Oltre 1917 di Sam Mendes: cinque film di guerra da (ri)vedere

La guerra e il cinema: un epico viaggio tra passato e presente alla scoperta di alcuni tra i più famosi film a sfondo bellico.

speciale Oltre 1917 di Sam Mendes: cinque film di guerra da (ri)vedere
Articolo a cura di

La guerra, in ogni sua forma, è stata riproposta al cinema innumerevoli volte, quasi a voler esorcizzare in maniera sistematica alcune tra le pagine più buie della nostra storia. Alcuni film "bellici" del passato, soprattutto per merito della solida visione autoriale con cui sono stati concepiti, hanno saputo ritagliarsi un posto di tutto rispetto nell'immaginario collettivo del grande pubblico, tanto da risultare ancora oggi dei veri e propri esempi da seguire per chiunque voglia cimentarsi con il genere.
Di seguito elencheremo alcuni film a sfondo bellico meritevoli di attenzione, anche per omaggiare il nuovo 1917 di Sam Mendes, tra i quali figurano alcune opere entrate di diritto nella storia del cinema.

Salvate il soldato Ryan

Il film del 1998 diretto da Steven Spielberg può essere considerato il film di guerra per eccellenza, grazie alla propria natura autoriale in grado di fornire allo spettatore uno spaccato storico molto accurato riguardante la Seconda Guerra Mondiale.
La sequenza iniziale dell'opera, nella quale vediamo il capitano John Miller (interpretato da Tom Hanks) affrontare a denti stretti lo sbarco in Normandia, risulta ancora oggi una delle migliori scene belliche mai realizzate.

Il film si concentra su numerose tematiche, tra cui l'importanza della coesione in un ambiente ostile e la fratellanza; i vari soldati protagonisti del film sono incaricati di trovare e riportare a casa James Francis Ryan, ultimo superstite di quattro fratelli.
La guerra, seppur mostrata in tutta la sua lucidità brutalità, per Spielberg diventa l'occasione per raccontare una storia di speranza e, in un certo senso, anche di fede, mostrando alcuni soldati alle prese con una missione davvero troppo grande per loro e, almeno in apparenza, semplicemente impossibile.

Full Metal Jacket

In un elenco del genere non poteva mancare uno dei (tanti) capolavori intramontabili di Stanley Kubrick, capace di segnare almeno due generazioni di spettatori per la drammatica - quanto efficace - rappresentazione della guerra del Vietnam.
La prima parte del film, in cui vediamo il sergente maggiore Hartman (interpretato da Ronald Lee Ermey) addestrare un plotone di giovani reclute, rimane di sicuro quella più famosa, spesso addirittura decontestualizzata (tanto in altri film quanto in alcuni programmi TV) e usata attraverso una funzione quasi esclusivamente comica.

L'intera sequenza dell'addestramento è però in realtà imperniata di una grande drammaticità, rimarcata soprattutto mediante la caratterizzazione del soldato Leonard "Palla di Lardo" Lawrence, interpretato da Vincent D'Onofrio.
Kubrick mescola numerose influenze stilistiche, spaziando con disinvoltura tra numerosi generi tra cui il drammatico, il thriller e il grottesco, preferendo puntare su conflitti circoscritti (come quello che vede impegnati i soldati contro un cecchino nella seconda parte del film) anziché su scene di massa di ampio respiro. Un lavoro imprescindibile per tutti gli amanti del cinema, diretto da uno dei cineasti più famosi di tutti i tempi e capace, in pochi minuti, di coinvolgere in maniera eccellente lo spettatore all'interno delle vicende narrate.

La sottile linea rossa

Nel 1998 arriva nelle sale uno dei film più apprezzati di Terrence Malick, ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale con le vicende dell'isola di Guadalcanal sullo sfondo.
L'opera, supportata da un cast stellare tra cui figurano Jim Caviezel, Sean Penn, Nick Nolte, George Clooney e John Travolta, punta su una dimensione prettamente corale cercando di descrivere la guerra come un qualcosa di totalmente folle e a tratti indecifrabile.

La pellicola, oltre alle scene di guerriglia classiche, decide di focalizzarsi anche su una dimensione prettamente intimista e introspettiva, con un ampio uso di voci fuori campo che portano lo spettatore a fare riflessioni profonde sul senso stesso dei conflitti armati e sulle (tremende) conseguenze che da essi ne derivano.
Un film di guerra in cui la visione del regista risulta molto marcata, anche per merito di alcune sequenze capaci di far dimenticare allo spettatore di trovarsi su un campo di battaglia, grazie a un gusto per il lirismo davvero difficile da ritrovare in altri film incentrati sui conflitti armati.

Jarhead

Il 2005 è l'anno in cui esce il film a sfondo bellico di Sam Mendes Jarhead, basato sulla biografia dell'ex marine Anthony Swofford, interpretato nella pellicola da Jake Gyllenhaal.
La trama segue le vicende di un giovane ragazzo arruolatosi volontariamente nel corpo dei Marines, impegnato ad affrontare una difficile missione in Kuwait durante la prima guerra del Golfo.

Il film, il cui perno verte sull'alienazione dell'uomo in rapporto ai conflitti armati, pone molta enfasi sul come i soldati affrontino la guerra e, soprattutto, sul come possano evolversi (o degenerare) i rapporti interpersonali stando lontani da casa per molto tempo.
Un lungometraggio capace di colpire a più riprese lo spettatore per la violenza insita in numerose scene, che lasciano molto spazio alla componente psicologica. Un'opera capace, più di molte altre, di descrivere perfettamente quanto i conflitti armati siano in grado di segnare drasticamente (e irrimediabilmente) la vita delle persone.

Fury

Torniamo nella cornice della Seconda Guerra Mondiale con il film più recente tra quelli presenti in elenco. L'opera di David Ayer, uscita nel 2014, può dirsi forse quella d'impostazione più classica rispetto a quelle citate, vicina per certi versi alla solida struttura narrativa vista in film come Salvate il soldato Ryan.
Norman Ellison è uno dei protagonisti del racconto, un giovane dattilografo che non è mai stato su un campo di battaglia ma che si ritrova all'interno della compagnia comandata del sergente Don "Wardaddy" Collier, specializzato in assalti a bordo di carri armati.

Il film usa quindi il novellino Ellison per creare un profondo legame empatico con lo spettatore che, proprio come il protagonista, si ritrova a vivere in prima persona gli orrori della guerra.
Guerra mostrata in tutta la sua brutalità anche attraverso sequenze dal forte contenuto splatter, in cui non si risparmiano neppure i dettagli più macabri. Il film pone poi l'accento su una dimensione fatalista e a tratti ineluttabile; proprio come nella realtà, nessuno sul campo di battaglia può dirsi realmente al sicuro, rendendo fin da subito chiaro a chiunque come la guerra possa toglierci tutto nel giro di pochi istanti.

Apocalypse Now (bonus)

Il leggendario film diretto da Francis Ford Coppola, oltre a essere uno dei migliori lungometraggi di guerra mai realizzati, è probabilmente anche uno più belli della storia del cinema.
L'opera, liberamente ispirata a un altro capolavoro intramontabile (questa volta però della letteratura), cioè il Cuore di Tenebra di Joseph Conrad, utilizza la cornice della guerra in Vietnam per parlare della natura umana, focalizzandosi su numerosi concetti introspettivi molto affascinanti capaci di sfociare senza soluzione di continuità tanto nella filosofia quanto nel misticismo. Durante la visione seguiamo la lunga traversata lungo il fiume Nung del capitano Benjamin L. Willard (interpretato da Martin Sheen) in missione per tentare di ritrovare il colonnello americano Walter E. Kurtz, ex ufficiale dei Berretti Verdi impazzito (e scomparso) in circostanze misteriose.
La pellicola, ammantata da un forte pathos emozionale, trasforma la traversata del protagonista in una vera e propria discesa agli inferi, quasi come se l'intera guerra fosse solo un disturbante (e oscuro) sogno a occhi aperti dove realtà e finzione sembrano diventare la stessa cosa.

Che voto dai a: Salvate il Soldato Ryan

Media Voto Utenti
Voti: 18
8.7
nd