O muori da eroe o vivi tanto a lungo da diventare Dave Bautista

Tra tutti i wrestler approdati nel ben più sfavillante mondo del cinema, Dave Bautista è l'interprete con meno peli sulla lingua di tutti.

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La vita da wrestler professionista è diversa da quella dell'attore. In un certo senso si condivide il gusto per la commedia e la tragedia, il recitare una parte e il fingere, sempre e comunque, ma il mondo del wrestling è in sostanza fatto di amori e faide continue, di fisicità e di scontri corpo a corpo con cui si risolve ogni singolo problema.
Il "darsele di santa ragione" diventa il punto di vista di ogni protagonista del quadrilatero, che prima ancora di arrivare alle mani - solitamente - se la gode nel far imbestialire l'avversario di turno (e a caricare il pubblico di adrenalina), con entrate in scena spettacolari e derisorie, condite con un paio di frasi al microfono tanto per far scaldare ancora di più i toni. Si tratta ovviamente dell'impostazione specifica di uno spettacolo che, pur noto per essere montato a tavolino, sembra non stancare ancora oggi milioni e milioni di americani, che si accapiglierebbero pur di acquistare prima del sold out il biglietto annuale di un Wrestlemania qualsiasi.
Tra gli eroi di questa affascinante creazione che unisce sport e recitazione figurano diversi nomi, tra i quali Dwayne "The Rock" Johnson, John Cena e Dave Bautista, che seguendo le orme del mitico precursore Hulk Hogan hanno scelto di abbandonare la carriera sul ring per dedicarsi al cinema, ognuno a modo proprio. Tra tutti, comunque, quello che oggi è il più "selettivo" è senza ombra di dubbio l'interprete di Drax all'interno dei Guardiani della Galassia, che tra l'altro non perde occasione per mandarle a dire a colleghi o detrattori.

Buon cuore...

Nella recente ondata di wrestler professionisti riciclatisi attori, Bautista è un po' il figlio di mezzo: arrivato al successo internazionale dopo The Rock e prima che Cena scegliesse di "non essere più visto" nei palazzetti sportivi di mezza America, dedicando tempo e fatica al cinema. A differenza di ogni mediano, comunque, Bautista non è assolutamente l'interprete che ha ricevuto meno attenzioni rispetto agli altri due, nonostante Dwayne Johnson sia attualmente la star più pagata e ricercata di Hollywood e l'attore con più follower via social.
Tra il Drax di Guardiani della Galassia e i due colleghi corre però una differenza sostanziale: Bautista finora non è mai stato protagonista dei suoi film, interpretando soprattutto ruoli da caratterista e co-protagonista, anche per grandi autori del calibro di Sam Mendes, Denis Villeneuve o appunto James Gunn. Si tratta di una scelta personale che ha a che fare con il suo stile di vita e il suo praticamente inesistente attaccamento ai soldi: lavora per il piacere di farlo e collaborare con alcuni dei più grandi nomi attualmente in circolazione.
Non ha bisogno di pubblicizzarsi in continuazione come ad esempio fa The Rock e non accetta più di scendere "in basso" e girare action movie scadenti come ha fatto John Cena.
Il suo carattere diretto ed esuberante si è dunque palesato agli occhi dei fan in diversi modi. Quando è scoppiato il caso James Gunn, infatti, tra tutti gli interpreti e amici del regista, Bautista è stato il più infuocato contro i detrattori del filmmaker, con accuse dirette agli esponenti dell'alt right americano e dichiarazioni a cuore aperto in favore del cineasta.

In quei mesi estivi, l'interprete si è dimostrato un ottimo amico, una persona coerente e dalla moralità impossibile da scalfire e da sgretolare con attacchi ipocriti e frasi fatte. Da quel momento, è diventato quasi un beniamino di Twitter, tornando anche recentemente ad attaccare un esponente della chiesa cattolica su delle presunte farneticazioni contro gli omosessuali.
Possiamo benissimo immaginare che questa imperitura necessità di un confronto diretto sia una delle eredità che la star si porta dietro al mondo del wrestling, il che in un certo senso lo aiuta a mantenere la sua posizione, a mettersi direttamente in gioco anche per questioni molto importanti. Il problema è solo uno: a volte non riesce a controllarsi.

... E lingua tagliente

Dave Bautista non è cattivo e sicuramente non saremo noi a dipingerlo così. Il titolo dell'articolo vuole solo parafrasare Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e sottolineare quanto sia labile il confine tra ciò che si dice o fa a fin di bene, con scopi anche nobili, da alcune dichiarazioni invece spiacevoli e prive di onestà intellettuale che non giocano a favore dell'interprete.
È facile esprimere tutto il proprio disgusto verso alcune produzioni di genere che di artistico hanno esclusivamente il gusto per l'esagerazione e il trash da blockbuster milionario, eppure nel farlo Bautista dimentica forse gli inizi e parte attuale della sua carriera. Non sappiamo se siano state le collaborazioni con gli autori sopra citati o una sua personale visione del lavoro da caratterista (perché l'attore questo è), ma alla star due cose sembrano proprio non andare giù: l'atteggiamento di The Rock e Fast & Furious, dove curiosamente è entrato di recente proprio John Cena. Fuori dal quadrilatero continuano le faide, insomma.
Parlando di Johnson, infatti, l'interprete si è prontamente smarcato dall'accostamento, ammettendo tranquillamente l'esistenza "di qualcosa di speciale in lui", per poi arrivare a distruggerlo con un semplice "però non è un grande attore, ca**o".

In effetti i punti di forza di The Rock non sono certo nelle sue interpretazioni, è amato soprattutto per il suo carisma, le sue performance massicce e divertite, ed è il primo ad ammetterlo candidamente - nonostante tenda un po' troppo ad enfatizzare "la grandiosità" dei suoi lavori. Impossibile, di base, dare torto alle parole di Bautista, che però risulta forse un po' troppo autocompiaciuto nell'elencare i registi e i film da lui girati, che definisce "vera arte" e che dice di voler continuare a girare per "meritare un rispetto da caratterista che The Rock o John Cena non hanno".
Evitando il paragone e dicendo la verità, Dave Bautista non ci ha pensato due volte a parlare di se stesso in una critica veloce e velatamente feroce al collega, anche un po' ingiusta.

Il motivo è semplice: sono percorsi differenti che meritano comunque lo stesso rispetto. The Rock ha scelto la via della movie star, Bautista quella dell'arte ed entrambi partecipano a produzioni molto amate dal grande pubblico anche se - non così spesso come vorrebbe il secondo - agli antipodi. È un modo di intendere il cinema da una parte polarizzato agli eccessi del commerciale, con il pubblico e il suo divertimento messi direttamente al centro dei vari progetti, dall'altra c'è invece una volontà interpretativa che tenta di blasonare una dignità attoriale in realtà (e non negatelo) non così ferra come Bautista vorrebbe far credere.

Arrivando proprio in questi ultimi giorni a scrivere via Twitter che "Fast & Furious gli dà il vomito", l'attore ha messo un piede dall'altra parte della barricata dell'onestà intellettuale - come dicevamo sopra -, visto che tra Riddick, Kickboxer, L'Uomo dai Pugni di Ferro, Stuber ed Escape Plan 2 (che persino Sylvester Stallone ha definito il film peggiore della sua carriera) anche lui, di cinema fracassone, trash e fine a se stesso, ne ha girato e continua a girare un bel po'. A volte basterebbe soltanto evitare la discussione e ricordarsi che i tempi del wrestling sono ormai finiti.

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