Nomination Oscar 2023: gli Oscar più "pop" di sempre?

Lo strapotere di A24 cannibalizza una short-list variegata, ma in grossa parte rivolta alle grandi produzioni dell'ultimo anno cinematografico.

Nomination Oscar 2023: gli Oscar più 'pop' di sempre?
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Oscar e polemiche sono un binomio di cui è difficile prevedere una possibile separazione: sembrano infatti passati soltanto pochi giorni dall'incredibile polverone sollevato dalle premiazioni dello scorso anno, quando film dalla portata "nazional-popolare" rubarono la scena a delle vere opere d'arte, mentre alcune categorie tecniche venivano relegate ad un segmento minore dello show, come se il cinema fosse qualcosa di etereo, e non composto da artigiani che cesellano le immagini con cura ed attenzione.

Nonostante la portata della discussione non sia comparabile rispetto a quella dell'edizione precedente, anche le nomination agli Oscar 2023 lasciano perplessi per la loro visione estrema del settore. Tra uno studio indipendente - ma ormai arcinoto - che si prenota per una vittoria di dimensioni epocali e la celebrazione di un regista infinito, risuonano infatti alcune grandi assenze ed i cannoni di un war-movie che quasi nessuno attendeva al varco.

Nel multiverso della musica

Basta scorrere velocemente la lunga lista diramata dall'Academy per capire il canovaccio che verrà seguito durante lo spettacolo di Marzo: A24 si appresta a fare una scorpacciata di statuette pesanti sfruttando l'onda lunga di un successo strepitoso, nonostante qualcuno adesso tenti di ridimensionarlo facendolo passare come gonfiato ed evanescente. Tirandosi fuori da ogni tipo di pregiudizio Everything Everywhere All at Once resta infatti una pellicola che trasuda ambizione da ogni inquadratura, generata da una "piccola" casa di produzione che ha dimostrato qualcosa a tutto il cinema commerciale battendolo nel suo stesso sport ed elevandolo verso vette che gli altri probabilmente non raggiungeranno mai (e la nostra recensione di Everything Everywhere All at Once è lì a ricordarlo).

A fargli da spalla in questa celebrazione dell'arte ricercata c'è l'ultima fatica di Todd Field, che con Tár - anche grazie ad una gigantesca Cate Blanchett - già guidava la nostra lista dei film più attesi del 2023, ed adesso si appresta ad ottenere la meritata consacrazione mondiale. Potenza e delicatezza riverberano anche tra le praterie verde smeraldo de Gli Spiriti dell'Isola: meritatissime le sue candidature in tutte le categorie di spessore, con le quali tenterà di vendicare le "sole" due statuette vinte da Tre Manifesti ad Ebbing, Missouri nel 2018.

Dopo una tripletta del genere sembrano soltanto docili agnellini le opere di Spielberg e Luhrmann, ma attenzione a dare per spacciati i due Re: The Fabelmans è una celebrazione sentita di una famiglia e dell'intero cinema, ed insieme al ritmo folle di Elvis lotterà con veemenza per almeno un Oscar altisonante.

A chiudere la lista ci pensano i soliti noti, e cioè i gettoni da pagare a quei blockbuster che hanno dato ossigeno alle casse e ancora permettono alle grandi distribuzioni di sopravvivere, perché Avatar: La via dell'Acqua e Top Gun: Maverick giocano in un campionato tutto loro, mentre l'Academy dimostra di aver finalmente appreso - con almeno due film di ritardo - dell'esistenza di Ruben Ostlund, sebbene Triangle of Sadness non sembri capace di strappare statuette ai più blasonati colleghi.

Sorprende, ma non troppo, la pesante assenza di Babylon dalle categorie più in vista: candidature di rito per il solito Justin Hurwitz e la sua colonna sonora, così come per le scenografie ed i costumi, ma restano fuori dai giochi Chazelle e gli straordinari interpreti, per un film che ha diviso pubblico e critica (a noi è piaciuto, come la nostra recensione di Babylon) dopo essere stato etichettato come fallimentare ancor prima della sua uscita in sala.

Conferme e assurdità

Dopo aver analizzato i titoli più grossi presenti nella short-list, è però arrivato il momento di parlare dell'elefante (o del carrarmato) nella stanza, perché le nove candidature per Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale hanno sorpreso praticamente tutti a causa della ricezione mista di un film nient'affatto celebrato. Nel leggere la nostra recensione di Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale è possibile intuire i motivi di tanto clamore, dato che vi descrivevamo un film un po' vuoto sul piano emotivo ma semplicemente perfetto su quello visivo, confermandosi anche agli Oscar mettendo piede in quasi tutte le categorie tecniche, le quali gli hanno spalancato le porte alla candidatura per miglior film.

Rimane però difficile prevedere quante statuette porterà a casa Netflix con il suo colossale war movie, perché dovrà competere in questi settori con i grandi titani dell'industria, tra i quali sussurra quasi con timidezza anche uno sconsolato The Batman. Se le nomination più "curiose" si possono dunque spiegare con la forza tecnologica di una produzione molto danarosa, appare invece per l'ennesima volta desolante la categoria miglior film straniero, con i giudici dell'Academy che si confermano scarsi conoscitori del cinema internazionale.

L'opera di Skolimowski è riuscita incredibilmente a passare la selezione superficiale e si appresta ad acciuffare la seconda statuetta della storia polacca (ma attenzione ai temi molto cari alle masse toccati da Close, sebbene non sia un film perfetto), eppure EO avrebbe meritato di lottare con pellicole di ben altro spessore.

Spiccano infatti le mancanze allucinanti di RRR e Decision to Leave - i tempi di Parasite sono soltanto un vago ricordo -, mentre lo snobismo che ha tagliato fuori Saint Omer può essere giustificato soltanto dal fatto che qualcuno semplicemente non ha guardato molti film stranieri negli ultimi dodici mesi. I prossimi Oscar si apprestano dunque a celebrare un cinema già affermato, con Spielberg, Avatar e Top Gun che fanno spazio in bacheca trofei, ma l'exploit di A24 e la stupenda sorpresa Tár riappacificano le candidature con l'arte e fanno quasi dimenticare la disastrosa cinquina estera, rendendo l'Academy sempre più "pop" ed attenta alle considerazioni del pubblico.

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