Speciale Now You See Me: Mélanie Laurent

Bella e brava, la francesina che ha conquistato Hollywood, da Bastardi senza gloria a Now You See Me

speciale Now You See Me: Mélanie Laurent
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Una francese alla conquista di Hollywood: lei si chiama Mélanie Laurent, ha appena compiuto trent’anni ed è una delle poche attrici in grado di dividersi con estrema disinvoltura fra le grandi produzioni degli Stati Uniti e il più sofisticato cinema d’autore europeo. La sua ultima apparizione cinematografica, in ordine di tempo, è in Now You See Me - I maghi del crimine, il thriller diretto da Louis Leterrier che ha già sbancato il box-office negli USA (dove finora ha incassato ben 113 milioni di dollari) ed ha appena esordito anche nelle sale italiane, battendo perfino l’agguerrita concorrenza di Pacific Rim. Il film di Leterrier è la storia di una squadra di illusionisti, conosciuti come “i quattro cavalieri”, che approfittano delle loro performance per mettere a segno delle clamorose rapine in banca, intraprendendo così una sfida all’ultimo sangue con l’FBI. Nel cast di Now You See Me, oltre ai quattro illusionisti - Jesse Eisenberg, Woody Harrelson, Isla Fisher e Dave Franco - e ai veterani Michael Caine e Morgan Freeman, troviamo anche Mark Ruffalo nella parte di Dylan Rhodes, il membro dell’FBI incaricato del caso dei “quattro cavalieri”, e Mélanie Laurent in quella di Alma Dray, una giovane agente dell’Interpol che affianca Rhodes nelle sue indagini.

Nata a Parigi il 21 febbraio 1983, figlia di un doppiatore e di una ballerina professionista, Mélanie Laurent è uno di quei “nuovi volti” della celluloide che in pochissimi anni non solo hanno conquistato il popolo dei cinefili più incalliti, ma sono diventati familiari anche presso il grande pubblico. Tratti delicati, bellezza semplice ed eterea, un viso chiarissimo e limpido che ricorda quello di una giovane Julie Delpy, Mélanie è appena adolescente quando, durante una visita al set del film Asterix & Obelix contro Cesare, cattura l’attenzione di Gérard Depardieu, il quale, colpito dal magnetismo di questa quindicenne, la esorta ad intraprendere la carriera di attrice. L’anno dopo, nel 1999, con una piccola parte in Un pont entre deux rives, Mélanie esordisce ufficialmente sul grande schermo. Seguono una serie di partecipazioni cinematografiche e televisive, inclusa un’apparizione nei pluripremiati Tutti i battiti del mio cuore di Jacques Audiard (2005) e Days of glory di Rachid Bouchareb (2006).

In Francia, il pubblico e la critica si accorgono definitivamente del talento della Laurent nel 2006, quando il regista Philippe Lioret le affida il ruolo principale in Je vais bien, ne t’en fais pas: quello della diciannovenne Lili, che al ritorno dalle vacanze viene a sapere dell’improvvisa partenza del fratello gemello Loïc, al quale era strettamente legata. Il sensibile ritratto offerto da Mélanie di questa ragazza emotivamente fragile e vittima della depressione rivela già i segni del suo talento drammatico, al punto da farle vincere il premio César come miglior attrice emergente. L’anno seguente, la Laurent avrà l’onore (e l’onere) di dividere la scena con la massima interprete del cinema francese, Isabelle Huppert, nel dramma psicologico L’amore nascosto di Alessandro Capone, storia del tormentato rapporto tra una madre e una figlia. Nel 2008, invece, recita nel cast di uno dei maggiori successi di Cédric Klapisch: Parigi, tragicommedia corale ambientata nella capitale francese (fra le star del film anche Juliette Binoche, François Cluzet e Romain Duris), in cui Mélanie interpreta Laetitia, un’affascinante studentessa che fa perdere la testa a un professore della Sorbonne (un sopraffino Fabrice Luchini).

Se nel 2008 la Laurent è già conosciuta da tutti gli amanti del cinema d’oltrealpe, è nel 2009 che la giovane attrice si ritrova trasformata improvvisamente in una star di fama mondiale. La grande occasione, di quelle che capitano solo una o due volte nella carriera di un attore (se capitano), arriva grazie al regista americano Quentin Tarantino, che la ingaggia per la parte di Shosanna Dreyfus, una ragazza ebrea scampata all’eccidio della propria famiglia durante la Seconda Guerra Mondiale, nel cult-movie Bastardi senza gloria. La Laurent, che ha origini ebraiche, viene convinta ad accettare il ruolo da suo nonno, che era stato deportato in un campo di concentramento nazista, e dà vita ad un personaggio indimenticabile: Shosanna, che da vittima costretta a reinventare la propria identità si trasforma in uno spietato angelo vendicatore sulle note di Putting out fire di David Bowie, con tanto di lungo abito color rosso fuoco, rappresenta una delle novelle icone del cinema del nuovo millennio, grazie anche alla capacità di Tarantino di dar vita ad un’atipica eroina antinazista in grado di reggere perfettamente il confronto con un super-villain quale il Colonnello Hans Landa di Christoph Waltz.

Con Bastardi senza gloria, il percorso artistico della Laurent sembra assumere un respiro internazionale che, tuttavia, non le farà dimenticare le sue radici francesi. Anzi, nello stesso anno del capolavoro di Tarantino la Laurent è protagonista di un altro film applauditissimo e accolto da un sorprendente successo di pubblico: Il concerto, commedia di Radu Mihăileanu sull’esilarante viaggio di una squinternata orchestra russa alla volta di Parigi, per suonare (sotto falsa identità) al Théâtre du Châtelet. Nel 2010, invece, affianca Jean Reno in un’altra co-produzione europea, Vento di primavera di Roselyne Bosch, anch’essa incentrata sulle persecuzioni antisemite in Francia durante l’occupazione tedesca, e in particolare su uno degli episodi più infamanti della storia francese, il rastrellamento del Velodromo d’Inverno nel 1942.
Il 2011 segna un altro anno estremamente significativo per la carriera di Mélanie Laurent, e su ben tre fronti. Come attrice, recita accanto a Ewan McGregor in un altro apprezzato film statunitense: Beginners, dramedy sentimentale di produzione indie ad opera di Mike Mills, che vale al veterano Christopher Plummer l’Oscar come miglior attore supporter. Nel frattempo, dopo aver firmato due cortometraggi, la Laurent dirige il suo primo film da regista: Les adoptés (inedito in Italia), intenso dramma familiare sul complesso rapporto fra due sorelle, di cui Mélanie è anche co-protagonista insieme a Marie Denarnaud e Denis Ménochet. L’ultimo fronte è quello musicale: la Laurent pubblica infatti il suo primo (e finora unico) disco, En t’attendant, con la preziosa collaborazione del cantautore irlandese Damien Rice. Il nostro paragone iniziale con Julie Delpy, insomma, sembra sempre più calzante, proprio in virtù di queste molteplici doti artistiche (attrice, regista e cantante). Sempre nel 2011, per coronare in bellezza un anno strepitoso, la Laurent svolge il compito di madrina alla 64° edizione del Festival di Cannes.

Nel 2013, prima di Now You See Me, Mélanie Laurent ha recitato in Treno di notte per Lisbona, trasposizione cinematografica del romanzo di Pascal Mercier da parte del regista danese Bille August, all’interno di un cast ricchissimo capitanato da Jeremy Irons. A breve la vedremo inoltre in Enemy, adattamento del libro di José Saramago L’uomo duplicato, questa volta al fianco di Jake Gyllenhaal e Isabella Rossellini per la regia del canadese Denis Villeneuve, e nel film drammatico Cry / fly di Claudia Llosa, con Jennifer Connelly e Cillian Murphy. Ulteriori tasselli di un percorso in continua evoluzione, sicuramente fra i più interessanti e variegati fra quelli delle giovani attrici europee affermatesi negli ultimi anni. E Mélanie (che intanto, a settembre, darà alla luce il primo figlio), con la sua poliedricità e le sue ottime e mai scontate scelte professionali, sembra più che mai avviata a seguire le orme delle grandi artiste cinematografiche francesi della generazione precedente, come Juliette Binoche, Isabelle Huppert o Julie Delpy...

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