Noi di Jordan Peele: ecco perché è tra le visioni imprescindibili dell'anno

Il nuovo thriller/horror d'autore firmato dal regista di Scappa - Get Out è uno dei must see del 2019, piccolo ma importante e ricco di stile.

speciale Noi di Jordan Peele: ecco perché è tra le visioni imprescindibili dell'anno
Articolo a cura di

Oltreoceano, dopo l'anteprima mondiale di Noi al SXSW Festival, le firme di settore più ardite hanno paragonato Jordan Peele a un moderno Steven Spielberg. La comunione la fa soprattutto lo stesso spirito intraprendente in termini cinematografici che avvicina i due autori, all'anagrafe distanti 33 anni, un distacco che ha ironicamente un sapore divino, che separa il Vecchio Testamento del regista di E.T. e Lo Squalo da quello Nuovo e moderno del cineasta dietro a Scappa - Get Out.
Proprio come Spielberg, Peele è un autore che si cimenta nel genere e lo sfrutta spesso come mezzo artistico e socio-politico, restando attaccato al racconto e alla narrazione, ai suoi personaggi, che scrive e dirige con grande capacità. Spazia tra cinema e televisione, guarda ai grandi del passato ma in chiave revisionista e ha una conoscenza filmica davvero grandiosa.
Tra i suoi progetti in arrivo ci sono i nuovi episodi del reboot di The Twilight Zone e anche il sequel di Candyman, ma su tutti è proprio Noi a sancirne la definitiva maturità artistica, che comunque Peele sembrava già aver raggiunto nel suo film d'esordio: un lavoro stratificato, geniale, dissacrante.
Un narratore provetto attento anche all'attualità, aspetto che lo rende tra le firme più importanti del momento, produttore lungimirante, con un modello chiaro in mente e la volontà di approfondire mediante l'arte le tematiche sempreverdi o anche scottanti del momento, partendo proprio dalla realtà delle minoranze afro-americane.

Saramago e Pirandello "da paura"

Anche per questo, Noi è uno dei film più importanti della stagione cinematografica primaverile. Forse il più importante. È un thriller/horror e quindi un titolo di genere, segmento dove le storie migliori trovano carattere e grande forma, quelle che superano il "semplice" elemento drammatico e tendono a guardare oltre, a strutturare una critica funzionale, ad adoperarsi in un racconto solido di grande costruzione cinematografica. Proprio come per Scappa - Get Out, anche Noi ha un chiaro messaggio politico di fondo, che anzi veste l'intero film di un'atmosfera pungente che permea il progetto per la sua intera durata. Dice Peele: "Con Noi ho voluto realizzare un film che risultasse personale per ogni individuo e raccontare comunque il nostro paese. Scrivendolo, ero scosso dal constatare come in questo particolare periodo storico ci scopriamo sempre più spaventati degli altri. Siamo sempre velocissimi a incolpare gli altri, ma io volevo suggerire che forse i veri mostri, i vari invasori da temere, siamo proprio noi".
Non solo Noi sembra dunque forte di un messaggio anti-Trumpiano e pro-inclusività, contro ogni forma di odio che arriva persino a quello per noi stessi, sopratutto per quello che potremmo diventare o che siamo sempre stati, senza accorgercene, ma il film affronta anche - con originalità e intelligenza, sembrerebbe - il tema del doppio, ampiamente sfruttato nel mondo del cinema e della televisione, da Denis Villeneuve allo stesso The Twilight Zone.
Nella forza delle intuizioni e nella caratura della critica mossa alla società, però, il film di Peele sembra guadagnare valore rispetto a molte altre produzioni "simili", perché l'intento politico dichiarato si avvicina a quello dell'Uomo Duplicato di José Saramago.

Il nocciolo della questione, in sostanza, non si riscontra nella scoperta del doppio ma nell'inquietudine di vedersi "differenti" in uno specchio, perché i problemi nascono proprio nell'affrontare questa diversità, nel guardarsi senza riconoscersi e cercare un punto di contatto che forse non esiste. Concetti Pirandelliani che vanno oltre le maschere e si annidano nel labirinto cognitivo di ogni uomo: come mi vedono gli altri? Come mi percepisco io? C'è modo di unire tutti questi aspetti differenti?
Jordan Peele, dicevamo, guarda ai grandi e ne riutilizza i principi, mentre in termini di pura forma il suo Noi sembra avere la stessa marcia in più che aveva Scappa, con un montaggio curato a dare tono e ritmo alla narrazione e un utilizzo delle musiche teso e agghiacciante, con alcune trovate estatiche da non sottovalutare.
Di strada per arrivare a essere il nuovo Steven Spielberg, probabilmente, Peele ne dovrà fare ancora molta, ma il tratto finora percorso è lastricato di ottimi intenti, grandi propositi e clamorosi quanto inaspettati successi.

Che voto dai a: Noi

Media Voto Utenti
Voti: 19
7.5
nd