Oscar 2022: lo schiaffo di Will Smith è il simbolo di un evento disastroso

Tempi comici sbagliati, premiazioni snobbate via Twitter e il gesto shock di Will Smith: gli Oscar 2022 sono stati un disastro.

Oscar 2022: lo schiaffo di Will Smith è il simbolo di un evento disastroso
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La serata, in fondo, era già cominciata male. Quando, cioè, le voci sulla premiazione "off screen" di alcuni Premi Oscar (quelli più strettamente tecnici, ovvero Montaggio, Fotografia, Scenografia ed Effetti Visivi) si sono concretizzate in un'altra consapevolezza: che tali premiazioni venivano annunciate dal profilo Twitter dell'Academy durante il red carpet della cerimonia, praticamente quasi due ore prima che l'evento andasse in scena. La premessa desolante di questi Premi Oscar 2022 (Oscar 2022 all'insegna di Apple e Netflix, come dimostrano i vincitori), appesantita da uno show con pochissimi guizzi e tante ambiguità, coronate dallo scabroso gesto di Will Smith che colpisce Chris Rock in mondovisione.

Conduzione da dimenticare

Il gesto di Will Smith, associato al suo discorso subito dopo con la statuetta tra le mani, è la fotografia di una cerimonia brutta, imbarazzante e contradditoria. Rimango perplesso, molto, sulla conduzione, sui siparietti comici forzati, sulla necessità di sbeffeggiare l'altro, sul deriderne aspetti che potrebbero causargli sofferenza.

E comincia tutto sin dai primi minuti di una serata che già si preannuncia disastrosa, guidata dalle presentatrici e comiche Regina Hall, Amy Schumer e Wanda Sykes. Che ci provano in tutti i modi a strappare più di qualche risata, specie al pubblico del Dolby Theatre piuttosto che a quello davanti la TV. Provano a coinvolgere le star invitate, a tirare in ballo qualche proverbiale, inevitabile (e stancante) sketch sul COVID e sui tamponi. A prendere in giro The Last Duel (grande assente tra le nomination di quest'anno) o addirittura la mancata vittoria di Judi Dench, che se avesse strappato la statuetta come miglior attrice non protagonista (recuperate la nostra recensione di Belfast per scoprire il toccante film di Kenneth Branagh in cui recita) sarebbe diventata la più anziana vincitrice della kermesse.

Eppure persino la gag in salsa cosplay, vestite rispettivamente da Tammy Faye, Richard Williams e addirittura Uomo Ragno (scoprite i primi due nella recensione de Gli Occhi di Tammy Faye e nella recensione di Una famiglia vincente King Richard) sa di intermezzo scialbo, di siparietto da cabaret. Non prendersi sul serio va anche bene, a patto che non si sacrifichi l'importanza di una festa che dovrebbe celebrare il cinema in quanto linguaggio.

Un gesto fragile, un momento da condannare

La comicità, l'ironia e la satira dovrebbero fare di più, andare oltre la derisione del difetto, e questo lo penso da sempre, da molto prima dell'insulsa e deprimente gag di Chris Rock. Will Smith, come tutti, sbaglia, e come tutti mi auguro che paghi per questo sbaglio (l'Academy ha già aperto un'indagine sullo schiaffo a Chris Rock).

La sua reazione da Far West mi ha infastidito come uomo, perché è indubbiamente lo specchio di una mentalità che maschera l'ostentazione di un maschilismo tossico e possessivo dietro la facciata dell'eroismo, del padre di famiglia, dell'ossessione di proteggere, specie dopo la sua primissima reazione: inizialmente, in apparenza, divertita, tramutata in furia solo in seguito all'espressione di sua moglie Jada, che rotea gli occhi e guarda in alto, esasperata dall'ennesimo sfoggio di quella comicità da scuola media. Sia chiaro: l'istinto e i sentimenti possono spingere a fare qualcosa di inconsulto, specie se il tuo desiderio è proteggere la persona che ami. Noi non conosciamo il privato e l'intimità della famiglia Smith. Non sappiamo quanto Jada Pinkett soffra per la sua malattia, né sappiamo quanto suo marito l'abbia supportata in questo percorso.

Lo schiaffo di Will, la camminata prepotente, la mano nella cintura stile cowboy da saloon, sono atteggiamenti disarmanti. La scena che, purtroppo, immortala gli Oscar 2022 mi fa però ribrezzo in quanto essere umano, perché prima di tutto è stato un esercizio di violenza, e la violenza va condannata sempre, qualunque sia il tuo genere di appartenenza (nel frattempo sono arrivate le scuse ufficiali di Will Smith a Chris Rock). Will Smith che colpisce Chris Rock, la violenza ingiustificata che punisce selvaggiamente una comicità inopportuna e tossica, è il riflesso di una cerimonia che verrà ricordata per le sue bassezze.

Di una cerimonia che dovrebbe celebrare il cinema, e che invece sacrifica alcune premiazioni considerate "minori" (come se il Montaggio, la Scenografia e la Fotografia non fossero Cinema, come se non dettassero le basi fondanti del linguaggio cinematografico, che senza di essi non esisterebbe) in nome di uno spettacolo scialbo e deludente. Che dedica ampio spazio ai titoli più celebrati dall'utenza di Twitter, che è uno dei social meno imparziali di questa generazione, molto spesso regno di fandom e community altamente polarizzati, nel bene e nel male, e che non rappresentano in nessuno dei casi il pubblico medio, ma solo la loro parte più estremizzata.

E meno male che questi dovevano essere gli Oscar della ripartenza, del futuro. Forse è il momento di chiudere seriamente un capitolo, di aprirne un altro. Chissà se accadrà mai.

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