, provvedono a rincarare la dose di giovinastri e tavolette malefiche.

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