Oscar 2022: Apple trionfa su Netflix in una serata per nulla memorabile

La 94° edizione degli Academy Awards ha premiato I Segni del Cuore, ma sarà ricordata più per le polemiche e per il gesto di Will Smith.

Oscar 2022: Apple trionfa su Netflix in una serata per nulla memorabile
Articolo a cura di

Una cerimonia che passerà senz'altro alla storia quella degli Oscar 2022, forse più per Will Smith che colpisce Chris Rock in diretta che per il trionfo di CODA e di Apple. Certo, non sono mancate le polemiche ancor prima della celebrazione e, a nostro parere, è stato assurdo assegnare in anticipo i riconoscimenti ad alcune categorie da sempre considerate imprescindibili e di pari dignità rispetto alle più blasonate. Ci riferiamo ovviamente al fatto che otto statuette sono state assegnate in anticipo per snellire la diretta nella speranza che ne giovassero anche gli ascolti - si può consegnare "off-screen" l'Oscar alla Carriera a Samuel L. Jackson!? La beffa finale è stata l'annuncio dei vincitori via Twitter durante il Red Carpet.

Il fatto stesso che si possano percepire alcune categorie come "minori", in un'industria che è l'esemplificazione dell'impegno collettivo di maestranze diversissime tra loro per giungere ad un unico risultato, appare alquanto svilente (pesa come un macigno l'assenza in diretta di miglior montaggio, colonna sonora, scenografia, make-up e sonoro); non ci resta che vedere quali saranno le scelte dell'Academy alla luce dei risultati raggiunti. In ogni caso, dopo un'edizione per nulla memorabile, vittima di una cerimonia a tratti imbarazzante nella conduzione e soporifera in tutti i suoi frangenti, è giunto il momento di tirare le somme su vincitori e vinti.

La via più facile

La definitiva consacrazione di Netflix si è tramutata nel trionfo di Apple, che alla prima nomination conquista la statuetta più ambita con il suo I Segni del Cuore e di fatto sancisce il prestigio delle piattaforme streaming tra i membri dell'Academy, facendo da apripista. Non una vittoria indimenticabile, per una pellicola che ha tanto cuore, intrattiene con gusto, ma non è certo un capolavoro, né la migliore tra quelle in lizza.

L'Academy ha scelto, insomma, la via più facile, dopo che i PGA avevano bocciato Il Potere del Cane, seminando dubbi sull'ormai certo riconoscimento del titolo Netflix. A Jane Campion va comunque la meritatissima statuetta per la regia, portando orgogliosamente a tre il numero di registe vincitrici dell'Oscar, con buona pace degli eccellenti rivali Spielberg, Hamaguchi, Branagh e Anderson (la maledizione di PTA continua). Scelta di cuore, forse troppo, anche per la Miglior Sceneggiatura Non Originale a Sian Heder, il cui script era sicuramente il meno completo e drammaturgicamente elaborato tra gli altri in gara. Maggie Gyllenhall meritava infatti di più per il suo lavoro su La Figlia Oscura di Elena Ferrante, così come la Campion stessa, per non parlare del capolavoro di scrittura di Hamaguchi ed Oe, che hanno elevato esponenzialmente il racconto di Haruki Murakami in Drive My Car, che ha comunque sbaragliato la concorrenza come Miglior Film Internazionale, nonostante dispiaccia per l'eccellente opera di Sorrentino.

Kenneth Branagh ha distillato la sua infanzia nella tumultuosa Irlanda del Nord nel riuscito e delicato Belfast; per questo si è meritato la statuetta per la Miglior Sceneggiatura Originale, battendo Adam McKay e Paul Thomas Anderson. Summer of Soul si è aggiudicato il premio di Miglior Documentario, cancellando le pretese di Flee, rimasto a bocca asciutta al di là del suo record alle nomination agli Oscar 2022.

Tra monopoli e conferme

Sul fronte interpreti, molti pronostici sono stati confermati. E se Will Smith ha perso una buona occasione per rispondere al torto subito in maniera intelligente, magari proprio nel corso del discorso di ringraziamento per l'Oscar come Miglior Attore Protagonista, forse l'Academy avrebbe dovuto premiare un'interpretazione più meritevole, come quella di Andrew Garfield in Tick, Tick... Boom! o di Benedict Cumberbatch in Il Potere del Cane.

Per la Miglior Attrice Protagonista lo scontro era veramente aperto e, quindi, la vittoria di Jessica Chestain per Gli Occhi di Tammy Faye non sorprende, ma anche le colleghe Kidman, Colman, Stewart e Cruz avrebbero potuto ambire al medesimo riconoscimento. Ariana De Bose è l'ennesima conferma, questa volta come Miglior Attrice Non Protagonista, ma anche in questo caso il confronto era agguerrito e l'interprete si è guadagnata la statuetta con la struggente interpretazione di Anita in West Side Story, eguagliando il premio a Rita Moreno per il medesimo ruolo nel 1962. Meritatissimo l'Oscar a Troy Kotsur come Miglior Attore Non Protagonista, come già pronosticavamo nella nostra recensione de I Segni Del Cuore. Tornando a Netflix, al colosso di Reed Hastings non è andata bene nemmeno per quanto riguarda l'animazione, che aveva già visto scemare le possibilità di Flee. In questo caso il dominio incontrastato di Disney, con ben tre nomination su cinque, ha fatto valere la legge dei grandi numeri, con la vittoria del favoritissimo Encanto su I Mitchell Contro le Macchine. Lin-Manuel Miranda non conquista però la Miglior Canzone Originale, che è ufficialmente "No Time To Die" di Billie Eilish e Finneas O'Connell.

Monopolio di Dune sui premi tecnici; il film di Denis Villeneuve (ingiustamente snobbato tra i registi) si porta a casa gli Oscar per la Miglior Fotografia, Migliori Effetti Speciali, Miglior Colonna Sonora, Miglior Montaggio, Miglior Scenografia e Miglior Sonoro, lasciando i Migliori Costumi a Crudelia e il Miglior Trucco a Gli Occhi di Tammy Faye, il che spegne la polemica sul make-up di House of Gucci. Vero è che, nonostante i meritatissimi riconoscimenti a Dune, sarebbe stato interessante vedere premiati anche i meriti tecnici di Macbeth, West Side Story o La Fiera delle Illusioni.

Quanto attendi: Oscar 2022

Hype
Hype totali: 69
65%
nd