NY Times vs Harvey Weinstein: un'inchiesta svela decenni di abusi sessuali

Il NY Times non si è fatto intimorire e ha pubblicato la temuta inchiesta su Harvey Weinstein: sulla sua testa oltre trent'anni di abusi sessuali.

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Esistono persone intoccabili nella società contemporanea? Probabilmente, ma non in America, dove persino Harvey Weinstein può finire nel tritacarne mediatico spinto dal New York Times. Il celebre quotidiano ha pubblicato ieri (in serata, qui da noi) un'inchiesta dettagliata e precisa che elenca "decadi" di molestie sessuali compiute dal noto produttore cinematografico, vincitore di svariati Oscar nella sua carriera, co-fondatore della Miramax e presidente della The Weinstein Company. Per saperne di più sulla sua figura potete leggere l'articolo che abbiamo prodotto appena ieri, quando la pubblicazione dell'articolo del Times era ancora a rischio. Weinstein infatti ha cercato di bloccare l'inchiesta sguinzagliando non solo il suo avvocato storico David Boies, anche Lisa Bloom, avvocato californiano specializzato in casi di molestie sessuali, cosa che aveva sollevato il velo a proposito del "soggetto" dell'inchiesta. Il Times però non è certo un giornale che si lascia intimidire, al contrario è andato sino in fondo alla questione e ha pubblicato - come promesso - la sua incredibile storia. Storia che in realtà, se fosse un film, sarebbe piena di cliché: si parla infatti di un potente produttore cinematografico che avrebbe approfittato per decenni di giovani attrici e modelle, sognanti una carriera nel mondo del cinema e dello spettacolo.

Trent'anni di scheletri dentro e fuori l'armadio

Secondo il Times sarebbero almeno trent'anni che Harvey Weinstein approfitterebbe della sua posizione di potere per abusare di giovani donne del suo ambiente. Ovviamente non si parla di stupri in piena regola, ci sarebbe mancato solo questo, ma di singoli episodi, massaggi improvvisati, proposte sordide lanciate alla bisogna e così via. Appuntamenti in camere di hotel che potevano anche andare a vuoto, come hanno riportato alcune donne parlando al Times in forma anonima ovviamente. Un comportamento che per molti collaboratori di Harvey Weinstein era pura routine, "in questa compagnia c'è sempre un ambiente tossico per le donne" ha scritto l'attrice Lauren O'Connor ad alcuni collaboratori diretti di Weinstein nel 2014. La donna ha riportato un episodio che ha riguardato una sua amica, una collaboratrice del produttore, incalzata a fare un massaggio mentre l'uomo era completamente nudo. Un avvenimento traumatizzante che ha lasciato la donna in lacrime. Sembra dunque che dietro l'uomo d'affari di successo, il grande produttore cinematografico, ci fosse un animo disturbato: "Dall'esterno sembrava una persona d'oro, di successo, osannato dall'Academy, dal grande impatto culturale, dietro le quinte però era un completo disastro, il peggior disastro che possiate immaginare". Sono parole di Mark Gill, presidente di Miramax Los Angeles ai tempi dell'acquisizione della Disney.

Affrontare il problema

Il Times ha anche raccolto decine di testimonianze riguardanti attuali o ex collaboratori del signor Weinstein, che sapevano perfettamente cosa significava lavorare per lui - ovvero avere a che fare sempre con comportamenti ambigui. Tutto questo però non è mai uscito dalle compagnie del produttore, nei contratti dei dipendenti c'è sempre una clausola che vieta di parlare male dei propri capi, una regola tassativa: vietato criticare i dirigenti e mettere a repentaglio la loro reputazione, professionale e privata.

Weinstein negli anni ha anche cercato di insabbiare molte vicende che stavano per saltare allo scoperto, raggiungendo accordi finanziari con le persone coinvolte, la verità però - prima o poi - viene sempre a galla. Lo stesso produttore ha ammesso di avere un problema, inviando una dichiarazione al Times martedì scorso: "Sono consapevole che il mio comportamento verso i miei colleghi abbiano causato molto dolore e mi scuso sinceramente per questo. Sto cercando di fare di meglio, ho ancora tanta strada da fare". A quanto pare Harvey Weinstein sta affrontando un percorso di terapia, ha tentato di bloccare la pubblicazione confermando al Times che sta lavorando duramente con alcuni terapeuti e che aveva intenzione di prendersi una pausa dal lavoro proprio per affrontare la situazione a viso aperto. Nonostante questo è difficile cancellare trent'anni di storia. Ora, dopo la pubblicazione dell'articolo da parte del New York Times, la palla passerà sicuramente agli avvocati, Harvey Weinstein ha sì confessato di avere un problema, ma non riconosce tutte le accuse scritte nell'articolo, i suoi legali hanno intenzione di contestare diversi episodi, sarà dunque un tribunale ad approfondire la faccenda. Per saperne di più vi rimandiamo ovviamente all'inchiesta originale, nel frattempo la discussione si sta animando sul web, dove diverse star stanno usando Twitter per chiedere maggiore trasparenza e lealtà ai colleghi uomini e dire "basta" in modo deciso agli abusi.

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