Once Upon A Time In Hollywood, cosa aspettarsi dal nono film Tarantino

La nuova e attesa fatica del regista di Pulp Fiction si presenta già come una delle opere più ambiziose e complesse del cineasta del Tennessee

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Tra gli autori più importanti dell'ultimo ventennio cinematografico, non solo Quentin Tarantino occupa un posto d'onore al tavolo dei grandi, ma tra i commensali è anche tra quelli con una conoscenza profonda e variegata della settimana arte. Il suo passato come commesso in un noleggio VHS ha sicuramente aiutato il regista del Tennesse a entrare in contatto con i grandi registi degli anni '60 e con i generi, di cui è un grande amante, con dovuto riferimento al cinema popolare italiano e agli spaghetti western, senza dimenticare i titoli di Dario Argento e i polizieschi degli anni '70. Nel suo percorso autoriale di rivisitazione storica, così, Tarantino è passato dalla caccia ai nazisti di Bastardi senza Gloria al western con Django Unchained e The Hateful Eight, arrivando oggi con il suo attesissimo e anticipato nono film a raccontare la Hollywood sul fine degli anni '60, un po' come hanno fatto i fratelli Coen con il loro Ave, Cesare!
Il titolo del nuovo progetto dell'autore è già di per sé un richiamo al grande Sergio Leone a uno dei suoi massimi capolavori, ma Once Upon A Time in Hollywood vuole anche riproporre in chiave romanzata ma efficace anche uno dei capitoli più bui della storia di Los Angeles, raccontando gli omicidi della Manson Family attraverso lo stile unico e incomparabile di Tarantino. Cosa aspettarsi, allora, da un progetto come Once Upon A Time in Hollywood?

La prova del Nove

Sulla carta, almeno stando a diverse interviste rilasciate dal regista, il film sarà il suo penultimo progetto, anche se immaginiamo che un ritorno di Tarantino in futuro sia possibile a seconda della bontà di una storia. In ogni caso, al momento, il cineasta americano è occupato nelle riprese di questo Once Upon A Time in Hollywood e non è detto che non possa decidere di prendere in mano anche le redini del tanto chiacchierato film di Star Trek da lui pensato, secondo Simon Pegg in arrivo "entro sei anni". Rifacendoci alle dichiarazioni di Tarantino, allora, la carriera registica del filmmaker sarebbe agli sgoccioli, ed è proprio per questo che Once Upon A Time sta generando tanto interesse, anche se in realtà gran parte di questo proviene da due fattori principali: un cast assolutamente di prim'ordine e l'assunto che Once Upon A Time in Hollywood sarà il progetto più ambizioso e colossale -in termini produttivi- del regista dai tempi di Pulp Fiction.
Che si tratti del film più costoso di Tarantino non ci sono dubbi. Per la sua "prova del Nove", infatti, il filmmaker ha raccolto attorno a sé alcuni dei più grandi talenti interpretativi attualmente in circolazione, da Leonardo Di Caprio (di ritorno sulle scene dopo due anni sabbatici) a Brad Pitt fino a Margot Robbie, Al Pacino, Damien Lewis e Dakota Fanning. Tutti nomi sicuramente non a buon mercato, ma quando la Sony ha acquistato i diritti del film per produrlo e distribuirlo aveva ben in mente la caratura della sfida, specie poi dopo una dura battaglia contro le altre major innescatasi nel momento della rovinosa caduta della Weinstein Company.
Dalle foto dal set si nota inoltre una cura maniacale per la ricostruzione storica del 1969, anno in cui sarà ambientato il film e dove si muoveranno i due protagonisti principali, Rick Dalton (DiCaprio) e Cliff Booth (Pitt), rispettivamente attore televisivo e controfigura alla disperata ricerca del successo nel mondo del cinema. Lo sforzo produttivo è insomma evidente e a livello distributivo Once Upon A Time in Hollywood sarà anche il film capillarmente più diffuso al mondo, e questo grazie alle disponibilità di un grande studio come la Sony, che era poi una delle volontà di Tarantino nel momento della messa in vendita dei diritti.
Parliamo insomma di un titolo d'autore con alle spalle una produzione da studio e un marketing che, quando arriverà, sarà certamente importante.
Sulla struttura del progetto, poi, sappiamo già qualcosa. Nello stile classico di Tarantino, Once Upon A Time in Hollywood sarà infatti suddiviso in capitoli, anche se non è ancora chiaro se la storia di Dalton e Booth possa fungere da legante o sia quella principale attraverso le quale si svilupperanno poi le altre.

Nel film vedremo comunque attori come Lewis vestire i panni di vere celebrità della Hollywood dell'epoca (nel caso specifico, l'attore sarà Steve McQueen), e questo per la volontà storica al contempo fedele e revisionista di Tarantino. Uno dei capitoli, così, sarà dedicato alla triste cronaca legata al delitto di Sharon Tate ad opera della Mason Family. La moglie di Roman Polanski avrà il volto di Margot Robbie, che nelle foto dal set rilasciate online ha già avuto modo di impressionare i cinefili di tutto il mondo per l'incredibile somiglianza -aiutata anche da un ottimo trucco- con la defunta attrice, mentre Manson dovrebbe essere interpretato da James Marsden, che fisicamente è l'attore più simile al controverso capo carismatico amante dei Beatles. E qui sarà interessante capire con quanto tatto, approfondimento e brutalità Tarantino abbia deciso di scendere nei particolari di cronaca e come, soprattutto, l'evento possa influenzare la storia di Dalton.
La produzione si è spesa molto nel ricercare i volti giusti per le parti della Tate e della Manson Family, quindi è praticamente certo che non sia un mero capitolo accessorio e che anzi, avrà ripercussioni all'interno della storia imbastita da Tarantino, proprio come succedeva poi con Pulp Fiction, dove tutto trovava una giusta posizione nel quadro generale degli eventi e andava a incastrarsi perfettamente, in termini stilistici e concettuali.
In anticipo, si parla di una delle più grandi opere mai partorite dalla mente di Quentin Tarantino, e la curiosità che attanaglia il mondo della cinematografia tutta è davvero opprimente. Purtroppo bisognerà attendere ancora molto prima di vedere un trailer ufficiale, ma se c'è una cosa che la fimografia di Tarantino ci ha insegnato è che il prodotto finale vale davvero l'attesa.

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