Oscar 2019: tutte le strade portano a Roma

L'Academy ha finalmente svelato le attese nomination per la novantunesima edizione degli Oscar, suscitando non poche polemiche.

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Nelle scorse settimane ci siamo divertiti a ricoprire il ruolo di Cassandra e stilare i pronostici per gli Oscar 2019, dalla categoria della miglior regia a quelle degli attori e delle attrici, da quelle per la fotografia e gli effetti speciali a quelle per le migliori sceneggiature, fino ad arrivare ovviamente a quella per il miglior film dell'anno. Ora, però, è finalmente arrivato il momento di fare sul serio.
Nella giornata di ieri 22 gennaio, infatti, Tracee Ellis Ross e Kumail Nanjiani hanno annunciato a nome di tutti i membri dell'Academy of Motion Picture Arts and Sciences le attese nomination ufficiali per la novantunesima edizione della Notte degli Oscar, che si terrà come sempre al Dolby Theatre di Los Angeles tra poco più di un mese, il prossimo 24 febbraio. Vediamo nel dettaglio chi si darà battaglia per le statuette.

Favoriti

Sarebbero dovute essere undici (davvero incredibile l'esclusione dalla categoria Miglior Montaggio, che ha voluto invece premiare Bohemian Rhapsody) ma anche con dieci nomination Roma si conferma il film da battere: l'opera di Alfonso Cuaròn, personale e universale al tempo stesso (nonché prima nomination al Miglior Film per Netflix), ha evidentemente conquistato il cuore di tutti i membri dell'Academy, e sarà presumibilmente lei a uscire dalla prossima Notte degli Oscar col maggior numero di statuette.
A mordergli le caviglie troviamo A Star Is Born, che nonostante la sorprendente esclusione di Bradley Cooper dalla cinquina dei migliori registi (al suo posto, a sorpresa, Pawel Pawlikwski di Cold War, rimasto fuori dai premi pre-Oscar) ha incassato comunque ben otto nomination, incluse quelle per il miglior attore protagonista (Bradley Cooper), per il miglior attore non protagonista (Sam Elliot), per la miglior attrice protagonista (Lady Gaga) e per il miglior film.
Dietro i due front-runner della serata si piazzano invece La Favorita di Yorgos Lanthimos e, a gran sorpresa, Black Panther di Ryan Coogler: solo Roma ha incassato più nomination della commedia nera in costume con Olivia Colman, Emma Stone e Rachel Weisz, che ne ha totalizzate ben dieci, mentre il cinecomic dei Marvel Studios ha messo insieme la bellezza di sette nomination.

Si tratta del numero più alto di candidature agli Academy Awards mai ottenuto da un cinecomic, nonché la prima nomination del nuovo genere cinematografico nella categoria miglior film dell'anno. Sicuramente un successo per Kevin Feige e soci, che hanno anche incassato la nomination per i migliori effetti speciali grazie allo straordinario lavoro tecnico che sorregge l'impianto filmico di Avengers: Infinity War.
Certo pensare che l'onore di una nomination al miglior film in passato sia stato negato a opere come Il Cavaliere Oscuro o Logan fa quantomeno sorridere. Era però da mesi che il vento soffiava in direzione Black Panther, quindi la sua forte presenza a questi Oscar 2019 può sorprendere solo i meno attenti.

Sorprese

Ce ne sono state davvero tante, quasi tutte negative purtroppo, a cominciare dalla quasi totale assenza di First Man - Il Primo Uomo, che ha ottenuto solo quattro nomination ed è stato completamente escluso non soltanto da regia, sceneggiatura non originale, attore, attrice e montaggio, persino da quelle per la fotografia e per la colonna sonora a Justin Hurwitz, due categorie nelle quali alla vigilia era quotato addirittura come favorito alla vittoria finale. Inoltre ci si chiede come mai, data la flessibilità della categoria miglior film - che può estendersi fino a includere dieci titoli - quest'anno i giurati abbiano deciso di limitarsi a otto candidati, lasciando fuori tanto Damien Chazelle quanto Se La Strada Potesse Parlare di Barry Jenkins (fermo a sole tre nomination).
Di contro, l'indecisione dei votanti nei confronti di film bellissimi dallo scarso successo al botteghino sembra aver giovato non poco a Bohemian Rhapsody, unico film fra tutti quelli candidati a non avere un regista ben definito. Evidentemente confuso dall'Academy con Opera Senza Autore di Florian Henckel von Donnersmarck, il film della 20th Century Fox è stato premiato con ben cinque nomination, inclusa quella a miglior film e miglior attore. Se sulle prime due si può discutere e le altre due (miglior sound editing e miglior sound mixing) appaiono più condivisibili, è invece completamente inspiegabile quella per il miglior montaggio, nomination negata non solo a First Man - Il Primo Uomo ma addirittura a Roma, che probabilmente avrebbe meritato la vittoria finale (Cuaròn, con quella al montaggio, avrebbe ottenuto cinque nomination personali e avrebbe superato il record di quattro istituzioni americane come Orson Welles e Warren Beatty, quindi ecco spiegato il misfatto).
Pawel Pawlikowski ha guadagnato punti agli occhi dell'Academy, che l'ha promosso alla cinquina dei migliori registi: la sua nomination nella categoria è sicuramente una delle più inattese, dato che per favorire lui i giurati hanno lasciato fuori Damien Chazelle, Barry Jenkins, Peter Farrelly (ma era prevedibile viste le recenti polemiche) e soprattutto Bradley Cooper, che aveva raccolto nomination in tutte le competizioni che hanno caratterizzato questa stagione dei premi. Nel frattempo, Spike Lee ottiene grazie a Blackkklansman la prima nomination alla miglior regia della sua carriera.

Un grosso punto interrogativo anche per l'assenza di Suspiria dalla categoria miglior trucco, escluso in favore delle due-acconciature-due di Maria Regina di Scozia, mentre fa piacere vedere il nome del leggendario Paul Schrader fra i candidati alla miglior sceneggiatura originale per First Reformed (un po' meno non vedere quello di Ethan Hawke fra i migliori attori protagonisti), fianco a fianco a quello di Joel e Ethan Coen, ripescati a sorpresa dall'Academy per La Ballata di Buster Scruggs, un po' dimenticato nelle premiazioni delle scorse settimane ma che qui torna anche fra i migliori costumi, la miglior sceneggiatura non originale e miglior canzone.
Gli appassionati Marvel e Star Wars possono invece gioire per le nomination ottenute da Spider-Man: Un Nuovo Universo e Solo: A Star Wars Story, rispettivamente candidati nelle categorie miglior film d'animazione e migliori effetti speciali; il film di Ron Howard non dovrebbe avere chance di spuntarla nella cinquina, schiacciato da Infinity War, First Man e Ready Player One, ma il film con protagonista Miles Morales potrebbe ottenere una storica e meritatissima vittoria e superare la prestigiosa competizione offerta da Isle of Dogs, Mirai, Gli Incredibili 2 e Ralph Spacca Internet.
Voi cosa ne pensate di queste nomination? Siete rimasti soddisfatti o delusi? E soprattutto, chi tiferete nella notte del 24 febbraio prossimo? Apriamo la discussione nella sezione commenti.

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