Non solo I Peggiori: tre cinecomic italiani da vedere e rivedere

Gli americani hanno la Marvel e la DC Comics, gli italiani hanno i propri supereroi fatti in casa: I Peggiori è solo l'ultimo dei cinecomic made in Italy.

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Gli americani hanno la Marvel e la DC Comics, gli italiani hanno i propri supereroi fatti in casa: I Peggiori è solo l'ultimo dei cinecomic made in Italy ad aggiungersi alla lista di quel filone iniziato quasi un secolo fa con Il Signor Bonaventura, e ricomparso poi dagli anni '60 fino ad oggi. Si tratta di un genere cinematografico a sé, che non necessariamente ha una base fumettistica, come accade con le grandi case americane citate sopra. Gli eroi, nel nostro caso, non nascono con superpoteri, ma diventano inconsapevolmente specialisti nel combattere le ingiustizie e farsi ammirare dal suo pubblico. Se avete visto I Peggiori, con Lino Guanciale e Vincenzo Alfieri nelle vesti di due divertenti giustizieri, allora dovete assolutamente recuperare questi tre cinecomic italiani.

Diabolik

Ispirato all'omonimo fumetto delle sorelle Giussani, il film Diabolik diretto da Mario Bava fu accolto freddamente dalla critica dell'epoca e solo successivamente rivalutato, fino a diventare un cult all'italiana per chi ama la fusione fumetto-cinema. Il risultato è un mix vincente di pop art, optical art e futurismo che funziona a livello estetico. La storia narrata nel film si basa liberamente su tre episodi della serie a fumetti: Lotta disperata, L'ombra della notte e Sepolto vivo!.

Il ragazzo invisibile

La sorpresa del 2014 arriva in punta di piedi da Gabriele Salvatores: Il ragazzo invisibile è il tredicenne Michele. Il ragazzino, bullizzato dai compagni di classe, un giorno realizza di avere il grande superpotere di potersi rendere invisibile: per lui è l'inizio di una serie di strabilianti scoperte. Un cinecomic coraggioso sull'adolescenza, un percorso di formazione, ma sopratutto un film rivelatosi scommessa vincente in un panorama cinematografico italiano in cui questo genere è stato spesso sepolto e abbandonato. Innumerevoli le citazioni: Spider-Man e X-Men sono solo due delle più celebri.


Lo chiamavano Jeeg Robot

Un trionfo tra riferimenti all'omonimo manga al ritratto supereroistico di Enzo, eroe riluttante che, suo malgrado, si ritrova ad avere una forza sovrumana che userà al servizio della città e per un bene più grande. Lo chiamavano Jeeg Robot è forse il cinecomic italiano più riuscito finora, complice la scelta di una borgata romana rappresentata in tutto il suo degrado e corruzione, una sceneggiatura con riferimenti all'attualità, ma anche personaggi comprimari riusciti e variopinti: lo Zingaro, antitesi di Enzo, folle e sanguinario, e la dolce Alessia, ragazza problematica che crede nell'esistenza di Jeeg Robot e lo identifica con Enzo.

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