Once Upon a Snowman, intervista al team dietro l'origin story di Olaf

Dal 23 ottobre su Disney+ è disponibile il cortometraggio dedicato alla origin story di Olaf: abbiamo intervistato il team per scoprirne i segreti.

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In occasione dell'anteprima del cortometraggio Once Upon a Snowman, che racconta le origini di Olaf in Frozen, abbiamo avuto l'opportunità di intervistare Peter del Vecho e Becky Bresee, due decani dalla storia recente della Walt Disney Pictures. Becky Bresee inizia la sua carriera con Bolt, al fianco di Dan Fogelman, per poi continuare con lo stesso sceneggiatore su Rapunzel, e ancora Ralph Spaccatutto, Zootropolis e Oceania. In Frozen, la Bresee si è occupata della supervisione di Anna, così come in Frozen II e in Frozen Fever.
Per quanto riguarda invece Peter Del Vecho ci troviamo dinanzi al produttore di Frozen, vincitore dell'Oscar proprio per la pellicola Disney.

Il futuro e il presente di Frozen

D: Sembra che il franchise di Frozen sia destinato ad avere una vita molto lunga, d'altronde il brand è forte e i personaggi anche. Pensate che questo cortometraggio possa essere soltanto un altro capitolo della saga o l'ultimo?
R Peter del Vecho: Amiamo raccontare storie su Olaf e al momento non abbiamo dei piani specifici su ciò che accadrà in futuro. Siamo concentrati su questo progetto e sulla speranza che possa essere accolto nel miglior modo possibile.

Ovviamente vorremmo davvero fare in modo che Frozen possa continuare, magari anche con altre storie che andremo a preparare. Questa era già pronta nel momento in cui Frozen II è uscito e ci tenevamo a farla arrivare su Disney+.

D: Il successo di Frozen ha generato una grande attenzione sui vari personaggi proposti all'interno di Arendelle. Come mai avete pensato di concentrarvi su Olaf e non su qualcun altro, magari - come provocazione - Sven, la renna di Kristoff?
R Peter del Vecho: All'interno del team tutti hanno un personaggio preferito di Frozen, questo è ovvio. L'idea nasce da un desiderio di Trent Correy e Dan Abraham, che si sono domandati quale fosse la vera storia di Olaf, come avesse fatto ad arrivare da Anna in quelle condizioni. Avevano lavorato entrambi sul primo Frozen, si sono posti questo quesito e hanno voluto dare una risposta. Quindi eccoci qui, a soddisfare la loro curiosità sull'argomento.

La fine di Frozen e le nuove piattaforme

D: Quanto pensate sarà difficile separarvi da Frozen quando arriverà il momento? Prima o poi dovrete confrontarvi con questo aspetto.
R Peter del Vecho: La cosa più bella del poter lavorare in Disney è la possibilità di creare sempre nuove storie, di avere a che fare con progetti sempre diversi e anche dei mondi che nascono da ciò che raccontiamo.
Non ci dimenticheremo mai di questi personaggi perché vogliamo continuare a porci domande su cosa accadrà ad Anna ed Elsa nei prossimi anni, cosa che sicuramente ci porterà a realizzare altre storie. Vogliamo continuare a lavorare su entrambe e capire in che modo ancora possono essere protagoniste di nuove vicende
.

D: Perché avete preferito Disney+ come piattaforma di release per il corto di Olaf?
R Peter del Vecho: Penso sia da chiedere a Trent Correy, che ha preso la decisione valutando gli aspetti più importanti. In questi ultimi due anni, però, abbiamo deciso di ragionare sulla possibilità di distribuirlo su Disney+, che ci è sembrata essere la piattaforma più giusta.
Quello che mi preme dire è che non importa dove o come lo abbiamo distribuito, ma il contenuto che abbiamo deciso di offrire: avere a nostra disposizione Disney+ ci ha solo permesso di avere un'opportunità perfetta che dovevamo necessariamente cogliere.

Il passato e il futuro dell'animazione Disney

D: Sicuramente ricorderà, Becky, la famosa regola 30/70 di Ron Clements, quando ha lavorato a Il Pianeta del Tesoro. Siccome oramai l'animazione sembra muoversi verso la CGI in maniera definitiva, pensa ci sarà mai l'occasione di vedere un ritorno a questo mix tra tradizione e futuro?

R Becky Bresee: Tutte le storie hanno una direzione specifica e seguono quella indicata dai registi del progetto.
Tutto ovviamente è possibile in futuro e potrebbe capitare di ritrovarci dinanzi a una richiesta molto simile a quella da te citata. L'animazione per adesso sta andando verso una direzione, ma chi può dire cosa accadrà più avanti, potrebbe succedere di tutto.
I film in CGI sono moltissimi, è vero, ma dipende dal progetto, sempre da quello.


D: Olaf riesce in qualche modo a farsi amare da chiunque, persino dai lupi. Qual è il suo segreto?
R Peter del Vecho: La sua sincerità. Tutti amano Olaf, come dici tu anche i lupi stessi. Ha questa innocenza tipica dei bambini e riesce ad approcciare il mondo con tantissime domande ingenue.

Nel corso della conferenza di presentazione abbiamo avuto modo di ascoltare anche alcune dichiarazioni di Trent Correy, ideatore di Once Upon a Snowman, che ha spiegato alcuni passaggi focali della nascita del cortometraggio.
"Adoro prendere ispirazioni per i film: sono stato in Norvegia, sono stato a Oslo e a Trondheim. Ci sono andato durante l'inverno, così da poter passeggiare nella neve.
So cosa significa perché sono canadese, ma vedere Olaf camminare con i suoi piccoli piedi nella neve mi fa un effetto particolare, mi diverte.
Abbiamo deciso di rianimare alcuni aspetti del personaggio, soprattutto perché alcune scene del primo Frozen sono state ricreate con un'angolazione diversa".

Peter del Vecho: "Era nostra intenzione mostrare le cose da un'altra angolatura, anche perché è stata una sfida: avevo in testa determinate riprese e volevo trovare una spiegazione a cosa stava accadendo prima e cosa sarebbe accaduto dopo".

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