Oscar 2019: i favoriti per la sceneggiatura originale e adattata

In attesa della Notte degli Oscar 2019, diamo uno sguardo ai favoriti nelle due categorie per la miglior sceneggiatura.

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L'arte del raccontare storie si è indissolubilmente legata a quella cinematografica fin dalla nascita della seconda, e di conseguenza è facile capire perché ogni anno gli Oscar per le migliori sceneggiature siano sempre fra i più attesi.
Durante la novantunesima edizione degli Academy Awards quella degli script (original & adapted) sarà una competizione davvero agguerrita, con veterani delle nomination e novizi alla prima candidatura che si daranno battaglia a colpi di argute descrizioni e dialoghi brillanti, fino all'ultima parola: del resto il 2018 ha visto il grande ritorno di Spike Lee, nominato una sola volta (nel 1990) e che con BlakKklansman dovrebbe ottenere la sua seconda possibilità di vittoria, il genio dell'animazione Brad Bird che con Gli Incredibili 2 potrebbe ottenere la sua terza candidatura dopo Gli Incredibili (2004) e Ratatouille (2007), entrambi eletti miglior film d'animazione nei rispettivi anni, e poi ancora Josh Singer, che dopo aver vinto con Il Caso Spotlight e aver firmato la sceneggiatura di The Post, quest'anno è tornato alla carica adattando la biografia di Neil Armstrong per First Man - Il Primo Uomo di Damien Chazelle.
I nomi da prendere in considerazione sono davvero tanti, quindi senza ulteriori indugi buttiamoci nel nostro nuovo approfondimento.

Fa' la cosa giusta

È il titolo con il quale il regista e sceneggiatore Spike Lee ottenne la sua unica candidatura nella categoria per la miglior sceneggiatura originale, e la cosa giusta da fare per l'Academy sarebbe concedergli la seconda: Lee sarebbe stato nominato una seconda volta agli Oscar (nel 1998, ma per il miglior documentario con 4 Little Girl) e poi ne avrebbe addirittura vinto uno qualche anno dopo (nel 2016, ma onorario) e forse come mai prima d'ora è favorito alla vittoria finale con BlackKklansman: il film è stato accompagnato da ottime recensioni fin dalla sua anteprima mondiale a Cannes, dove ha vinto il Gran Premio della Giuria, e i nomi di Jason Blum e Jordan Peele (vincitore di quella stessa statuetta solo l'anno scorso) associati alla produzione del provocatorio buddy movie dovrebbero garantire perfino una nomination come miglior film.
Sempre da Cannes arriva Senza Lasciare Traccia di Debra Granik, apprezzato dramma di sopravvivenza padre-figlia con Ben Foster e Thomasin McKenzie. A differenza dei controversi Into the Wild e Captain Fantastic, la Granik - che già aveva ottenuto quattro nomination otto anni fa con Un Gelido Inverno - ha capito che il modo migliore per raccontare queste storie di nomadismo e auto-esilio dalla società non è il supponente quanto mal riposto senso di superiorità tipico di Christopher McCandless e Ben Cash, quanto il timore reverenziale che spingeva il Jeremiah Johnson di Robert Redford in Corvo Rosso Non Avrai Il Mio Scalpo.

Lo studio sui personaggi messo in scena dalla Granik non è solo solido, ma anche incredibilmente carico di emotività, e la candidatura nella categoria originale dovrebbe essere scontata.
Stesso dicasi - ma nella sezione non originale - per il trio composto da Will Fetters, Eric Roth e Bradley Cooper di A Star Is Born, praticamente già candidato insieme al Barry Jenkins di If Beale Street Could Talk, tratti rispettivamente da È Nata Una Stella e dal romanzo Se La Strada Potesse Parlare scritto nel 1974 dall'importante autore afroamericano James Baldwin.
Altri nomi che non dovrebbero mancare nelle rispettive cinquine sono quelli di Alfonso Cuaron per ROMA (come sceneggiatura originale) e Josh Singer per First Man - Il Primo Uomo (come sceneggiatura non originale).

I frontrunner

Fra i frontrunner dovrebbe rientrare comodamente anche The Front Runner (e scusate il gioco di parole), diretto e scritto da Jason Reitman in collaborazione con Jay Carson e Matt Bai, autore del libro All The Truth Is Out, dal quale il film è tratto. Altro favoritissimo è il leggendario Paul Schrader, che cinque decenni dopo Taxi Driver con First Reformed ha raccontato nuovamente il buio dell'alienazione, questa volta declinato in chiave ecclesiastica.
La presenza del dramma con Ethan Hawke e Amanda Seyfreid in fase di nomination dovrebbe essere certa, anzi ci sentiamo di dire che per Schrader sperare nella vittoria finale è più che lecito.
Un'altra regista-sceneggiatrice, Tamara Jenkins, con il dramedy Private Life prodotto da Netflix ha aperto la stagione dei premi come favorita, anche se nel corso delle settimane si è un po' persa e vederla in uno degli slot riservati alle migliori sceneggiature originali sarebbe una vera sorpresa.

Ha qualche chance in più il Wes Anderson di Isle of Dogs (anche se il suo precedente film in stop-motion, Fantastic Mr. Fox, non ottenne tale privilegio ma "solo" quello per la nomination come miglior film d'animazione), mentre Adam McKay, già vincitore della statuetta alla miglior sceneggiatura non originale nel 2016 con La Grande Scommessa, sarà sicuramente nella cinquina dei nominati con la commedia biografica Vice.
Altra certezza sarà La Favorita, di Yorgos Lanthimos, già candidato con The Lobster ma che questa volta ha lasciato oneri e onori in fase di sceneggiatura a Deborah Davis e Tony McNamara. Come per BlackKklansman a Cannes, ma a Venezia, il film ha ottenuto il Gran Premio della giuria, e sarebbe piuttosto strano non ritrovarlo agli Academy Awards visto il notevole supporto dimostrato dalla critica nel corso dei mesi.

Gli incredibili (e non)

Ad alcuni dei nostri lettori la decisione di inserire Black Panther nelle rispettive categorie analizzate negli scorsi articoli non è andata proprio giù, quindi nel menzionare il film Marvel Studios come altra inevitabile nomination per la miglior sceneggiatura non originale ci teniamo a sottolineare che questi pezzi non rappresentano i desideri della redazione, bensì siano un'analisi il più possibile obiettiva del panorama hollywoodiano in tempi di Oscar. Dal gusto personale sarebbe quanto meno miope non accorgersi di come il film di Ryan Coogler si sia imposto nella cultura di massa statunitense, e state pur certi che i votanti coglieranno ogni opportunità (e ogni categoria) per nominarlo il più possibile - nella maggior parte dei casi anche trascendendo eventuali meriti artistici, ma del resto a votare sono loro e non qualcun altro; prima di gridare allo scandalo bisogna ricordarsi sempre che gli Oscar non sono solo premi al merito ma anche e soprattutto riconoscimenti politici pensati per osannare i prodotti di Hollywood per il mondo e per l'industria stessa.
Chiarito ciò, e ricollegandoci al discorso di Isle of Dogs di Wes Anderson, se quest'anno fra le migliori sceneggiature dovesse essere nominato un film d'animazione, quello slot dovrebbe essere riservato o a Brad Bird de Gli Incredibili 2, o a Phil Lord e Christopher Miller di Spider-Man: Un Nuovo Universo, che dopo aver trionfato in diversi circuiti minori a oggi è addirittura favorito per la statuetta al miglior film animato.

Fra gli altri possibili candidati rientra anche il dramma sulla tossicodipendenza Beautiful Boy, prodotto da Amazon Studios, diretto da Felix Van Groeningen e adattato da Luke Davies partendo dalle biografie dei protagonisti Nic e David Sheff, interpretati da Timothée Chalamet e Steve Carell. Stesso destino potrebbe essere riservato a David Lowery per The Old Man and the Gun, l'ultimo film con Robert Redford, al thriller tratto da una storia vera 22 July, scritto e diretto da Paul Greengrass, e a Boy Erased, nuovo film scritto e diretto da Joel Edgerton, alla sua seconda regia.
Senza dimenticare Green Book di Peter Farrelly, scritto a sei mani da Brian Hayes Currie, Nick Vallelonga e Farrelly stesso, Bo Burnham e Boots Riley hanno qualche chance di nomination rispettivamente con i piccoli e indipendenti Eighth Grade e Sorry To Bother You. Last but not least, Hereditary di Ari Aster e A Quiet Place di John Krasinski potrebbero sorprendere gli altri concorrenti, anche se per entrambi vale lo stesso discorso de Gli Incredibili e Spider-Man: Un Nuovo Universo: se uno dei due dovesse ottenere una nomination, l'altro finirebbe inevitabilmente fra gli scartati.

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